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Borsa europee in turbolenza: Dazi Trump scuotono i mercati

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Borse europee in calo su allarme dazi di Donald Trump legati alla Groenlandia, mercati nervosi, volatilità in aumento e investitori rifuggono i titoli azionari

Le borse europee hanno continuato a segnare ribassi significativi all’inizio della settimana dopo che il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha rilanciato minacce di dazi contro vari Paesi europei in relazione alla disputa sulla Groenlandia. La decisione Usa ha generato un clima di incertezza e volatilità tra gli investitori, con i principali indici in rosso e una forte reazione dei mercati globali. Il clima di incertezza è ribattuto da tutte le maggiori agenzie di stampa internazionali.

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Mercati in calo: indici sotto pressione

Martedì i listini europei hanno aperto e chiuso in territorio negativo, riflettendo la preoccupazione per possibili barriere commerciali e tensioni transatlantiche crescenti.

  • Stoxx Europe 600 in calo di circa lo 0,7%.
  • FTSE MIB (Italia) ha perso circa l’1,1%.
  • DAX tedesco ha ceduto circa lo 0,8%.
  • CAC 40 francese ha segnato un ribasso fino all’1,2-1,8%.
  • FTSE 100 londinese ha perso circa lo 0,4-0,7%.

Gli ormai consolidati ribassi sui mercati europei riflettono la maggiore avversione al rischio da parte degli investitori di fronte alle incertezze commerciali Usa-Ue.

Le minacce di Trump e il contesto

La minaccia di dazi Usa su beni europei è emersa dal tentativo di Washington di ottenere l’approvazione per l’acquisto della Groenlandia, proposta contestata da più capitali europee. Trump ha annunciato l’introduzione di un dazio del 10% dal 1° febbraio, destinato a salire fino al 25% senza un accordo soddisfacente entro giugno.

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La proposta ha colpito la fiducia dei mercati e innescato discussioni tra i leader europei, che hanno definito l’approccio Usa come una forma di “pressione commerciale inaccettabile”.

Settori più colpiti e reazioni globali

Nel panorama settoriale, beni di lusso, automotive e tecnologia sono stati tra i più penalizzati, con perdite più marcate per aziende esposte al commercio transatlantico. Contemporaneamente, i titoli rifugio come oro e argento hanno raggiunto livelli record, testimoniando un ricorso degli investitori a asset considerati più sicuri in periodi di tensioni geopolitiche e mercato azionario fiacco.

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Anche i futures statunitensi hanno mostrato segnali di debolezza in vista della riapertura dei mercati, con segnali di ribasso rispetto alle chiusure precedenti.

Scenario e prospettive dei mercati

Gli analisti avvertono che, se le tensioni commerciali dovessero intensificarsi ulteriormente o tradursi in misure protezionistiche reali su larga scala, la volatilità sui mercati finanziari potrebbe rimanere elevata, con potenziali ulteriori ribassi degli indici europei e globali.

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In questo contesto, investitori e operatori di mercato monitorano non solo le mosse politiche di Washington, ma anche eventuali risposte dell’Unione Europea, comprese possibili contromisure tariffarie.

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