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Esteri

La nuova commissione europea di Ursula von der Leyen: Séjourné al posto di Breton

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Von der Leyen

Strasburgo: Ursula von der Leyen presenta la nuova Commissione europea tra novità e sorprese

Strasburgo, 17 settembre 2024 – Oggi a Strasburgo è il giorno della presentazione ufficiale della nuova Commissione europea, guidata per il secondo mandato da Ursula von der Leyen. La presidente ha svelato la sua squadra alla Conferenza dei capigruppo del Parlamento europeo, seguita da una conferenza stampa. Le aspettative erano alte, soprattutto dopo il turbolento ritiro di Thierry Breton, che ha scosso le ultime ore prima dell’annuncio ufficiale.

La lista dei commissari, rimasta riservata fino all’ultimo, ha portato alcune sorprese, tra cui la nomina di Stéphane Séjourné al posto di Breton nella delegazione francese.

il caso Thierry Breton e l’ingresso di Séjourné

Il colpo di scena più significativo è arrivato ieri sera, quando Thierry Breton, potente vicepresidente esecutivo con delega al Mercato interno, ha annunciato il ritiro della sua candidatura con un gesto simbolico su Twitter: la cornice di un quadro vuoto, rappresentante il suo “non-ritratto” nella futura Commissione. Poco dopo, ha pubblicato una lettera in cui accusava Ursula von der Leyen di aver lavorato per escluderlo dalla squadra “per ragioni personali mai discusse direttamente con me”. Breton ha rassegnato le sue dimissioni immediate, ma ciò che non ha rivelato è che il presidente francese Emmanuel Macron avrebbe acconsentito a questa scelta, sostituendolo con Stéphane Séjourné.

Séjourné, già eurodeputato e capogruppo di Renew Europe, viene designato con l’obiettivo di ottenere per la Francia una delega di primo piano legata alla sovranità industriale dell’Unione Europea e alla competitività. Secondo fonti interne, il suo portafoglio potrebbe includere anche il settore economico, consolidando il suo ruolo strategico nella Commissione.

Raffaele Fitto e la vicepresidenza esecutiva

Tra i nodi che Ursula von der Leyen ha dovuto affrontare, uno dei più complessi riguardava la delega da assegnare all’italiano Raffaele Fitto. Il ministro italiano, espressione del governo Meloni, è destinato a ricoprire una vicepresidenza esecutiva con la responsabilità della Coesione e del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr). Fitto avrà un ruolo chiave nell’attuazione e revisione dei fondi europei destinati alla ripresa post-pandemia, un tema particolarmente sensibile per l’Italia.

Nonostante le resistenze iniziali di alcune forze politiche, tra cui socialisti, liberali e verdi, la presidente von der Leyen ha confermato l’intenzione di assegnare a Fitto una vicepresidenza di peso, equiparabile a quelle di figure come Séjourné, Teresa Ribera (Spagna), Valdis Dombrovskis (Lettonia), Maros Sefcovic (Slovacchia) e Kaja Kallas (Estonia).

Il primo dossier caldo per Fitto sarà la possibile proroga della scadenza del Pnrr, questione su cui Paolo Gentiloni, commissario uscente, ha indicato che “non è impossibile, ma dipenderà dai numeri”.

Le altre nomine chiave

Le altre nomine delineano un equilibrio tra le diverse forze politiche e geografiche dell’Unione Europea. La spagnola Teresa Ribera, esponente di peso del blocco socialista, ha ottenuto la delega alla Concorrenza, mentre il ceco Jozef Sikela è in vantaggio per il portafoglio del Commercio. La delega alla Giustizia sembra destinata alla svedese Jessika Roswall, mentre il lussemburghese Christophe Hanses potrebbe guidare l’Agricoltura. Per i Trasporti, il nome in pole position è il greco Apostolos Tzitzikostas, mentre il dossier della Migrazione potrebbe essere affidato alla belga Hadja Lahbib.

Anche il settore digitale avrà una rappresentante di spicco: la finlandese Henna Virkkunen è stata indicata per questo portafoglio, in un momento in cui il futuro tecnologico e digitale dell’Unione è una delle priorità centrali.

Una commissione a immagine di von der Leyen

Le scelte di Ursula von der Leyen per questa nuova Commissione riflettono una forte centralizzazione del potere. Escludendo figure di alto profilo come Breton, Frans Timmermans e in parte parte Margrethe Vestager, la presidente ha costruito una squadra più allineata alla sua visione politica. Questo rafforza il suo controllo sulle principali decisioni politiche dell’Unione, rendendo la futura Commissione sempre più modellata a sua immagine.

Per i socialisti, una delle consolazioni sarà la gestione del delicato portafoglio della Concorrenza, mentre i liberali avranno la presidenza della Commissione con Séjourné e, potenzialmente, un’influenza significativa nelle politiche economiche.

Sfide all’orizzonte

La nuova Commissione entrerà in carica in un momento di grandi sfide per l’Unione Europea, con dossier complessi sul tavolo, come il completamento dei Piani di Ripresa post-pandemia, la riforma del Patto di stabilità e crescita, la transizione ecologica e la gestione delle politiche migratorie. La leadership di von der Leyen sarà messa alla prova dalla capacità della sua squadra di gestire in modo efficiente queste questioni e mantenere un delicato equilibrio tra le diverse anime politiche e gli interessi nazionali dei Paesi membri.

Questa nuova Commissione, con una composizione eterogenea e rappresentativa dei diversi equilibri europei, sarà chiamata a operare in un contesto globale sempre più competitivo, dove l’Europa dovrà trovare la propria via verso una maggiore autonomia strategica e una crescita economica sostenibile.

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