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UNICEF: 35.558 gravi violazioni accertate ai danni dei bambini nel 2025
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L’ultimo rapporto del Segretario Generale sui bambini e i conflitti armati documenta 38.558 gravi violazioni accertate ai danni dei bambini nel 2025;
L‘ultimo rapporto del Segretario Generale sui bambini e i conflitti armati documenta 38.558 gravi violazioni accertate ai danni dei bambini nel 2025. Dietro quel numero ci sono bambini uccisi e mutilati…, reclutati e utilizzati da forze armate e gruppi armati…, rapiti…, sottoposti a violenze sessuali…, a cui è stata negata l’assistenza umanitaria… e privati dell’istruzione, della salute e della protezione.
Queste cifre allarmanti raccontano solo una parte della storia. Molte altre violazioni non vengono segnalate a causa dell’insicurezza, delle difficoltà di accesso, del timore di ripercussioni e delle immense difficoltà nel documentare gli abusi nelle zone di guerra attive. Questi dati dimostrano che le tutele previste dal diritto internazionale a favore dei minori vengono violate con maggiore frequenza e con conseguenze sempre più gravi.
Il rapporto evidenzia inoltre uno sviluppo profondamente preoccupante: per la prima volta, le forze governative e gli attori ad esse affiliati sono responsabili di violazioni più gravi nei confronti dei minori rispetto ai gruppi armati non statali.. Gli Stati hanno la responsabilità di far rispettare i principi giuridici e politici che tutelano i bambini … di garantire che le loro forze armate si attengano al diritto internazionale … e di indagare e assicurare alla giustizia i responsabili di gravi violazioni.
Dobbiamo agire con l’urgenza e la coerenza che questa realtà richiede.
Il rapporto individua diverse altre tendenze profondamente preoccupanti. In primo luogo, i bambini continuano a essere uccisi e mutilati in numero impressionante dalle armi esplosive nelle aree popolate. Nel 2025, quasi il 70% delle vittime tra i bambini è stato causato da armi esplosive. I numeri più elevati sono stati verificati in Ucraina, Afghanistan, Myanmar, Israele, nello Stato di Palestina e in Libano.
Oltre a causare danni, queste armi distruggono scuole, ospedali, reti idriche, reti elettriche e altre infrastrutture civili essenziali per la sopravvivenza e il benessere dei bambini. Lasciano sul terreno ordigni inesplosi che possono continuare a uccidere e mutilare i bambini anche anni dopo la fine delle ostilità. Le parti in conflitto devono proteggere i civili … e non devono utilizzare armi esplosive nelle aree popolate.
Gli Stati devono rafforzare — non indebolire — i quadri internazionali volti a proteggere i civili, compresi i bambini.
Una seconda tendenza allarmante è il numero crescente di bambini vittime di molteplici e gravi violazioni. Nel 2025, questo numero è nuovamente aumentato, superando i 3.100 bambini. Ciò significa che a un singolo bambino sono accadute diverse cose terribili. Viene rapito o reclutato e, in molti casi, è anche vittima di stupro o altre forme di violenza sessuale.
Per le ragazze in particolare, il rapimento spesso non rappresenta una singola violazione. Segna l’inizio di un ciclo prolungato e orribile di abusi, sfruttamento ed esclusione sociale una volta liberate. I bambini che sopravvivono a queste esperienze necessitano di protezione, sostegno, reinserimento e supporto incentrato sulle loro necessità. Meritano inoltre che venga fatta giustizia.
Una terza fonte di grande preoccupazione è l’allarmante aumento dei casi in cui viene negato l’accesso umanitario. Nel 2025, le Nazioni Unite hanno verificato oltre 8.000 episodi che hanno comportato restrizioni alle operazioni umanitarie, attacchi al personale e alle risorse umanitarie e interferenze con la fornitura di assistenza.
I numeri più elevati sono stati verificati in Israele e nello Stato di Palestina, in Libia e in Ucraina. Quando viene negato l’accesso umanitario, i bambini vengono privati di assistenza sanitaria, alimentazione, istruzione, servizi di protezione e altre forme di sostegno salvavita.
Inoltre, gli stessi operatori umanitari sono sempre più spesso oggetto di attacchi. La maggior parte delle persone uccise, ferite o detenute sono operatori umanitari locali in prima linea nelle crisi che colpiscono le loro stesse comunità.
Le parti in conflitto devono garantire agli attori umanitari un accesso sicuro, tempestivo e senza ostacoli. Gli Stati membri devono esercitare la propria influenza per salvaguardare un’azione umanitaria basata su principi e per garantire il rispetto del diritto internazionale umanitario.
