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Londra, i ritratti di Munch in mostra alla National Portrait Gallery

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Autoritratto, 1882 - 1883

La National Portrait Gallery di Londra si prepara ad ospitare la prima mostra nel Regno Unito dedicata a Munch come ritrattista

Dal 13 marzo al 15 giugno 2025, la National Portrait Gallery di Londra ospiterà la mostra “Edvard Munch Portraits”, a cura di Alison Smith, ex curatrice capo del museo londinese e direttrice delle collezioni e della ricerca presso la Wallace Collection, e Knut Ljøgodt, direttore del Nordic Institute of Art di Oslo.


L’esposizione rivela ai visitatori una parte inedita e poco studiata dell’opera del pittore norvegese de L’Urlo, quella dei primi ritratti realizzati, tra gli anni Ottanta e Novanta dell’Ottocento, su commissione o per motivi personali.

Andreas Munch che studia anatomia, 1886

Si tratta di una produzione più privata e intima, composta di tele ma anche di numerosi bozzetti, disegni su carta e litografie, in cui sono già presenti in germe temi e personaggi che ritorneranno costantemente nell’opera successiva di Munch e che saranno la cifra di una rappresentazione tesa a indagare l’interiorità dell’anima e il significato profondo dell’esistenza.

Hans Jaeger, 1889


Oltre 40 opere – provenienti da diversi musei e collezioni private, come il Munchmuseet di Oslo, il Kode Bergen Art Museum, il Moderna Museet di Stoccolma e il Thyssen-Bornemisza di Madrid – saranno disposte in un allestimento cronologico e tematico suddiviso in 4 sezioni, ciascuna delle quali racconta un periodo della vicenda biografica e artistica di Munch e i personaggi a cui l’artista è stato legato da rapporti di amicizia e stima (familiari, amici, scrittori e artisti, mecenati e collezionisti).


Il percorso parte da ritratti che conducono l’osservatore in una dimensione familiare e affettiva, come Evening (1888), dedicato alla sorella Laura, e come Andreas Munch che studia anatomia (1886), zio dell’artista, e attraversa la prolifica e vivace stagione trascorsa da Munch negli ambienti culturali e bohémien di Kristiania (antico nome della capitale norvegese Oslo), Parigi e Berlino.

Qui l’artista sarà a contatto con personalità ed esperienze che influenzeranno significativamente la sua ricerca artistica, come lo scrittore, politico e filosofo Hans Jaeger, ritratto in un’opera del 1889, e lo scrittore, drammaturgo e poeta polacco Stanisław Przybyszewski, estimatore dell’opera di Munch, di cui contribuì a promuovere il talento con un saggio monografico dal titolo Das Werk des Edvard Munch (L’opera di Edvard Munch), pubblicato nel 1894.

The Brooch, 1902


La terza sezione della mostra si focalizzerà, in particolar modo, sul fecondo legame instaurato dall’artista con i mecenati e collezionisti che incontrò nelle grandi capitali europee. A Berlino, per esempio, i suoi dipinti conobbero una notevole diffusione grazie al sostegno di amici e collezionisti che lo esortarono a realizzare ritratti su commissione, come quello del fisico tedesco Felix Auerbach, risalente al 1906, e la litografia del 1902 raffigurante la violinista inglese Eva Mudocci.

Ritratto di Ludvig Karsten, 1905


La quarta sezione conclude questa originale rassegna esponendo i ritratti realizzati da Munch, dopo il ritorno definitivo in Norvegia, per quelli che definiva “Guardiani”, una cerchia di amici, scrittori, pittori e ammiratori (dal pittore Ludvig Karsten allo scrittore Christian Gierløff) che diventeranno modelli e affetti privilegiati per la sua attività

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