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Esteri

Israele attacca l’Iran: colpiti oltre 100 obiettivi, Teheran risponde con 100 droni. Cresce la tensione in Medio Oriente

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Israele pronto

Raid israeliani colpiscono impianti nucleari e basi militari in Iran. Teheran reagisce con oltre 100 droni. Netanyahu: “Operazione riuscita”. Cresce il rischio di guerra aperta in Medio Oriente.

TEHERAN/TEL AVIV, 13 giugno 2025 – L’alba di oggi ha portato un’escalation senza precedenti tra Israele e Iran. L’aeronautica israeliana ha lanciato un massiccio attacco contro oltre 100 obiettivi sul territorio iraniano, inclusi siti nucleari strategici come Natanz e installazioni militari a Teheran e nei suoi dintorni. La risposta dell’Iran non si è fatta attendere: oltre 100 droni armati sono stati lanciati in direzione di Israele, con un tempo di arrivo stimato tra le tre e le cinque ore.

Il contesto: un’azione “preventiva”


Il ministro della Difesa israeliano, Israel Katz, ha proclamato lo “stato di emergenza speciale” su tutto il territorio nazionale, citando la necessità di prepararsi a una reazione iraniana “imminente”. Il premier Benjamin Netanyahu ha definito l’azione un “colpo d’apertura molto riuscito”, affermando che “l’operazione proseguirà finché sarà necessario”.

Fonti israeliane sostengono che l’attacco abbia colpito il cuore del programma nucleare iraniano e ucciso alti dirigenti militari, tra cui Hossein Salami, comandante delle Guardie Rivoluzionarie, e il generale Gholamali Rashid. Anche lo scienziato nucleare Mohammad-Mehdi Tehranchi e l’ex capo dell’Agenzia per l’energia atomica Fereidoun Abbasi risultano tra le vittime

La risposta iraniana: “Un nostro diritto legittimo”

Dal canto suo, Teheran ha parlato di una “chiara aggressione alla sovranità nazionale” e ha promesso una risposta “dura e proporzionata”. Secondo il ministero degli Esteri iraniano, “le azioni di Israele mettono in pericolo la pace e la sicurezza mondiale”, e ha invitato gli Stati membri delle Nazioni Unite a condannare l’attacco.

L’AIEA (Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica) ha confermato che il sito di Natanz è stato colpito, ma ha rassicurato che al momento “non si registrano aumenti di radiazioni”.

La posizione internazionale

Gli Stati Uniti hanno preso le distanze dall’azione, dichiarando tramite il Segretario di Stato Marco Rubio che “non siamo coinvolti in alcun modo” e che “la nostra priorità è proteggere il personale americano nella regione”. Anche il presidente Donald Trump ha ribadito la volontà di impedire che l’Iran acquisisca l’arma nucleare, ma ha invitato alla prudenza, lasciando aperta la porta a futuri negoziati.

La CNN ha riportato che l’attacco israeliano non sarà un evento isolato e che potrebbero seguire ulteriori operazioni. Il Mossad avrebbe inoltre condotto operazioni di sabotaggio coordinate sul suolo iraniano.

Conseguenze e misure di sicurezza

Israele ha chiuso lo spazio aereo e interrotto tutti i voli da e per Tel Aviv. L’IDF ha richiamato migliaia di riservisti, in particolare per rafforzare le unità dell’aeronautica, l’intelligence militare e il fronte interno. I cittadini israeliani sono stati invitati a rimanere nei rifugi e a limitare gli spostamenti.

Intanto, fonti iraniane riportano almeno 5 morti e 50 feriti a Teheran, ma nessun danno alle infrastrutture petrolifere. Le autorità locali hanno affermato che la distribuzione di carburante è regolare.

Prospettive: punto di non ritorno?

Abbiamo raggiunto il punto di non ritorno,” ha dichiarato il capo di Stato Maggiore israeliano Eyal Zamir. “Non possiamo permettere che l’Iran si doti dell’arma nucleare. È una battaglia per la nostra sopravvivenza”.

Dall’altra parte, la Guida Suprema Ali Khamenei ha promesso che “Israele subirà una punizione severa” per l’attacco. Le prossime ore saranno decisive per comprendere se questo scontro segnerà l’inizio di un conflitto più esteso o se ci sarà spazio per una de-escalation diplomatica.

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