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Ferdinandopoli, il “Borgo della Felicità”
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2 anni fail

Teatro, musica e canto celebrano San Leucio e il sogno lucido, come la seta, dei Borbone.
La Real Colonia di San Leucio torna, per una sera, ai tempi lucenti di fine Settecento. Domenica 23 giugno si è svolto l’evento culturale che, coniugando teatro, musica, danza e gastronomia, in un’atmosfera d’epoca, ha condotto i partecipanti alla riscoperta di uno dei luoghi più importanti della provincia di Caserta.

I tempi sono quelli del cosiddetto “dispotismo illuminato” di Ferdinando IV di Borbone e Maria Carolina d’Asburgo, la coppia di monarchi, assoluti, ma visionari, che sognavano di veder riconosciuto per tutti i loro sudditi il “Diritto alla Felicità”.

Il borgo di San Leucio, scelto dal sovrano come luogo di ritiro e svago, di quotidianità semplice, lontano dai fasti e dai lussi della vita di corte della reggia, diventa anche oggetto del suo ambizioso progetto di qualificazione del territorio, la sua città ideale: Ferdinandopoli.

Il disegno del sovrano si fondava su una minuziosa regolamentazione dell’organizzazione della vita lavorativa e sociale delle famiglie impiegate nella manifattura della seta.


Promuovendo uguaglianza e serenità, fornendo loro casa, istruzione, assistenza sanitaria e sociale, ai lavoratori, uomini e donne, non restava che l’impegno nel lavoro, nell’onestà e nella fedeltà ai sovrani.

E’ la cosiddetta “Utopia Reale”, un sogno urbanistico e sociale che a San Leucio trovò radici, ma non durata.

Per una sera, l’Associazione Culturale “Corteo Storico della Real Colonia di S. Leucio”, in collaborazione con il Comune di Caserta e con la Proloco, ha permesso a tutti di rivivere quel sogno, in un percorso artistico mirato all’intrattenimento, ma anche all’approfondimento culturale, tra nozioni storiche, legislative del tempo e “gossip” reale.

Da piazza della Seta, varcato l’arco di ingresso, l’ospite è stato guidato alla salita verso il Belvedere da Leucio, immaginario cocchiere del Re Ferdinando, attraverso una serie di tableaux vivants, in cui teatranti, musicisti e danzatori, hanno raccontato la vita dei Quartieri di S. Carlo e S. Ferdinando, e le storie di caccia, venatoria e amorosa, dell’intraprendente sovrano.

Fulcro della serata è stato il Corteo Storico, solennemente annunciato da rullanti, tamburi e squilli di trombe.


Oltre duecento figuranti hanno sfilato davanti al pubblico, col benestare dei Seniori e dei Sovrani affacciati alla balaustra della Chiesa dei Reali, illustrando i simboli dell’organizzazione della società (il Codice Ferdinandino, la Scuola Normale dei minori, la Cassa di Carità, l’Abito Leuciano, una “divisa d’onore” uguale per tutti) e mostrando con orgoglio i prodotti della manifattura della seta che, da allora, riveste di prestigio casertano le più importanti case reali e palazzi governativi nel mondo

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