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UNICEF Migranti: 3.500 minorenni morti o scomparsi nel Mediterraneo negli ultimi 10 anni
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UNICEF: È come se, per un decennio, ogni giorno un bambino avesse perso la vita.
15 aprile 2025 –Circa 3.500 bambine, bambini e adolescenti sono morti o scomparsi nel tentativo di attraversare la rotta migratoria del Mediterraneo centrale verso l’Italia negli ultimi 10 anni, secondo le stime più recenti dell’UNICEF. È come se, per un decennio, ogni giorno un bambino avesse perso la vita.
Circa sette bambini su dieci affrontano questo viaggio senza un genitore o un tutore legale
Circa sette bambini su dieci affrontano questo viaggio senza un genitore o un tutore legale, il che significa che la maggior parte delle persone minorenni morte o scomparse lungo questa rotta stava viaggiando da sola.
Durante i viaggi, oltre la metà delle/dei bambine/i, adolescenti e giovani ha riferito di aver subito violenza fisica, e un terzo di essere stato trattenuto contro la propria volontà.
I loro viaggi possono essere particolarmente drammatici: secondo i dati raccolti da interviste, oltre la metà delle/dei bambine/i, adolescenti e giovani ha riferito di aver subito violenza fisica, e un terzo di essere stato trattenuto contro la propria volontà.
Molti dei bambini che cercano di attraversare il Mediterraneo centrale fuggono da guerre, conflitti, violenze e povertà, cause che continuano ad alimentare la migrazione forzata e a spingerli a cercare sicurezza e opportunità altrove.
“Dieci anni fa, un naufragio al largo delle coste italiane causò la morte di oltre 1.000 persone e sconvolse l’intera regione”, ha dichiarato Regina De Dominicis, Direttrice regionale dell’UNICEF per l’Europa e l’Asia centrale e Coordinatrice speciale per la risposta a rifugiati e migranti in Europa – “I Governi devono proteggere i diritti e il superiore interesse di bambine e bambini, in linea con i loro obblighi previsti dalle leggi nazionali e internazionali. I diritti sanciti dalla Convenzione sui Diritti dell’Infanzia non si fermano ai confini o alle coste, ma accompagnano le persone di minore età durante tutto il loro viaggio”.
Il 18 aprile 2025 segna i 10 anni dal tragico naufragio al largo delle coste italiane in cui hanno perso la vita oltre 1.000 persone, tra cui bambini.
Negli ultimi 10 anni, almeno 20.803 persone sono morte o scomparse nel Mediterraneo centrale. Molti naufragi lungo questa pericolosa rotta migratoria dal Nord Africa non lasciano sopravvissuti o non vengono registrati, rendendo il numero reale di morti o dispersi praticamente impossibile da verificare, e probabilmente molto più alto.
La grande maggioranza delle persone morte o scomparse non viene mai identificata, rendendo difficile ottenere o confermare informazioni sul loro profilo.
Sebbene l’adozione del Patto europeo su migrazione e asilo possa portare a un sistema più organizzato per la gestione dei flussi migratori, la sua attuazione deve avvenire nel pieno rispetto degli obblighi legali per tutelare l’interesse superiore dei minorenni.
L’UNICEF chiede operazioni di ricerca e salvataggio più efficaci e attente ai bisogni delle persone di minore età, per prevenire le morti in mare. All’arrivo, ogni bambina, bambino e adolescente deve ricevere assistenza legale immediata e protezioni solide. Le restrizioni alla libertà di movimento non devono mai tradursi nella detenzione di minorenni in strutture, sia essa per lo screening, il controllo di frontiera, la richiesta di asilo o il rimpatrio.
L’UNICEF sostiene i Paesi nel rafforzare i sistemi di protezione dell’infanzia, di protezione sociale e quelli dedicati alla migrazione e all’asilo, affinché bambine, bambini e adolescenti siano al sicuro durante i loro spostamenti. Inoltre, collabora con i Governi per garantire servizi inclusivi e supporto a tutte le persone di minore età, indipendentemente dallo status legale loro o dei loro genitori.
In Italia, l’UNICEF lavora con il Governo e altri partner per garantire a bambini, bambine, adolescenti e donne l’accesso al supporto psicosociale, alla salute e a servizi specializzati per chi è a rischio di violenza, sfruttamento e abuso.

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