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Castel Volturno: Vendeva moto rubata online

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La moto era stata rubata a Sperlonga ad agosto 2020; il proprietario la ha rintracciata su una pagina facebook di vedita di veicoli

Il 3 agosto scorso la Polizia Stradale di Cellole ha eseguito un’ordinanza di applicazione di misura cautelare degli arresti domiciliari. Ad emmettere il provvedimento l’ufficio del Gip presso il tribunae di Santa Maria CV. La richiesta da parte della locale Procura al termine di una articolata indagine. Destinatario dell’ordinanza C.G. un noto pregiudicato di Mondragone. L’uomo dovrà rispondere di ricettazione, resistenza a Pubblico ufficiale e minaccia aggravata.

Le indagini son partite a seguito di una denuncia di furto di un motociclo avvenuto, il 22 agosto 2020 a Sperlonga in provincia di Latina. A raccogliere la denuncia il Distaccamento della Polizia Stradale di Cellole.

Le attività di indagini – come riporta una nota della Procura di Santa Marica CV – hanno portato gli investigatori ad individuare persone che operano nei territrori di Mondragone e Castel Volturno. Tutti soggetti dediti ai furti di veicoli e motocicli in genere, nonché alla ricettazione e al riciclaggio degli stessi.

Fondamentale per la risoluzione della vicenda, una mirata ricerca effettuata sui vari social network dal denunciante. Tale ricerca ha permesso di individuare una pagina sulla erano pubblicati post relativi alla compravendita di motoveicoli. Tra questi vi era Honda XADV che -come speiga la Procura – per il colore, chilometri percorsi, anno di costruzione e altri piccoli particolari riconduceva al veicolo oggetto di furto.

A quel punto è iniziata una trattativa con il venditore seguita dagli agenti della Polstrada. Tale trattativa era basata sul pretesto di dover riparare un veicolo simile gravemente danneggiato da un incidente. La trattativa si è conclusa di persona.

All’incontro si è presentato il genero del denunciante quale acquirente e il venditore, poi identificato per un noto pregiudicato di Mondragone.

Quest’ultimo, come si legge nella nota della Procura, spiegava che «per quella moto erano interessate molte persone e, pertanto, l’affare si doveva concludere al più presto».

In tale contesto «precisava di aver annotato il numero di targa del veicolo del potenziale acquirente e, essendo lui “n’omm e miezz a via”, nel puntualizzare che era da poco uscito dal carcere, con chiaro intento intimidatorio affermava che non avrebbe avuto alcun problema a rintracciare lui e la sua famiglia in caso di “sgarro”».

La trattativa si è conclusa si lasciano con l’intesa che l’acquirente avrebbe noleggiato un furgone per prelevare la moto in quanto la stessa non poteva circolare perché priva di targa.

La Polizia Stradale di Cellole ha monitorato il furgone fino alla localizzazione del sito dove era il motociclo. L’intervento degli agenti di Polizia al momento dello “scambio” ha suscitato l’aggressione del malvivente e di un nutrito gruppo di abitanti della zona. Questi ultimi intervenuti con bastone e mazze di ferro, nel tentativo di evitare il fermo.

Il loro intervento non è servito a nulla perché i poliziotti hanno comunque identificato e bloccato l’uomo.

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