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Qualiano, Porcelli porta al Prefetto il caso delle interrogazioni PNRR

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Dopo una risposta ritenuta inadeguata sull’interrogazione PNRR, il consigliere M5S Massimiliano Porcelli presenta un esposto al Prefetto di Napoli denunciando inerzia politica e violazione delle prerogative consiliari

Dall’interrogazione consiliare all’esposto in Prefettura

La vicenda parte da lontano, precisamente dal mese di 14 febbraio 2026, quando il consigliere comunale del Movimento 5 Stelle di Qualiano, Massimiliano Porcelli, protocollò un’interrogazione rivolta all’Assessore ai Lavori Pubblici Salvatore Onofaro. Al centro del documento, come già raccontato ai cittadini, vi erano questioni legate ai cantieri PNRR e allo stato degli interventi sul territorio comunale.

Un atto ispettivo che rientra pienamente nelle prerogative di un consigliere comunale e che, nelle intenzioni del firmatario, doveva ottenere una risposta politica chiara e puntuale. Del resto se l’interrogazione è rivolta ad un Assessore ci si aspetta la risposta da quella figura.

È come se al posto del Ministro, ad una interrogazione parlamentare, rispondesse il Capo Dipartimento. Quest’ultimo provvede a fornire la risposta e la consegna al Ministro, ma non risponde direttamente.

La risposta dell’Ufficio Tecnico e lo scontro istituzionale

Secondo quanto denunciato da Porcelli, la risposta ricevuta non solo non sarebbe stata soddisfacente nel merito, ma sarebbe arrivata non dall’assessore competente, bensì direttamente dall’Ufficio Tecnico comunale. Un passaggio che il consigliere ritiene grave, poiché sposterebbe il confronto da un piano politico-istituzionale a uno meramente burocratico.

Ancora più critica, stando alla ricostruzione, sarebbe stata la natura della risposta, che avrebbe addirittura invitato il consigliere a non reiterare ulteriori interrogazioni sugli stessi temi, lasciando intendere che non sarebbero seguite altre risposte, perché sarebbe come una “pesca a strascino” cercare tra tutti gli atti. A parte il fatto che la pesca è a “strascico”, dato che, dalle nostre parti, lo “strascino” è una manovra delle donne utilizzata nelle liti più becere.

Ad ogni modo, non è una risposta che si deve ad un Consigliere comunale nell’esercizio delle proprie funzioni.

Le presunte violazioni denunciate nell’esposto

È su questo punto che Porcelli decide di alzare il livello dello scontro istituzionale. Ritenendo lesa la propria funzione di controllo e indirizzo politico, il consigliere del M5S ha presentato un esposto al prefetto di Napoli, Michele Di Bari.

Nel documento inviato al Prefetto è richiamata quella che viene definita una grave violazione delle prerogative consiliari, accompagnata da una inerzia dell’organo politico e da possibili profili di illegittimità amministrativa. In sostanza, Porcelli contesta non solo il contenuto della risposta, ma il metodo stesso con cui l’amministrazione avrebbe gestito un atto ispettivo legittimo.

Il ruolo del Prefetto come garante istituzionale

Con l’esposto, la questione esce dai confini del Consiglio comunale e approda in Prefettura, chiamata ora a valutare se quanto segnalato configuri una compressione dei diritti di un consigliere eletto e, più in generale, un problema nel corretto funzionamento degli equilibri istituzionali dell’Ente.

Il prefetto, in quanto rappresentante del Governo sul territorio, riveste infatti un ruolo di garante del rispetto delle regole democratiche e amministrative, soprattutto quando si parla di rapporti tra organi politici e struttura tecnica.

Un caso che interroga la trasparenza amministrativa

La vicenda solleva interrogativi che vanno oltre il singolo confronto tra un consigliere e un assessore. Al centro c’è un tema fondamentale: la trasparenza nella gestione dei fondi PNRR e la possibilità, per i rappresentanti eletti, di esercitare un controllo reale sull’azione amministrativa.

Il rischio, denunciato politicamente da Porcelli, è che il dibattito venga sterilizzato attraverso risposte tecniche evasive o attraverso il disincentivo all’esercizio delle funzioni ispettive. Un terreno delicato, soprattutto in una fase storica in cui l’attuazione del PNRR dovrebbe poggiare su chiarezza, tracciabilità e confronto pubblico.

Uno scontro destinato a far discutere

L’esposto al prefetto apre ora una nuova fase della vicenda, destinata a far discutere non solo all’interno del Consiglio comunale di Qualiano, ma anche tra i cittadini. È infatti in gioco il rapporto tra politica e amministrazione, il rispetto dei ruoli e la possibilità di garantire un controllo efficace sull’utilizzo delle risorse pubbliche.

In attesa delle valutazioni prefettizie, la vicenda resta un banco di prova importante per la qualità del dibattito istituzionale e per la tenuta delle regole democratiche a livello locale.

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