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Caputo: agroalimentare leva di diplomazia globale e innovazione

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Presso la Sala Aldo Moro del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, giovani studiosi e ricercatori da tutto il mondo si sono confrontati sul ruolo dei sistemi agroalimentari nelle relazioni internazionali.

Si è svolta oggi presso la Sala Aldo Moro del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, l’iniziativa “Quattro Mondi – Dialogo globale di foresight con le nuove generazioni per il futuro della diplomazia agroalimentare / Global Youth Foresight Dialogue on the Future of Agri-food Diplomacy”, promossa da Nicola Caputo, Consigliere del Ministro per l’export e l’internazionalizzazione della filiera agroalimentare e per le politiche europee e internazionali di settore.

Dopo l’introduzione istituzionale di Nicola Caputo, Noran Khalil, presidentessa dell’Italian Chapter del World Food Forum e il professor Alex Giordano hanno presentato il report “Quattro mondi, un sistema: l’Italia nelle geopolitiche agroalimentari globali“, realizzato nell’ambito del programma di ricerca-azione Rural Hack, sotto la direzione scientifica del prof. Giordano.

Nella seconda parte, la sessione internazionale “Global Youth Foresight Dialogue on the Future of Agri-food Diplomacy”, con gli interventi dei giovani studiosi e ricercatori provenienti dalle reti di Rural Hack e dell’Italian Chapter del World Food Forum.

All’iniziativa hanno partecipato circa 80 giovani scienziati, studiosi e ricercatori della diplomazia del cibo provenienti da tutto il mondo, appartenenti alle reti del programma di ricerca-azione Rural Hack, con sede a Napoli presso il Polo Tecnologico di San Giovanni a Teduccio, e dell’Italian Chapter del World Food Forum.

Attraverso un dialogo globale di foresight, inteso come processo partecipativo di anticipazione strategica, l’incontro ha raccolto visioni, aspettative e contributi delle nuove generazioni sul futuro delle relazioni diplomatiche mediate dai sistemi agroalimentari.

Il report ha proposto una lettura strategica dell’agroalimentare italiano come infrastruttura di politica estera, superando una visione esclusivamente commerciale dell’export e valorizzando il ruolo del Made in Italy nei processi di cooperazione, innovazione, soft power e governance internazionale. La ricerca ha individuato quattro cluster per leggere il posizionamento dell’Italia nelle geopolitiche agroalimentari globali: economie mature ad alto valore, economie emergenti ad alta dinamicità, economie in transizione e fragilità strutturali, principali attori geopolitici globali.

Il confronto ha portato alla produzione di un documento di sintesi, utile ad alimentare riflessioni strategiche e possibili indirizzi di programmazione futura nell’ambito della diplomazia agroalimentare italiana.

Il cibo è sempre più una leva di dialogo, cooperazione e presenza internazionale – ha dichiarato Nicola Caputo – il sistema agroalimentare italiano non rappresenta soltanto un’eccellenza produttiva ed economica, ma anche un patrimonio culturale, tecnologico e relazionale capace di contribuire alla costruzione di nuove forme di diplomazia”.

Le conoscenze, le tecnologie agritech, la capacità di innovare le filiere e i modelli di sostenibilità sono già oggi strumenti attraverso cui l’Italia dialoga con molti Paesi del mondo – ha affermato Alex Giordano – In questa occasione abbiamo scelto di riconoscere ai giovani studiosi un primato di competenza in materia di futuro“.

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