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Cronaca

Napoli, restituiti centinaia di beni archivistici recuperati dai Carabinieri TPC

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Cerimonia alla Soprintendenza Campania per la restituzione di documenti storici recuperati dai Carabinieri TPC

Nella mattinata del 18 giugno 2026, a Napoli, nella sede della Soprintendenza Archivistica e Bibliografica della Campania, si è tenuta una cerimonia per la restituzione di centinaia di beni archivistici e bibliografici, databili ai periodi XVIII – XX secolo, recuperati dal Nucleo Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale di Napoli con la collaborazione della citata Soprintendenza.

La numerosa documentazione, composta da libri e testi storici contenenti atti civili, giudiziari e religiosi, sarà successivamente restituita ai diversi Enti pubblici ed ecclesiastici individuati come legittimi proprietari, tra i quali si menzionano: Azienda Acqua Bene Comune di Napoli, Azienda Napoletana Mobilità, Camera di Commercio di Napoli, Archivio Fotografico Riccardo Carbone, Ente Autonomo Volturno, Fondazione Real Monte e Arciconfraternita di San Giuseppe dell’Opera di Vestire i Nudi, Istituto di Formazione Professionale Mater Dei di Napoli, Museo delle Arti Sanitarie di Napoli, Museo e Real Bosco di Capodimonte, Pio Monte della Misericordia di Napoli, Real Conservatorio della Solitaria di Napoli, Archivio di Stato di Caserta, Archivio di Stato di Napoli, Archivio di Stato di Salerno, Arcidiocesi di Napoli, Arcidiocesi di Benevento, Diocesi di Cerreto Sannita – Telese – Sant’Agata de’ Goti, Diocesi di Nola, Diocesi di Sorrento – Castellamare di Stabia, Sovrano Militare Ordine di Malta, Biblioteca Nazionale Vittorio Emanuele III di Napoli, Convitto Nazionale Vittorio Emanuele II di Napoli, Comuni di Atripalda, Caivano, Caserta, Casoria, Melito di Napoli, Napoli, Ottaviano, Paolisi, Rotondi, San Giorgio a Cremano e Torre Annunziata.

Le indagini, che hanno consentito ai Carabinieri del Nucleo TPC di Napoli di recuperare gli importanti beni culturali, sono state avviate a seguito del controllo di un catalogo pubblicato online di una nota casa d’aste toscana che aveva ricevuto il mandato a vendere di centinaia di documenti archivistici di natura demaniale.

Le successive attività investigative, svolte dai Carabinieri del Reparto Speciale dell’Arma e coordinate dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Napoli, hanno permesso di rinvenire presso le abitazioni di privati e sequestrare un’intera collezione di beni archivistici e bibliografici di eterogenea

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