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Incendio Pastorano: i dati Arpac fino al 9 settembre
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3 anni fail

Incendio Pastorano del 3 settembre scorso: ecco i dati Arpac dal 4 al 9 settembre. Fornita tabella che riepiloga le concentrazioni degli inquinanti
Sono tuttora in funzione, a circa duecento metri dal sito di gestione di rifiuti interessato da un incendio lo scorso 3 settembre nell’area industriale di Pastorano, due campionatori ad alto flusso per la ricerca di diossine e furani dispersi in atmosfera, il primo (P2) posizionato nella direzione prevalente dei venti al momento dell’installazione, il secondo (P1) nella direzione opposta.
Nella tabella a seguire si riepilogano le concentrazioni riscontrate finora, in esito a ciascun ciclo di campionamento della durata di 24 ore, espresse in termini di pg/Nm3 I-TEQ (picogrammi per normal metro cubo in termini di tossicità totale equivalente). Seppure in netta diminuzione, l’andamento di tali microinquinanti si mantiene superiore ai valori di riferimento correntemente utilizzati, cioè:
- valori di concentrazione di tossicità equivalente mediamente riscontrabili in ambiente urbano e soggetti a grande variabilità, dell’ordine di 0,1 pg/m3, individuati dalle Linee guida dell’Oms sulla qualità dell’aria;
- valore di riferimento, utilizzato dalla comunità scientifica, di 0,15 pg/Nm3 I–TEQ proposto dal LAI-Germania.
I dati al momento disponibili si riferiscono a un periodo che arriva fino allo scorso 9 settembre. Il monitoraggio è tuttora in corso e gli ulteriori risultati verranno diffusi non appena disponibili.

Nei pressi del luogo dell’incendio dalla giornata del 5 settembre è anche attivo un laboratorio mobile per la misurazione delle concentrazioni orarie di polveri sottili PM10 e PM2.5, monossido di carbonio, ozono, benzene, toluene, xilene, ossidi di azoto.
Sono oggi disponibili i dati relativi all’8, 9 e 10 settembre scorsi. In queste date, non si sono verificati superamenti dei limiti di legge per gli inquinanti monitorati. Si continuano a registrare picchi orari di inquinanti quali benzene e biossido di azoto, che però, sulla base delle informazioni meteorologiche disponibili, non appaiono chiaramente riconducibili all’evento in questione. Soltanto tra le 20 e le 22 dello scorso 9 settembre, i picchi orari di PM10, fino a 75 microgrammi per metro cubo, si sono verificati con ventilazione proveniente dall’area dell’incendio. Si sottolinea tuttavia che il limite di legge per il PM10 (50 microgrammi per metro cubo) è riferito alla media giornaliera piuttosto che alle concentrazioni orarie.
Si rimanda ai precedenti comunicati, del 4, 7 e 8 settembre scorsi, per un quadro completo dell’attività finora svolta dall’Agenzia. Gli ulteriori risultati degli accertamenti in corso verranno diffusi non appena disponibili.

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