Cronaca
Benevento, stalking e tentato incendio: 47enne ai domiciliari con braccialetto
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3 mesi fail

Aggravata la misura cautelare dopo ripetute violazioni: decisivo l’intervento della Polizia per tutelare le vittime
L’ordinanza di aggravamento eseguita dalla Polizia
Il 3 aprile scorso la Polizia di Stato di Benevento ha eseguito un’ordinanza di aggravamento della misura cautelare emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Benevento. Il provvedimento ha disposto la sostituzione del divieto di avvicinamento con gli arresti domiciliari, con applicazione del braccialetto elettronico, nei confronti di un 47enne indagato per atti persecutori e tentato incendio. A diffondere la notizia una comunicazione della Procura di Benevento.
La tutela delle vittime al centro dell’intervento
La decisione arriva dopo una serie di ripetute violazioni del precedente provvedimento, ritenuto ormai inadeguato a garantire la sicurezza delle donne coinvolte. Procura della Repubblica e Questura di Benevento hanno così dato priorità assoluta alla tutela delle vittime, richiedendo una misura più restrittiva.
Le violazioni e il monitoraggio in tempo reale
Il sistema di controllo ha dimostrato piena efficacia. In tre diverse occasioni, l’uomo ha violato il perimetro imposto, facendo scattare in tempo reale gli alert presso la Sala Operativa della Questura.
Gli interventi immediati delle forze dell’ordine
Ogni segnalazione ha attivato interventi immediati della Squadra Mobile e delle volanti, che hanno intercettato l’indagato e garantito la protezione fisica delle persone offese, neutralizzando ogni potenziale rischio.
Il coordinamento investigativo con la Procura
Fondamentale anche il coordinamento investigativo: grazie alle puntuali relazioni redatte dagli operatori intervenuti, la Procura ha potuto richiedere e ottenere in tempi rapidissimi l’inasprimento della misura cautelare, interrompendo la reiterazione delle condotte moleste.
Braccialetto elettronico e prevenzione delle escalation
L’uso del braccialetto elettronico, unito alla costante vigilanza della Polizia di Stato, ha consentito di prevenire possibili degenerazioni violente, confermando l’impegno delle istituzioni nel contrasto ai reati di genere e nella protezione delle vittime.
Ricordiamo che il provvedimento è emesso in sede di indagini preliminari e il destinatario è da considerarsi innocente fino ad una sentenza di condanna definitiva.

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