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Cronaca

Droga e prostituzione: 6 arresti e 8 indagati a piede libero

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Droga e Prostituzione

Droga e sfruttamento della prostituzione: 6 arresti tra Napoli e Telese Terme. Indagate 8 persone a piede libero.

Droga e sfruttamento della prostituzione. Questa mattina, in Napoli e Telese Terme (BN), i Carabinieri della Compagnia di Montesarchio (BN), hanno eseguito una ordinanza applicativa di misura cautelare personale a carico di 6 persone. Di queste due con custodia cautelare in carcere e quattro con sottoposizione alla misura degli arresti domiciliari.

Il provvedimento emesso a seguito di indagini coordinate dalla Procura della Repubblica di Benevento. Ad emetterlo il Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Benevento, su richiesta della locale Procura della Repubblica, .

Destinatarie della custodia cautelare in carcere due sorelle di nazionalità cinese residenti in Napoli. Le restanti quattro persone – sottoposti agli arresti domiciliari – sono un coppia residente nella Valle Telesina ed altre due di nazionalità asiatica. Anche questi ultimi residenti nel capoluogo partenopeo.

Gli indagati sono tutti gravemente indiziati a vario titolo di reati che vanno dall’associazione per delinquere finalizzata allo sfruttamento della prostituzione, alla coltivazione di sostanza stupefacente del tipo marijuana, al furto, alla ricettazione, alla sostituzione di persona, al favoreggiamento della permanenza illegale nel territorio dello Stato, alla truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche ed infine all’indebita percezione del reddito di cittadinanza.     

Avviata nel settembre del 2020, l’indagine trae origine dall’attività investigativa posta in essere dai militari dell’Arma di Montesarchio (BN). Attraverso servizi di osservazione, controllo e pedinamento prima, e intercettazioni telefoniche e ambientali successive, i mimitari dell’Arma hanno acquisito gravi indizi di colpevolezza in ordine ad una fiiorente attività di sfruttamento delle prostituzione. Fondamentali per l’attività investigativa escussione di numerose persone informate sui fatti, l’acquisizione delle immagini dai sistemi di videosorveglianza, perquisizioni e sequestri.

L’attività di meretricio veniva pubblicizzata mediante siti internet di annunci a sfondo sessuale. Le due sorelle asiatiche, promotrici dell’associazione, destinatarie della misura cautelare in carcere, decidevano il luogo dove aprire le case di appuntamento, organizzavano lo spostamento delle donne che si prostituivano, trattenendo i loro documenti.

Il ruolo delle due donne assumeva particolare rilievo persino nello smistamento delle richieste di prestazioni sessuali. Le stesse, infatti, dopo aver costituito una sorta di call center nel quartiere “Vasto” di Napoli, gestivano numerose case di appuntamento sparse su tutto il territorio nazionale. Esse erano presenti nelle province di Benevento, Avellino, Salerno, Sassari e Cosenza. Dirottavano, così, i clienti nelle sedi a loro più vicine e concordando telefonicamente il tipo ed il costo della prestazione.

Nel corso dell’attività, terminata nel maggio 2021, sottoposta a sequestro documentazione cartacea “libri mastro” da cui risultavano profitti per l’associazione, riferiti a periodi relativamente brevi, di diverse centinaia di migliaia di euro.

Gli indagati traevano altresì profitto dalla coltivazione di sostanza stupefacente del tipo marijuana. Nel febbraio 2021 in Puglianello (BN) gli investigatori hanno individuato un opificio industriale all’interno del quale furono sequestrati 1350 piante in vegetazione e 54 chilogrammi di sostanza già essiccata.

Nel corso delle perquisizioni effettuate nella città di Napoli a carico degli indagati, sequestrato un ulteriore ingente quantitativo di sostanza stupefacente. Era nelle disponibilità di una delle due donne raggiunte dalla misura della custodia cautelare in carcere.

Nella vicenda risultano, infine, coinvolte altre otto persone di nazionalità italiana. Esse sono indagate a vario titolo in stato di libertà, sia quali partecipi all’associazione a delinquere, alla quale assicuravano supporto logistico, sia quali responsabili del reato di favoreggiamento. Anche nei loro confronti eseguite ulteriori perquisizioni disposte con decreto del Pubblico ministero procedente.

Il provvedimento oggi eseguito è una misura cautelare, disposta in sede di indagini preliminari. Contro di esso sono ammessi mezzi di impugnazione. I destinatari sono persone sottoposte alle indagini e quindi presunti innocenti fino a sentenza definitiva.

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