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Tensione in Medio Oriente: l’Iran lancia missili ipersonici contro Israele, Khamenei: «La battaglia ha inizio»
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10 mesi fail

Escalation senza precedenti: l’Iran lancia missili ipersonici, Israele reagisce. Il mondo osserva col fiato sospeso, si teme un conflitto regionale allargato.
Il conflitto tra Iran e Israele raggiunge una nuova e pericolosa escalation. Nella notte, le Guardie della Rivoluzione Islamica (Pasdaran) hanno annunciato l’uso di missili ipersonici per colpire obiettivi strategici in Israele. La guida suprema dell’Iran, Ali Khamenei, ha proclamato su X (ex Twitter): «Nel nome del nobile Haidar, la battaglia ha inizio», segnando un chiaro messaggio politico e religioso.
Iron Dome sotto pressione
Le Forze di difesa israeliane (IDF) hanno confermato di aver colpito in risposta siti di produzione di centrifughe e impianti di armamento iraniani, considerati cruciali per il programma nucleare di Teheran. Tuttavia, secondo fonti del Washington Post, Israele potrebbe sostenere l’attuale ritmo della difesa antimissile per non più di 10-12 giorni senza un rifornimento da parte degli Stati Uniti.
Propaganda e guerra informativa
L’agenzia iraniana Tasnim, vicina ai Pasdaran, ha parlato di “dominio completo sullo spazio aereo israeliano”, mentre l’IDF ha smentito la perdita di controllo, ma ha ammesso l’intensificarsi degli attacchi, definendoli parte dell’”undicesima ondata” di lanci missilistici provenienti dall’Iran.
Preoccupazione internazionale
Le reazioni non si sono fatte attendere: la Cina ha avviato l’evacuazione dei suoi connazionali da Teheran via terra, attraversando il confine con il Turkmenistan. Gli Stati Uniti, pur mantenendo le basi in stato di massima allerta, non hanno ancora riscontrato segnali concreti di un attacco imminente da parte dell’Iran, secondo fonti della NBC.
Un’analisi della CNN avverte che gli USA potrebbero essere sull’orlo di una nuova guerra, con Donald Trump chiamato a decidere se colpire l’impianto nucleare iraniano di Fordow con una bomba ad alta penetrazione. “Un attacco potrebbe avere conseguenze devastanti e innescare una spirale bellica di difficile previsione”, commenta la rete americana.
Operazioni di rimpatrio
Nel frattempo, il governo israeliano ha avviato l’operazione “Ritorno Sicuro” per riportare in patria i cittadini bloccati all’estero. Il primo volo, operato dalla compagnia El Al, è atterrato a Tel Aviv da Larnaca, Cipro, segnando l’inizio di una più ampia campagna di evacuazione.
Analisi
Con l’uso di missili ipersonici – difficilissimi da intercettare – l’Iran sta alzando il livello del conflitto, mentre l’eventualità di un intervento diretto statunitense resta concreta ma incerta. La crisi non riguarda più solo l’asse Teheran-Tel Aviv: il rischio di destabilizzazione regionale e ripercussioni su scala globale è ormai evidente.
L’Europa osserva con crescente allarme. Le ripercussioni potrebbero estendersi ben oltre il Medio Oriente, innescando nuove ondate migratorie e colpendo duramente la sicurezza energetica e politica internazionale.

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