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Politica

Caserta, inchiesta sulle strutture socio-sanitarie: Regione interviene

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Morniroli e Fiola dopo l’inchiesta nel Casertano: avviate verifiche e procedure per sospendere gli accreditamenti delle strutture coinvolte.

“Quanto emerso nelle strutture socio-sanitarie della provincia di Caserta non è tollerabile, e la Regione Campania non intende tollerarlo. Dove non ci sono i requisiti minimi di sicurezza, dignità e cura per le persone più fragili, quelle strutture non possono restare aperte” – è quanto dichiarano in una nota congiunta l’assessore alle Politiche Sociali della Regione Campania, Andrea Morniroli, e la presidente della Commissione Politiche Sociali del Consiglio regionale, Bruna Fiola, all’indomani del confronto avuto con i responsabili dell’Ambito Territoriale C07.

L’incontro fa seguito all’inchiesta della Procura di Napoli Nord e dei Carabinieri di Casal di Principe su cinque strutture socio-sanitarie tra Casapesenna, Villa Literno, San Cipriano d’Aversa e Trentola Ducenta per presunti maltrattamenti, violenze e abusi emersi a danno degli ospiti, tra cui una donna con disabilità psichica.

Nel corso del tavolo sono stati esaminati nel dettaglio gli atti dei sopralluoghi effettuati nelle varie strutture. Quello che emerge è un quadro preoccupante: dall’assenza della prescritta Autorizzazione al Funzionamento (la struttura opera con una semplice SCIA) alla mancanza di qualifiche del personale, dalle condizioni igienico-sanitarie precarie ai coltelli liberamente accessibili in un contesto di ospiti fragili, fino a un solo bagno realmente fruibile per sei persone – con le ospiti donne costrette a passare per la stanza degli uomini – e ai farmaci custoditi senza alcun piano terapeutico. Nessuna attività riabilitativa risultava attivata per gli ospiti.

Sulla base di questo quadro, si sono avviate le procedure per la sospensione degli accreditamenti delle strutture coinvolte e per l’attivazione dei controlli su tutte le altre realtà presenti sul territorio, in coordinamento con l’ASL Caserta e con l’autorità giudiziaria.

“Continueremo a lavorare insieme, Regione e Ambiti territoriali, perché ogni singola situazione di questo tipo venga verificata. Chi ha bisogno di protezione non può diventare vittima due volte” – concludono Morniroli e Fiola.

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