Quantcast
Connettiti con noi

News

Ultima Generazione: Roma, assolti attivisti per azione alla barcaccia

Pubblicato

il

Nessun danno alla fontana, assolti Chloé, Bruno e Stefano

Roma, 03 giugno 2025 – Nel primo pomeriggio di oggi è stata emessa la sentenza per l’azione del 1 aprile 2023 alla Barcaccia a Roma: Chloè, Bruno e Stefano versarono liquido a base di carbone vegetale nella fontana colorando l’acqua di nero: “Se vedere quest’acqua nera vi sconvolge – dichiararono gli attivisti sul momento – è perché, come noi, riconoscete quanto sia prezioso quello che stiamo perdendo”. Un’azione che voleva stigmatizzare il collasso climatico – con conseguente crisi idrica – in cui versa il nostro paese e chiedere con urgenza al governo di affrontare la questione. Uno shock simbolico per la folla presente in quel momento, ma che non ha arrecato danni alla fontana. I tre infatti sono stati assolti per tenuità del fatto.

Un atto di tenuità materiale ma di forza morale che ha contribuito ad aumentare la consapevolezza dell’opinione pubblica sul problema della crisi climatica. Questa sentenza dimostra che la resistenza civile nonviolenta non è e non può essere considerata un reato.

La campagna entro la quale fu condotta questa azione era “Non Paghiamo il Fossile“. Adesso c’è un’altra campagna in gioco, ovvero “Tagliamo l’Iva”, in cui chiediamo l’azzeramento dell’iva sui beni essenziali

PERCHÈ L’AZZERAMENTO DELL’IVA SUI BENI ESSENZIALI?

In un Paese dove il potere d’acquisto reale è calato del 10%, azzerare l’IVA su pane, pasta, olio e altri beni di base — oggi tassati tra il 4% e il 10% — è il minimo indispensabile. Ultima Generazione sfida il governo sul suo stesso terreno: chiediamo l’attuazione di una promessa fatta da Fratelli d’Italia, poi rimasta lettera morta. Loro ne hanno fatto propaganda. Noi vogliamo realizzarla davvero. Tagliamo l’IVA!

PERCHÉ IL BOICOTTAGGIO?

La campagna lanciata oggi è semplice: se entro l’autunno raccoglieremo 100.000 adesioni, da ottobre partirà un boicottaggio organizzato contro i supermercati, per chiedere al governo il taglio dell’IVA sui beni essenziali, finanziato con un prelievo sugli extraprofitti delle grandi aziende responsabili della crisi climatica. Il boicottaggio è una tattica di pressione collettiva che può funzionare: in Croazia ha portato il governo a calmierare i prezzi. Colpendo economicamente e mediaticamente la GDO, possiamo spingerla a sostenere la nostra richiesta.

Non toglie responsabilità alla grande distribuzione, che è uno dei settori più potenti e meno trasparenti del Paese: mentre milioni di famiglie e agricoltori subiscono l’inflazione climatica, i colossi del commercio aumentano profitti e potere, scaricando i costi su chi è più fragile. Il boicottaggio sarà complementare alle altre forme di disobbedienza civile già praticate da Ultima Generazione: non è una rinuncia, ma un passo in avanti verso una partecipazione di massa, accessibile, determinata ed efficace.

E se smettessimo di fare la spesa tutti assieme?

Fallo anche tu: https://vai.ug/boicottaggio

COSA CHIEDIAMO?

PROTEGGIAMO I RACCOLTI DALLA CRISI CLIMATICA

L’agricoltura è in crisi per colpa del collasso climatico: siccità, alluvioni e grandinate mettono a rischio i raccolti e, di conseguenza, la sopravvivenza delle piccole aziende agricole italiane. Proteggiamo i raccolti attraverso politiche che sostengano economicamente gli agricoltori e tutelino le risorse naturali, fermando il consumo di suolo e promuovendo pratiche climaticamente sostenibili.

AGGIUSTIAMO I PREZZI

 TAGLIANDO L’IVA

Il cibo costa troppo per chi lo compra e rende poco a chi lo produce. Chiediamo a Meloni il taglio immediato dell’IVA sui beni essenziali: basta tassare i bisogni vitali. Impegniamoci in almeno 100.000 a dire questo basta coi fatti: niente spesa nei supermercati da sabato 11 ottobre finchè non verrà tagliata l’IVA sui beni essenziali. Quando la rabbia collettiva si organizza, diventa forza vera.

FACCIAMO PAGARE I RESPONSABILI

Chi rompe paga: la transizione non può essere finanziata con le nostre tasse ma con le ricchezze e privilegi di chi ha speculato per decenni sul nostro benessere e sul nostro ambiente. È responsabilità del governo reperire le risorse dove già esistono: l’agrobusiness, la GDO, i grandi patrimoni,l’industria fossile e quella militare.

Pubblicità