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Monte Sant’Angelo, la nuova stazione metro di Anish Kapoor: “Un viaggio nelle viscere di Napoli”
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9 mesi fail

Con Monte Sant’Angelo, Napoli rinnova il suo legame tra arte e mobilità urbana: la nuova stazione firmata da Kapoor è un’opera pubblica che unisce estetica e funzione.
Dopo oltre vent’anni di attesa, Napoli inaugura una delle sue opere infrastrutturali più visionarie: la nuova stazione della metropolitana Monte Sant’Angelo, firmata dall’artista di fama mondiale Anish Kapoor. Un progetto partito nei primi anni Duemila e che, dopo ritardi, contenziosi e difficoltà burocratiche, si prepara finalmente ad accogliere i passeggeri, con l’entrata in esercizio prevista entro un mese.
Un’opera che Kapoor stesso definisce “un viaggio iniziatico nelle viscere della città”, tra arte, architettura e mito. Non è solo una stazione, ma un’esperienza immersiva che rilegge in chiave contemporanea le profondità sotterranee di Napoli, città da sempre intrecciata con i simboli dell’aldilà, del Vesuvio, della Sibilla e dell’Inferno virgiliano.
Due bocche, un simbolo: scendere sottoterra come atto simbolico
Il fulcro del progetto sono le due sculture monumentali poste alle uscite della stazione: una nel cuore del campus universitario della Federico II, l’altra nel quartiere Rione Traiano. La prima, alta 19 metri e pesante 220 tonnellate, è una struttura imponente a forma di bocca, che avvolge le scale mobili e accompagna i passeggeri verso il sottosuolo come in un moderno rito di passaggio. La seconda, di 11 metri e oltre 40 tonnellate, replica il tema in un’altra forma, ugualmente potente e simbolica.
Il rivestimento interno, in spritz-beton, richiama volutamente l’idea di una caverna o di un antro mitologico, rendendo ancora più suggestiva la discesa all’interno della struttura. L’intero spazio è sviluppato su un unico livello che degrada verso il basso, enfatizzando l’idea di profondità e trasformazione.
“Nella città del Vesuvio e dell’ingresso mitologico all’Inferno, volevo affrontare cosa significhi davvero scendere sottoterra – ha spiegato Kapoor –. Volevo creare un’opera d’arte totale, ma anche democratica. È un progetto che nasce anche dal mio legame con Bombay, che ha molti punti in comune con Napoli, ma qui volevo andare ancora più in profondità, come se entrassimo nelle viscere del Vesuvio”.
Arte e infrastrutture: la metropolitana dell’arte si arricchisce
La stazione Monte Sant’Angelo è l’ultima nata nella celebre “metropolitana dell’arte” napoletana, già arricchita da stazioni come Toledo, Dante e Museo. La realizzazione è stata affidata a Webuild, gruppo che ha già costruito 14 stazioni nella città partenopea e sta lavorando anche a quella dell’aeroporto di Capodichino.
Il progetto originario vide la luce sotto la guida dell’allora presidente della Regione, Antonio Bassolino, che Kapoor ha voluto ringraziare pubblicamente per “il suo coraggio e la sua visione”. All’inaugurazione erano presenti anche l’attuale presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca, che ha visitato la stazione insieme all’artista e alla sua compagna Oumaima Boumoussaoui.
Proprio durante la visita, De Luca si è reso protagonista di una gaffe, scambiando la compagna di Kapoor per la figlia: “Siamo gemellati anche nei gusti”, ha scherzato poi il governatore, stemperando con ironia l’equivoco.
Napoli, arte e futuro
Con Monte Sant’Angelo, Napoli conferma la sua vocazione all’arte pubblica e accessibile, capace di integrare estetica e funzione, emozione e quotidianità. Una città che continua a reinventarsi anche attraverso il linguaggio universale della bellezza, in grado di trasformare perfino una discesa in metropolitana in un atto poetico e collettivo.

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