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Bando Cimitero Qualiano. Porcelli (M5S): Il Consiglio di Stato ha sancito l’incapacità dell’amministrazione
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2 anni fail

Bando cimitero Qualiano. Porcelli: Necessaria chiarezza. Il Consiglio di stato ha messo fine a questa triste vicenda
Riceviamo e Pubblichiamo una comunicazione del Consigliere comunale M5S Massimiliano Porcelli in merito all’interrogazione sul Bando del Cimitero di Qualiano annullato dal Consiglio di Stato. Accanto alla comunicazione, l’esponente M5S in Consiglio comunale a Qualiano ha lasciato anche il testo dell’interrogazione che lasciamo in allegato.
La comunicazione del Consigliere Massimiliano Porcelli
Nel pomeriggio di lunedì 29 luglio 2024 si è svolto il Consiglio comunale ed è stata presentata un’interrogazione in relazione al bando del cimitero annullato dal Consiglio di Stato con Sentenza n. 6591/2021 con al quale ha accolto il ricorso per l’ottemperanza della sentenza n. 7893/2023 e ha dichiarato nulli gli atti relativi all’assegnazione dei loculi e dei terreni per la costruzione delle cappelle gentilizie.
Visto il tema rovente, dopo aver relazionato sulla interrogazione, ho chiesto di rinviare l’argomento purché venisse convocato a breve un Consiglio comunale dedicato ma il Sindaco De Leonardis ha rifiutato la nostra richiesta.
Dopo una breve discussione, il primo cittadino ha affermato che la colpa dell’intera questione è da imputare al dirigente che non ha rispettato i termini della pubblicità del bando. Ha voluto, inoltre, precisare che il bando dell’amministrazione De Luca fu fatto esclusivamente perché c’era una irregolarità temporale per la presentazione delle domande e si era proceduto alla modifica parziale del vecchio bando con la pubblicazione del nuovo bando.
La confusione di questa amministrazione sulla vicenda è emersa nuovamente forse per contendere le idee dei cittadini. Ho dovuto chiarire che tutte e tre le sentenze – la prima del TAR Campania e le due successive del Consiglio di Stato – hanno rimarcato la illegittimità del bando per non aver rispettato il criterio della pubblicità e quello della presentazione della domanda esclusivamente a mano. Quest’ultimo criterio discriminatorio perché non avrebbe consentito a tutti i cittadini di poter partecipare al bando.
Riprendendo le parole del Sindaco che – ricordiamo – ha dato la colpa al dirigente, ho chiesto ove ci fosse la colpa del dirigente di prendere provvedimenti nei suoi confronti poiché ha tolto la possibilità di accedere al bene che in questo caso è il loculo o il terreno per la costruzione della cappella gentilizia.
Ancora si è dovuto rimarcare l’illogicità della delibera 161/2023 con la quale si è invitato i cittadini a provvedere al versamento delle somme per l’assegnazione dei loculi e di terreni poiché questa decisione era sicuramente a danno dei cittadini.
Ho fatto presente che in passato il Sindaco aveva affermato che il professionista – nominato per la difesa del Comune in Consiglio di Stato – aveva relazionato che l’ente avesse vinto il ricorso, dando la possibilità di procedere con il bando. Per la cronaca, ho chiesto più volte la relazione, ma mai ottenuta.
Secondo le parole del sindaco, anche questa volta la colpa è degli altri. Si è chiesto di dimezzare la parcella al professionista incaricato poiché il Consiglio di Stato ha annullato il bando e conseguentemente la delibera 161/2023. Delibera che si fonda esclusivamente sul parere che ha indotto in errore l’amministrazione con conseguenza restituzione delle somme versate ai cittadini.
Tali somme dovranno essere restituite ai cittadini solo dopo che la Giunta comunale predisponga una delibera di indirizzo per consentire al dirigente del settore di provvedere alla restituzione delle somme con l’auspicio che avvenga i termini brevi.
Un altro punto era quello di chiarire il seguente inciso riportato in sentenza, dovesi afferma “nonostante una generica disponibilità da parte del Comune a risolvere la controversia (in particolare, attraverso ‘[l’] assegnazione dei loculi in favore dei ricorrenti, previa verifica dei requisiti di legge’), a tali dichiarati intenti non ha fatto seguito l’adozione di atti concreti”.
A ciò il Sindaco – sotto mia insistenza – ha affermato che voleva reperire i loculi per coloro che hanno proposto ricorso, attingendo dal bando indetto per l’urgenza di esumare i cari defunti non essendo ancora stati assegnati 26 loculi.
Quando ho chiesto chi potesse accedere, il primo cittadino ha risposto solo uno dei ricorrenti, poiché aveva la necessità di riesumare un caro, alche ho chiesto se avesse presentato la domanda per la partecipazione al bando per la riesumazione. La risposta è stata un silenzio assordante.
Proseguendo, ho fatto rilevare nuovamente che tutti i cittadini hanno egual diritto e non ci possono essere favoritismi perché, se fosse stato assegnato anche un solo loculo ad uno dei ricorrenti, attingendo ad un altro bando a cui non aveva partecipato, si sarebbero lesi i diritti dei cittadini. Ci si sarebbe trovati nella situazione in cui i cittadini, pur avendo presentato domanda, ne sarebbero stati esclusi, non vedendosi assegnato il loculo. In ultima analisi sarebbe emersa così un’ulteriore grave stortura della tutela dei diritti dei cittadini.
Va ricordato a noi stessi che i diritti sono uguali per tutti e le regole e le norme vanno rispettate.
Per finire si è chiesto di indire un nuovo bando celermente, stante l’esigenza della cittadinanza di riesumare i propri cari e di acquisire loculi e terreni per la costruzione delle capelle gentilizie, dando priorità a coloro che hanno l’urgenza di riesumare i propri cari e la priorità ai cittadini residenti.
In sintesi, dalla discussione in Consiglio comunale è emerso che il bando è nullo perché presentava dei vizi che lo rendevano illegittimo come affermato per la terza volta dal Consiglio di Stato, che messo definitivamente fine a questa vicenda francamente vergognosa.
Il Consiglio di Stato ha fatto emergere inoltre la poca chiarezza e incapacità di questa amministrazione che, per sua esclusiva colpa – ha danneggiato ulteriormente i cittadini che ora si ritrovano senza loculi e terreni per la costruzione delle capelle gentilizie per i propri cari, oltre ad aver sborsato delle somme di danaro che dovranno essere restituite. Chiarezza è stata fatta!
Consigliere comunale M5S – Massimiliano Porcelli
Il testo dell’interrogazione
Di seguito per coloro che volessero approfondire lasciamo il testo dell’interrogazione proprosta da tre Consiglieri di Opposizione Porcelli, Di Procolo e Russo.
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