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Politica

Melito di Napoli, ecco il nuovo consiglio comunale

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Ecco i nomi di chi entra in Consiglio Comunale. Il partito più forte quello dell’astensione con il 54,97%

Il 45,03% (13.243) dei 29.412 elettori del Comune di Melito – al turno di ballottaggio – hanno eletto sindaco Luciano Mottola con 6738 voti (-172 voti rispetto al primo turno) contro Dominique Pellecchia che entra in consiglio comunale con 6351 consensi (- 257 voti rispetto al primo turno). Con loro Nunzio Marrone, leader della coalizione che non ha raggiunto il ballottaggio e che ha dichiarato di non andare al voto al secondo turno.

I numeri sono numeri e decidono tutto anche la rappresentanza in Consiglio comunale. Secondo la ripartizione con il metodo d’hondt eccone la composizione

La Maggioranza

La maggioranza a Melito esprime 15 consiglieri comunali su 24 seggi e, a meno di dimissioni e surroghe della prima ora sono:

  • Marrone Rocco (Melito Più);
  • Lubrano Irene (Melito Più);
  • D’Angelo Giusi (Melito Più);
  • Verde Filomena (Melito Più);
  • Bortone Vincenzo (Fratelli d’Italia);
  • Amente Francesco (Fratelli d’Italia);
  • Ruberti Maddalena (Difendiamo Melito);
  • Battaglia Vincenzo (Difendiamo Melito);
  • Palumbo Gaetano (Prima Melito);
  • Sanarico Carmine (Prima Melito);
  • Iazzetta Carmine (Terra e Vita);
  • Mungiguerra Raffaele (Terra e Vita);
  • Chiantese Paolo (i Riformisti);
  • Donnarumma Antonio (Spazio ai Giovani);
  • Ferraro Pasquale (Melito in Movimento).

L’Opposizione

L’opposizione a Melito ha a disposizione 9 seggi in Consiglio comunale. I nomi – anche in questo caso salvo dimissioni e surroghe della prima ora sono:

  • Dominique Pellecchia (PD – Candidata Sindaco);
  • Guarino Angela (PD);
  • Maisto Enrico (PD);
  • Puzone Anna (Movimento 5 Stelle);
  • Grande Massimiliano (Davvero ecologia e diritti);
  • Nunzio Marrone (Forza Italia – Candidato Sindaco)
  • Cuozzo Antonio (Forza Italia)
  • Di Munno Patrizia (Nunzio Marrone Sindaco);
  • Maisto Ciro (Pensiero Comune).

Una riflessione, come detto in precedenza, la merita il partito dell’astensionismo che al secondo turno è cresciuto ancora. Passa, infatti, dal 36,02% del primo turno al 54,97% del secondo turno. Si tratta di 16.169 persone che hanno preferito restare a casa. Se avessero espresso il loro voto avrebbero vinto le elezioni.

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