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Vitalizi: Senato approva mozioni

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Di Francesco Gasparetti da Senigallia, Italy - Flickr, CC BY 2.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=1087959

Approvate le mozioni adesso il senato dovrà trovare la giusta sintesi per disciplinare i vitalizi

Iniziata alle 9:30 la seduta del Senato aveva all’ordine del giorno, tra l’altro, tre mozioni sui vitalizi. Un tema molto sentito dagli italiani dopo la notizia del ripristino del beneficio a Formigoni.

La polemica è scoppiata sull’onda di protesta che ha coinvolto l’opinione pubblica sull’opportunità di ripristinare i vitalizi ai politici condannati.

La prima mozione contrassegnata con il numero 1-00373, sottoscritta dai Gruppi M5S, PD e Misto-LeU, e illustrata dal senatore Licheri (M5S), in relazione alla decisione del Consiglio di garanzia, che ha annullato la delibera del Consiglio di Presidenza del Senato n. 57 del 2015. Tale mozione, che prevedeva la cessazione dell’erogazione del vitalizio per gli ex senatori condannati in via definitiva per reati gravi, prende atto di un vuoto normativo e impegna a disciplinare nelle sedi competenti, tenendo conto dei principi della normativa vigente in materia di incandidabilità, i casi di revoca del vitalizio dei senatori, cessati dal mandato, che siano stati condannati in via definitiva per delitti di particolare gravità.

Mozione 1-00373

La seconda, invece, riporta il numero 1-00374, presentata dai senatori Romeo (L-SP), Anna Maria Bernini (FIBP) e Ciriani (FdI), impegna a rivalutare, nelle sedi competenti, nel rispetto dei principi dell’articolo 54 della Costituzione e della legge di cui all’articolo 65 della Costituzione stessa, la disciplina dei vitalizi dei senatori in caso di irrogazione di condanne definitive per reati di particolare gravità.

Mozione 1-00374

La terza mozione contrassegnata dal numero 1-00375, illustrata dal sen. Cucca (IV-PSI), impegna ad adottare tutte le opportune determinazioni, nelle sedi proprie e competenti, volte a disciplinare i casi di revisione o revoca del vitalizio dei senatori, cessati dal mandato, che siano stati condannati in via definitiva per delitti di particolare gravità.

Mozione 1-00375

Discussione Generale

Nell’ambito della discussione generale il senatore Vitali (FIBP-UDC) ha osservato che, secondo la giurisprudenza della Corte costituzionale, una sentenza di condanna di primo grado non è sufficiente a revocare lo stipendio o la pensione. La sanzione nei confronti di un parlamentare condannato spetta al Consiglio di Presidenza, che tiene conto di principi di onorabilità e della gravità del reato.

Il sen. Perilli (M5S) ha richiamato principi di equità e giustizia sociale e ha posto l’accento sulla inaccettabilità della decisione del Consiglio di garanzia, che contrasta con il sentire dei cittadini e non tiene conto delle condizioni generale del Paese.

Dichiarazioni di voto

Il senatore Cucca per Italia dei Valori – PSI ha ricordato che la materia dei vitalizi è di competenza del Consiglio di Presidenza, che il Consiglio di garanzia è un organo di natura giurisdizionale e che l’autodichia delle Camere è prevista dalla Costituzione.

Balboni, senatore di Fratelli d’Italia, nel dichiarare voto favorevole alle tre mozioni, ha auspicato una nuova delibera, ritenendo al contempo che l’interdizione dai pubblici uffici comporti la revoca del vitalizio. Quest’ultimo non è assimilabile alla pensione in quanto non scaturisce da un rapporto di lavoro.

La senatrice Rossomando (PD), nell’annunciare il voto favorevole, ha ricordato le motivazioni storiche delle garanzie costituzionali previste a tutela della funzione parlamentare, che rispondono ai principi della democrazia liberale.

Voto favorevole annunciato anche dal senatore Grasso per Gruppo Misto – LeU. Grasso ha argomentato che l’indennità, legata alla carica, non è assimilabile a uno stipendio e il vitalizio, non menzionato dalla Costituzione, non costituisce un diritto intangibile e non è assimilabile a un trattamento previdenziale. Ha giudicato, infine, errata la decisione del Consiglio di garanzia che, essendo un organo giurisdizionale, non può annullare una delibera del Consiglio di Presidenza.

Anche la senatrice Craxi, per FIBP, ha annunciato il voto favorevole alla mozione n. 374. Ha difeso l’autonomia della politica rispetto a poteri forti e oscuri che condizionano sempre più profondamente la vita pubblica e le scelte strategiche del Paese. Analizzando i mutamenti storici che hanno investito la funzione parlamentare, ha rilevato che l’antipolitica e la retorica dell’anti-casta hanno indebolito la democrazia rappresentativa e hanno accompagnato il declino economico e politico del Paese.

Il senatore Romeo per L-SP ha affermato la necessità, per restituire credibilità alla politica, di disciplinare la materia dei vitalizi attraverso una legge dello Stato. Ha quindi invocato il giusto mezzo, dichiarando contrarietà tanto ai privilegi quanto alla delegittimazione della funzione parlamentare.

Per il Movimento 5 Stelle, invece, la senatrice Taverna ha evidenziato che i senatori del Gruppo M5S sono stati esclusi dagli organi giurisdizionali interni. Ha negato l’equiparazione del vitalizio al reddito di cittadinanza ed ha auspicato una decisione trasparente per revocare il vitalizio ai senatori condannati.

In dissenso dal Gruppo, il sen. Caliendo (FIBP) ha annunciato l’astensione, deplorando la politicizzazione di questioni giurisdizionali e ricordando che la Cassazione ha assimilato il vitalizio al trattamento previdenziale. Sempre in dissenso dal Gruppo, il sen. Vitali (FIBP) ha evidenziato il paradosso che induce a riservare al parlamentare un trattamento peggiore di quello previsto dalla legge.

In dissenso dal Gruppo, il senatore Di Nicola (M5S) ha invitato il Consiglio di Presidenza a sollevare conflitto di attribuzione davanti alla Corte costituzionale e ad abolire i vitalizi e i contributi figurativi.

Per gli stessi motivi, il senatore Crucioli (Misto), a nome di Alternativa c’è, ha giudicato insufficienti le mozioni. Il senatore Paragone (Misto), invece, ha dichiarato voto favorevole solo alla mozione presentata da M5S.

Le mozioni sono state approvate adesso il Senato della Repubblica dovrà trovare una sintesi tra le tre mozioni e decidere in che modo disciplinare i vitalizi davanti a condanne.

Lasciamo di seguito il resoconto stenografico della seduta

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