Esteri
11 settembre 2001, 25 anni dopo: la mattina che cambiò il mondo
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Oggi ricorre il venticinquesimo anniversario degli attentati alle Torri Gemelle, al Pentagono e del volo 93. Dalle 8:46 alle 10:28, in appena 102 minuti, gli Stati Uniti e il mondo entrarono in una nuova epoca
Vent cinque anni fa il mondo guardava New York senza riuscire a comprendere fino in fondo ciò che stava accadendo.
Era la mattina dell’11 settembre 2001 quando quattro aerei di linea furono dirottati da 19 terroristi di al-Qaeda. Due colpirono le Torri Gemelle del World Trade Center, uno il Pentagono e il quarto precipitò in Pennsylvania dopo la reazione dei passeggeri.
Oggi, 11 settembre 2026, ricorre il 25° anniversario di quegli attentati.
A New York le famiglie delle vittime torneranno a riunirsi sul Memorial Plaza per la cerimonia commemorativa, che inizierà alle 8:40 ora locale. Il pubblico non potrà accedere alla cerimonia, ma il 9/11 Memorial & Museum ne ha predisposto la trasmissione in streaming.
8:46, il primo impatto
Alle 8:46 del mattino, il volo American Airlines 11 colpì la Torre Nord del World Trade Center, tra i piani 93 e 99.
In quei primi minuti non era ancora chiaro che gli Stati Uniti fossero sotto attacco.
Le immagini dell’edificio in fiamme iniziarono rapidamente a fare il giro del mondo.
9:03, il mondo capisce che non è un incidente
Diciassette minuti dopo, alle 9:03, il volo United Airlines 175 si schiantò contro la Torre Sud.
Il secondo impatto venne ripreso in diretta dalle televisioni già puntate sul World Trade Center.
Da quel momento l’ipotesi dell’incidente non era più sostenibile: era in corso un attacco coordinato.
9:37, viene colpito il Pentagono
Alle 9:37 il volo American Airlines 77 si schiantò contro il Pentagono, ad Arlington, in Virginia.
L’attacco dimostrò che l’operazione non era limitata a New York e che uno dei simboli del potere militare statunitense era diventato a sua volta un bersaglio.
9:59, crolla la Torre Sud
Alle 9:59 la Torre Sud crollò.
È un particolare che ancora oggi viene spesso ricordato in maniera errata: pur essendo stata colpita per seconda, fu la prima delle due Torri Gemelle a collassare.
Secondo il 9/11 Memorial, la Torre Sud rimase in piedi per circa 56 minuti dopo l’impatto.
10:03, il volo 93 precipita in Pennsylvania
Nel frattempo, a bordo del volo United Airlines 93, alcuni passeggeri avevano appreso attraverso le telefonate ciò che era avvenuto a New York e Washington.
Tentarono di reagire contro i dirottatori.
Alle 10:03 l’aereo precipitò in un campo nei pressi di Shanksville, in Pennsylvania, senza raggiungere l’obiettivo verso il quale era diretto.
10:28, crolla anche la Torre Nord
Alle 10:28 crollò anche la Torre Nord.
Dal primo impatto delle 8:46 erano trascorsi appena 102 minuti.
Meno di due ore che avrebbero modificato la politica internazionale, i sistemi di sicurezza, il trasporto aereo e il modo in cui l’Occidente avrebbe guardato al terrorismo negli anni successivi.
Le vittime furono 2.977
Negli attentati dell’11 settembre morirono 2.977 persone, senza includere i 19 dirottatori.
Le vittime si trovavano nelle Torri Gemelle, al Pentagono e sui quattro aerei, oppure erano soccorritori intervenuti durante l’emergenza.
Il 9/11 Memorial ricorda persone provenienti da oltre 90 Paesi.
A distanza di 25 anni, inoltre, continuano a essere ricordate anche le persone morte successivamente per patologie legate all’esposizione alle sostanze presenti nei luoghi degli attentati e durante le operazioni di soccorso e recupero.
Perché sul Memorial ci sono 2.983 nomi?
Visitando oggi il 9/11 Memorial di New York si trovano 2.983 nomi incisi sui parapetti di bronzo che circondano le due grandi vasche.
