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A Riace il nuovo murale di Laika a sostegno del modello di accoglienza di Mimmo Lucano
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12 mesi fail

L’artista Laika firma un murale a Riace: una madre e un bambino tra filo spinato spezzato per denunciare le politiche migratorie europee e ribadire il sostegno a Mimmo Lucano.
Riace, 4 agosto 2025. È stato inaugurato ieri sera a Riace un nuovo murale dell’artista e attivista italiana Laika, a sostegno del modello di accoglienza che ha reso il borgo calabrese un simbolo internazionale di solidarietà. L’opera raffigura una madre con un bambino in mare, entrambi con giubbotti di salvataggio, avvolti da filo spinato spezzato. Sullo sfondo, il messaggio che attraversa l’intero murales: “Humanity has no borders” (tr.: “L’umanità non ha confini”).
Un’immagine potente, che si inserisce nel cuore di una comunità che da anni resiste alla retorica dell’esclusione.
“Sono qui per ribadire il mio sostegno a Mimmo Lucano, nel suo lungo e tortuoso percorso di resistenza – ha dichiarato l’artista durante l’inaugurazione –; Il sindaco di Riace, dichiarato decaduto lo scorso mese dal Tribunale di Reggio Calabria, continua a pagare per aver mostrato al mondo che un’alternativa alla chiusura dei confini e alla criminalizzazione dei migranti è possibile. L’ho sostenuto nel 2021 e lo sostengo anche oggi“.
Laika denuncia con fermezza anche le responsabilità politiche e istituzionali europee: “Da decenni i governi, in particolare quello italiano, adottano pratiche disumane come la detenzione nei CPR e il finanziamento della guardia costiera libica, responsabile di torture e abusi sistematici. Queste politiche causano migliaia di morti nel Mediterraneo. Non possiamo dimenticare che Cutro non è così lontana da qui“.
Il murale è stato realizzato grazie all’impegno dell’associazione “Spostiamo mari e monti“, realtà attiva nella promozione della memoria storica, della Resistenza, dell’antifascismo e dell’educazione civica e ambientale. L’associazione lavora per costruire spazi di partecipazione e cittadinanza, soprattutto tra le giovani generazioni.
“Con quest’opera vogliamo mandare un messaggio chiaro: finché ci saremo, la lotta contro le politiche xenofobe non si fermerà. Vogliamo un mondo in cui l’umanità sia senza confini. Vogliamo 10, 100, 1000 Riace“, ha concluso l’artista.

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