Il rapporto evidenzia una sfida più ampia… ovvero che la natura della guerra sta evolvendo rapidamente. Il crescente utilizzo di droni, sistemi autonomi e telecomandati e l’individuazione degli obiettivi supportata dall’intelligenza artificiale suscita serie preoccupazioni… in particolare quando queste tecnologie e armi vengono impiegate in aree popolate dove i bambini vivono, studiano e ricevono assistenza.
Al di là del rischio immediato di morte o ferite, i droni possono anche avere gravi ripercussioni psicologiche sui bambini. La presenza costante e terrificante dei droni può privare i bambini di ogni senso di sicurezza, mentre vanno a scuola, giocano o cercano di dormire. Man mano che la natura della guerra si evolve, il nostro impegno a proteggere i bambini deve rimanere incrollabile. E dobbiamo garantire che le misure di tutela dei bambini vengano rispettate.
Nonostante queste tendenze preoccupanti, ci sono alcuni motivi di speranza. L’agenda sui bambini e i conflitti armati continua a dimostrare che il progresso è possibile. Nel 2025, oltre 13.000 bambini hanno lasciato le forze armate o i gruppi armati. Questi bambini hanno ricevuto sostegno per il reinserimento e la protezione dall’UNICEF e dai nostri partner. I governi e i gruppi armati non statali hanno collaborato con le Nazioni Unite… hanno negoziato impegni… hanno attuato misure preventive… e hanno adottato provvedimenti per liberare i bambini e prevenire future violazioni…
Permettetemi di concludere con sei raccomandazioni:
- In primo luogo, gli Stati membri devono esercitare la propria influenza per garantire che tutte le parti in conflitto adempiano ai propri obblighi di rispettare il diritto internazionale umanitario e il diritto internazionale dei diritti umani. Alla luce delle informazioni contenute nel presente rapporto, nessuno può dichiararsi ignaro dell’impatto della guerra sui bambini…
- In secondo luogo, tutte le parti in conflitto devono adottare misure concrete per proteggere i bambini. Ciò include la protezione delle scuole, degli studenti, degli insegnanti e del personale scolastico… porre fine agli attacchi contro l’istruzione… astenersi dall’uso militare delle scuole… emanare ordini di comando chiari per proteggere l’istruzione… e garantire che vi sia responsabilità per le violazioni…
- In terzo luogo, i bambini associati alle forze armate o ai gruppi armati devono essere considerati innanzitutto come vittime. Dovrebbero essere rilasciati tempestivamente e affidati a soggetti civili che si occupano di protezione dell’infanzia per l’assistenza, il ricongiungimento familiare e il reinserimento.
- In quarto luogo, il Consiglio di Sicurezza deve continuare a difendere e rafforzare l’agenda sui bambini e i conflitti armati. Ciò include preservare il Meccanismo di monitoraggio e rendicontazione … garantire che le decisioni rimangano basate su dati concreti … mantenere un Gruppo di lavoro tempestivo e pienamente operativo … e utilizzare tutti gli strumenti disponibili per esercitare pressioni sulle parti affinché si impegnino a favore dell’agenda e proteggano i bambini.
- In quinto luogo, gli Stati membri devono salvaguardare l’azione umanitaria. L’aumento degli attacchi contro il personale umanitario e il crescente diniego di accesso umanitario sono sconcertanti e dovrebbero spingere questo Consiglio ad agire con urgenza.
- Infine, gli Stati membri dovrebbero rafforzare i quadri giuridici e politici che proteggono i bambini nei conflitti armati...
In un momento in cui i bambini subiscono livelli di violenza senza precedenti nei conflitti, l’agenda sui bambini e i conflitti armati necessita di un forte sostegno politico e finanziario. I tagli ai finanziamenti stanno indebolendo le capacità di protezione dei bambini proprio nel momento in cui i bisogni crescono. Stanno riducendo il sostegno ai bambini vittime di gravi violazioni… tra cui la ricerca e il ricongiungimento familiare, il sostegno psicologico e psicosociale, i servizi di reinserimento, l’assistenza incentrata sui sopravvissuti e l’accesso sicuro all’istruzione e all’assistenza sanitaria.
I bambini non iniziano le guerre e non hanno il potere di fermarle. Muoiono, soffrono e portano le cicatrici della guerra per decenni. Dobbiamo loro molto di più. Dobbiamo loro un mondo in cui la guerra sia appannaggio di chi combatte e i bambini siano liberi di crescere, imparare e sognare in pace. È davvero chiedere troppo?”

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