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Gas. Cingolani: Italia al sicuro, inverno tranquillo
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4 anni fail

Cingolani interviene sul gas spiegando che l’Italia è al sicuro e che sarà un inverno tranquillo. Ciò che potrebbe variare è il prezzo
Cingolani interviene sul gas dal webinar Rcs Academy “Repower Eu verso l’Unione Energetica”. Ha ancora rassicurato che l’Italia è al sicuro e che gli stoccaggi sono pieni. Ha però aggiunto che ci saranno problemi sui prezzi. Poi ha spiegato che se la riunione sul “price cap” del Consiglio europeo in programma per il 20 ottobre si concluderà bene allora si arrivera alla risoluzione del problema.
Ha poi aggiunto di non togliere “la sofferenza alle famiglie e ad imprese”. Cosa vuoldire? Quali sono gli impatti sulle imprese italiane? La risposta è semplice: lacrime e sague e ci sarà da stringere i denti oltre che la cinghia. Ma è possibile chiedere ancora tanto agli italiani che non vedono la fine di anni terribili?
A quanto sembra “l’inverno più duro sarà quello del 2023/24” però solo se l’Italia non potenziarà le sue strutture almeno è quanto ha detto Descalzi, amministratore di ENI.
Non vi preoccupate adesso quindi, bisognerà farlo dopo le ferie del 2023, ammesso che qualcuno riesca ad arrivarci.
Le strutture da potenziare sono rigasificatori e sembra che il destino del mondo passi da quello di Piombino.
“Non abbiamo una produzione nazionale, abbiamo 1/3 dei rigassificatori che ci servono e dobbiamo aumentare la capacità di stoccaggio”. Ha sottolineato Descalzi, ma il carico da novanta lo mette ancora una volta il Ministro della Transizione Ecologica: “Spero che tutti si rendano conto che la sicurezza energetica nazionale dipende da quello. Se avremo la nave rigassificatrice e non riusciremo a usarla, sarà un vero e proprio suicidio”.
Una dettagliata spiegazione di una nave rigasificatrice è presente sul sito della SNAM.
Secondo Cingolani, infatti, in Italia c’è un problema “di sindrome ‘nimby’, e qualcuno dovrà prendersi la responsabilità. Io sono stato chiaro: la nave resterà lì tre anni, poi la sposteremo in un sito non invasivo”. Lo ha detto riferendosi evidentemente alle proteste di Piombino un territorio che attende da oltre 20 anni una bonifica del SIN.
Sul tetto del gas invece ancora sembra di capire che si tratti di un terno al lotto. Dovrebbe configurarsi come ha detto Cingolani di “un intervallo entro il quale il TTF potrà variare senza picchi assurdi”. Quindi varierà ma in che termini? Come indentifichiamo il picco assurdo?
Il tema ovviamente sarà discusso in Europa il 20 ottobre ma Cingolani crede “che si possa giungere ad una conclusione, un compromesso, che possa limitare i costi”.

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