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Covid, P. Chigi invia documentazione secretata. Codacons: “Bene togliere il segreto”
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6 anni fail

Codacons: “Attendiamo di sapere perché furono rifiutati 350 ventilatori per le terapie intensive. Quante vite avrebbero salvato?”
Il Codacons ha accolto con favore la pubblicazione dei documenti secretati a opera della fondazione Einaudi ma ribadisce la necessità di fare ulteriore chiarezza su un’altra vicenda, almeno altrettanto (se non più) rilevante rispetto a quelle oggetto della pubblicazione, e riguardante il rifiuto opposto dal Comitato Tecnico Scientifico nei confronti di 350 ventilatori per le terapie intensive.
Ventilatori che, magari, avrebbero potuto salvare migliaia di vite, e che sono stati ritenuti “inadeguati” senza ulteriori spiegazioni.
Ecco i fatti. Lo scorso marzo, quando gli ospedali del nord Italia si trovavano allo stremo a causa della mancanza di posti letto e strumentazione nei reparti di terapia intensiva, l’associazione, dopo alcuni contatti con una azienda cinese, aveva segnalato alla Protezione civile 350 ventilatori disponibili ad arrivare in pochi giorni in Italia.
Ventilatori che vennero ritenuti “non idonei” dalla Commissione tecnico-scientifica, e che portarono il Codacons a presentare formale istanza d’accesso in cui chiedeva le ragioni di tale rifiuto, istanza a cui venne risposto che “i verbali contenenti il parere del Comitato Tecnico Scientifico, di cui all’art. 2 dell’Ordinanza della Protezione Civile 3.02.2020 n. 630, sono secretati”.
Una tesi poi smentita dal Tar del Lazio che, con la sentenza n. 9215/ 2020, ha stabilito che “ai pareri adottati dal Comitato tecnico scientifico non possa innanzitutto attribuirsi la qualificazione di atti normativi, tale da sottrarli all’accesso ai sensi dell’art. 24, comma 1, della legge n. 241/1990, in quanto privi del requisito dell’astrattezza e della capacità di innovare l’ordinamento giuridico […] Ebbene, la ratio dell’intera disciplina normativa dell’accesso impone di ritenere che se l’ordinamento giuridico riconosce, ormai, la più ampia trasparenza alla conoscibilità anche di tutti gli atti presupposti all’adozione di provvedimenti individuali o atti caratterizzati da un ben minore impatto sociale, a maggior ragione deve essere consentito l’accesso ad atti, come i verbali in esame, che indicando i presupposti fattuali per l’adozione dei descritti DDPCM, si connotano per un particolare impatto sociale, sui territori e sulla collettività.”
Gli atti e i pareri emessi dalla Commissione Tecnico-scientifica non potevano quindi essere secretati, e il rifiuto di mostrarli al Codacons ha portato l’associazione a presentare un esposto alla Procura della Repubblica di Roma contro il capo della Protezione Civile, Angelo Borrelli, per la possibile fattispecie di rifiuto di atti d’ufficio.
In particolare la magistratura dovrà verificare i motivi che hanno portato la Commissione a ritenere inidonei i ventilatori proposti (uno dei quali, a quanto apprende l’associazione, sarebbe stato donato ad un ospedale italiano e regolarmente entrato in funzione) e se la loro adozione avrebbe potuto contribuire a migliorare la situazione dei reparti di terapia intensiva durante l’emergenza Covid e salvare vite umane.
Nota stampa Codacons Campania

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