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Ultima Generazione: Bologna, la crisi climatica entra nel carrello della spesa
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I prezzi dei generi alimentari continuano ad aumentare, mentre i signori della GDO si arricchiscono
Bologna, 10 maggio 2025- Questa mattina, intorno alle 11.00, quattro persone si sono recate presso il supermercato PAM in via Zanardi . Hanno fatto la spesa normalmente riempiendo il carrello di frutta e verdura e, al momento di pagare, una persona ha bloccato la cassa per qualche minuto salendoci sopra, mentre le altre hanno esposto i banner con la scritta “Il Giusto Prezzo”. Lo scopo dell’azione è quello di informare di come la crisi climatica è entrata nel carrello della spesa e di come a pagare il prezzo di ciò siano le persone comuni, studenti, lavoratori del ceto medio, pensionati.
Rebecca, 21 anni studentessa di biologia ha dichiarato: Vi chiedo di fermarvi un attimo. Siamo abituati a correre tra questi scaffali, ma vi chiedo di fermarvi ed aprire gli occhi, perché come i supermercati PAM sono pieni di cibo, lo sono anche di ingiustizie. Quello che vedete qui in cassa è un carrello pieno di frutta e verdura, ma è scomodo, scomodissimo! perché le alluvioni, siccità e grandinate distruggono i raccolti.
Quasi il 50% delle aziende agricole della regione sono state colpite dalle alluvioni ; intanto i prezzi del cibo salgono anno dopo anno e intere famiglie tagliano sui pasti per arrivare a fine mese, mentre nelle campagne glia agricoltori sono costretti a svendere i loro prodotti e i bracciati vengono sfruttati sistematicamente Come Ultima Generazione disobbediamo per cambiare le regole di un sistema alimentare sempre più inaccessibile e ingiusto. Perché l’azione individuale non basta. Per questo chiediamo a PAM di donare ciò che scartano.
CRISI CLIMATICA E CARO VITA. MA LA GDO CONTINUA AD ARRICCHIRSI
Gli eventi estremi causati dalla crisi climatica distruggono i raccolti e, per conseguenza, fanno sentire il loro peso nella spesa. In Emilia Romagna, lo scorso luglio le forti precipitazioni e grandinate hanno provocato danni a frutteti (albicocche, ciliegie, kiwi e pesche); a questi si sono aggiunti i danni provocati dalle alluvioni di settembre e ottobre 2024: “L’agricoltura – si legge nel rapporto Città e Clima di Legambiente sull’agricoltura – ha subito enormi danni, con decine di migliaia di ettari allagati tra le province di Ferrara, Bologna, Modena, Reggio Emilia e Parma e 23 tra esondazioni e rotture arginali di fiumi e torrenti. Danni alle produzioni di frutta, ortaggi, mais, barbabietole, frutteti e vigneti sradicati; danni ingenti anche alle infrastrutture come strade rurali e agli agriturismi, serre, cantine, fabbricati e capannoni”. Questo significa aziende che sono costrette a chiudere e significa anche aumento dei prezzi al dettaglio.
L’aumento reale dei prezzi dei generi alimentari rispetto agli ultimi 12 mesi è stato del 3,1 %. Quello percepito però è del 13,1 % (come riportato da un’ indagine di Noto sondaggi per il Sole 24 ore). Cosa significa questo dato? Significa che gli italiani considerano le loro possibilità non adeguate all’aumento dei prezzi; significa che i nostri stipendi sono ancora troppo bassi. In questo quadro desolante però per qualcuno le cose non vanno male, anzi: la aziende della grande distribuzione organizzata (GDO, le aziende che gestiscono la distribuzione e la vendita dei prodotti nei supermercati) hanno chiuso il 2024 con un aumento del 3% rispetto all’anno precedente. 113 miliardi di fatturato con margini di guadagno “sui massimi dal 2019” Sulla precarietà e povertà di molti qualcuno si sta arricchendo. Dobbiamo fermarli. Dobbiamo farli pagare il giusto prezzo
COSA CHIEDIAMO?
PROTEGGERE I RACCOLTI: L’agricoltura italiana sta affrontando una crisi senza precedenti. Siccità, ondate di calore, grandinate e alluvioni devastano i campi, compromettendo raccolti e coltivazioni. Dobbiamo proteggere i raccolti e, per farlo, è necessario promuovere una transizione verso un nuovo sistema agricolo che sia resiliente e sostenibile economicamente ed ecologicamente.
AGGIUSTARE I PREZZI: Il costo degli alimenti nei supermercati sta diventando insostenibile, mentre ai produttori arriva solo una minima parte del prezzo finale. Chiediamo alle Istituzioni di intervenire immediatamente per garantire un giusto prezzo al cibo, equo per chi compra e per chi produce.
FAR PAGARE I RESPONSABILI: Chi rompe paga. Vogliamo che a finanziare questa transizione verso un sistema agricolo più sostenibile non siano le nostre tasse ma siano, piuttosto, gli extraprofitti dei reali responsabili della crisi attuale – la finanza, la GDO, i top manager delle multinazionali del cibo e l’industria del fossile.

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