Il numero è superiore alle 2.977 vittime dell’11 settembre perché comprende anche le sei persone uccise nell’attentato al World Trade Center del 26 febbraio 1993.
Le vasche sorgono proprio nelle impronte lasciate dalle Torri Gemelle.
Il Memorial scelto tra 5.201 progetti
Anche la realizzazione del luogo della memoria racconta la dimensione internazionale dell’11 settembre.
Nel 2003 venne organizzato un concorso mondiale per scegliere il progetto del Memorial.
Arrivarono 5.201 proposte da 63 Paesi.
A vincere fu “Reflecting Absence”, progetto dell’architetto Michael Arad con il paesaggista Peter Walker: due grandi vasche collocate esattamente dove sorgevano le Torri.
Il Memorial aprì al pubblico nel 2011, nel decimo anniversario degli attentati.
I nomi non sono disposti semplicemente in ordine alfabetico
Un’altra particolarità riguarda l’organizzazione dei nomi.
Sul Memorial vengono raggruppati in base al luogo e alle circostanze della morte: Torre Nord, Torre Sud, voli, Pentagono e soccorritori.
La disposizione tiene inoltre conto, quando possibile, dei legami tra le vittime.
Il risultato è un memoriale che non racconta soltanto un numero, ma anche relazioni personali e comunità spezzate.
Oggi sette momenti di silenzio
La commemorazione tradizionale prevede sei momenti di silenzio legati agli istanti fondamentali di quella mattina: 8:46, 9:03, 9:37, 9:59, 10:03 e 10:28.
Dal 25° anniversario è stato aggiunto un settimo momento di silenzio, al termine della lettura dei nomi, dedicato alle persone morte negli anni successivi per gli effetti sanitari legati all’11 settembre.
Il primo silenzio, alle 8:46 di New York, corrisponderà alle 14:46 in Italia.
La lettura dei 2.983 nomi
Il momento centrale della cerimonia resta la lettura ad alta voce dei nomi.
Sul Memorial Plaza vengono ricordate sia le vittime del 2001 sia le sei persone morte nell’attentato del 1993.
È una scelta precisa: al centro della commemorazione non ci sono gli edifici distrutti, ma le persone.
Una generazione intera non ricorda l’11 settembre
Il venticinquesimo anniversario segna anche un cambiamento generazionale.
Secondo il 9/11 Memorial & Museum, oggi circa 100 milioni di americani sono troppo giovani per ricordare direttamente l’11 settembre 2001.
Per loro le immagini delle Torri Gemelle, delle strade ricoperte di polvere e dei soccorritori non appartengono a un ricordo personale.
Sono già storia.
Ed è forse questa una delle caratteristiche più significative dell’anniversario del 2026: milioni di adulti sono nati dopo quella mattina o erano troppo piccoli per averne memoria.
Perché l’11 settembre cambiò il mondo
Le conseguenze furono profonde.
Cambiarono i sistemi di controllo negli aeroporti, le politiche antiterrorismo e la cooperazione tra intelligence e forze di sicurezza.
Negli Stati Uniti l’FBI avviò quella che definisce la più grande indagine della propria storia, seguendo oltre mezzo milione di piste investigative.
Sul piano internazionale, gli attentati inaugurarono la stagione della cosiddetta War on Terror e furono seguiti poche settimane dopo dall’intervento statunitense in Afghanistan.
Molte delle trasformazioni politiche e geopolitiche dei primi decenni del XXI secolo non possono essere comprese senza partire da quella mattina.
25 anni dopo
Alle 8:46 dell’11 settembre 2001 iniziò una sequenza di eventi durata meno di due ore.
Alle 10:28, quando crollò la Torre Nord, il mondo era già diverso.
Oggi, un quarto di secolo dopo, quelle immagini conservano intatta la loro forza.
Ma il 25° anniversario pone anche una domanda nuova: come raccontare l’11 settembre a chi non lo ha vissuto?
È proprio su questo che il 9/11 Memorial & Museum sta concentrando una parte significativa delle iniziative del 2026: trasformare una memoria vissuta da milioni di persone in conoscenza storica per le generazioni successive.

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