Cronaca
Napoli, Truffe agli anziani: due minorenni collocati in comunità. Erano “cavallini” per organizzazioni criminali
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11 mesi fail

Due minorenni, impiegati come “cavallini” per ritirare denaro e gioielli a casa di anziani truffati, collocati in comunità su disposizione del Tribunale per i Minorenni di Napoli.
Nella mattinata odierna personale dei Commissariati di P.S. San Ferdinando e San Giorgio a
Cremano hanno eseguito due ordinanze cautelari di collocamento in comunità nei confronti di due minorenni gravemente indiziati dei reati di estorsione, truffa ad anziani e indebito utilizzo di carta di pagamento, emesse dal Giudice per le Indagini Preliminari presso il Tribunale per i Minorenni di Napoli.
Le attività d’indagine dei due Commissariati hanno consentito di ricostruire minuziosamente la dinamica degli eventi delittuosi grazie alle denunce delle vittime, all’estrapolazione ed alla visione delle registrazioni di telecamere pubbliche e private che consentivano di identificare i minorenni indagati e di immortalare le loro condotte, i mezzi di trasporto e le strade cittadine percorse per raggiungere il luogo di commissione dei reati in occasione di due episodi criminosi.
A seguito del sequestro dei telefoni cellulari in uso ai due minorenni in occasione di un ennesimo tentativo di truffa in Provincia di Caserta, la Sezione di Polizia Giudiziaria — aliquota Carabinieri della Procura per i Minorenni di Napoli, analizzava poi in maniera accurata i dati contenuti nei dispositivi mobili dei minorenni arrivando ad accertare altri episodi criminosi compiuti dai due indagati e a riscontrare gli esiti delle indagini inizialmente compiute.
Le truffe agli anziani sono, purtroppo, un fenomeno criminale tristemente diffuso. Il modus
operandi delle organizzazioni è quasi sempre lo stesso: attraverso chiamate telefoniche, i malfattori, fingendosi appartenenti alle forze dell’ ordine, funzionari pubblici e/o parenti, inducono timore nelle vittime, paventando loro gravi situazioni di pericolo per i loro familiari, di incolumità fisica o di limitazione della loro libertà personale; situazioni che possono risolversi solo attraverso il tempestivo pagamento di denaro o la consegna di gioielli o addirittura del bancomat.
La gravità delle situazioni prospettate e la intimidazione sottesa non può che ingenerare nelle vittime confusione e paura. Questo grazie al vortice di bugie, e della mancanza di un adeguato supporto familiare che peraltro gli autori del reato cercano di “neutralizzare” tenendo le vittime impegnate al telefono così da impedire di rintracciare altri. Inevitabile il senso di vergogna che provano le vittime nel denunciare l’accaduto, poiché avvertono l’offesa alla loro dignità e sentono la mortificazione di essere stati raggirati perché persone fragili e particolarmente vulnerabili.
Nell’ambito delle organizzazioni dedite a tali reati, i minorenni, come in questo caso, vengono
generalmente utilizzati come “cavallini” cioè nel ruolo di chi, materialmente si occupa del ritiro del denaro o dei valori a casa degli anziani. La loro presenza è per le organizzazioni preziosa: i minori carpiscono più facilmente la fiducia dei truffati proprio per la loro giovane età.
Evidente altresì il loro impiego anche perché in caso di arresto potranno beneficiare di uno sconto di pena.
Malgrado i recenti interventi legislativi, il fenomeno è in vistoso aumento e provoca un elevato
allarme sociale: le organizzazioni infatti agiscono in tutto il territorio nazionale. Si auspica pertanto che a fianco ad un mirato lavoro di prevenzione volto a sensibilizzare questa fragile utenza per non farli cadere nella rete di queste organizzazioni attraverso un’adeguata informazione, anche l’impiego di maggiori risorse specializzate per fronteggiare e contrastarlo in maniera adeguata

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