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Sciopero giornalisti Rai: continuano le polemiche sull’adesione

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Sciopero Giornalisti Rai

Sciopero dei giornalisti Rai: Ecco cosa è accaduto il sei maggio tra polemiche e Incontro alla Stampa Estera

Sciopero dei Giornalisti Rai. Il sindacato del giornalisti Usigrai ha indetto per il giorno sei maggio, uno sciopero. L’esecutivo Usigrai in un video comunica le motivazioni e partono le prime polemiche con RAI. Una giornata veramente molto particolare che non hanno precedenti per taluni comportamenti.

Video di UsigraI con le motivazioni dello sciopero

Gli aggiornamenti delle notizie saranno ridotti per lo sciopero delle giornaliste e del giornalisti della Rai. Scioperiamo perché nel piano industriale Rai l’informazione è la grande assente, il ricambio tra giornalisti pensionati e nuovi assunti è bloccato dall’azienda che non bandisce una selezione pubblica per il reclutamento trasparente dei giornalisti e preferisce le chiamate dirette a partita Iva, alimentando nuovo precariato senza stabilizzare l’esistente. Inoltre gli strumenti per consentire il nostro lavoro quotidiano subiscono continui tagli, il premio aziendale di risultato è stato disdettato ai giornalisti ma di fatto non viene equiparato a quello degli altri lavoratori.

Scioperiamo per difendere l’autonomia e l’indipendenza del servizio pubblico radiotelevisivo dal controllo pervasivo degli spazi di informazione da parte della politica. 

Continueremo a batterci per assicurare ai voi telespettatori il diritto a essere informati in modo equilibrato, affidabile e plurale. Saremo sempre dalla parte dei cittadini a cui appartiene la Rai

La Rai immediatamente replica attraverso un video e una nota stampa nella quale scrive:

“L’attuale governance della Rai sta lavorando per trasformare il Servizio Pubblico in una moderna Digital Media Company. I giornalisti Rai rappresentano una risorsa fondamentale e per questo si sta sviluppando, nell’ambito del Piano Industriale, un modello in linea con le nuove sfide del giornalismo, che non mette in discussione diritti acquisiti, né posti di lavoro.
E’ necessario però puntualizzare l’impossibilità, nell’attuale quadro economico, di indire concorsi pubblici per nuove assunzioni giornalistiche , mentre invece si rendono necessari processi di ottimizzazione che consentano di valorizzare l’ organico esistente di oltre 2000 unità. L’azienda ha deciso di adeguare il sistema premiante dei giornalisti a quello di tutti gli altri dipendenti. Infine è opportuno rimarcare che la Rai è sempre più impegnata a salvaguardare i valori del pluralismo e della libertà di espressione.”

L’esecutivo dell’Usigrai e diffonde un comunicato stampa dal titolo “L’azienda replica al videocomunicato sindacale dell’Usigrai con toni da padroni delle ferriere”.

Quando non si hanno contenuti, la si butta sull’accusa stantia di fare politica e di far circolare fake news, un’accusa gravissima nei confronti di tutti i giornalisti e le giornaliste della Rai, che punta a screditare un’intera categoria. Si mettono in fila argomenti, questi sì, che non reggono alla prova dei fatti: 

  • 1- l’azienda sta già riducendo gli organici non sostituendo le uscite per pensionamento.
  • 2- alle selezioni pubbliche preferisce le chiamate dirette per le prime utilizzazioni in rete.
  • 3- intanto però nega il riconoscimento del giusto contratto a decine di precari della cosiddetta fase 2.
  • 4- la proposta aziendale sul premio di risultato sottrae ai giornalisti una parte economica riconosciuta invece agli altri dipendenti.
  • 5- su censure e bavagli, basta leggere i giornali italiani e internazionali delle ultime settimane. A proposito, che fine hanno fatto i “provvedimenti drastici” annunciati dall’Ad dopo il caso Scurati?

Infine, chi sottrae tempo all’informazione ancora una volta è l’azienda: l’Usigrai si attiene alle regole con un comunicato di 1 minuto, la protervia aziendale impone una replica che dura il doppio.

Il giorno sei maggio inizia lo sciopero i telegiornali sono in onda con servizi ridotti ed in parte senza firma. L’esecutivo Usigrai esce con un comunicato dal titolo “Boicottaggio fallito: Tg1 e Tg2 in onda col trucco” e si riferisce alle edizioni delle 13:30 e delle 13:00

“Pur di tentare di boicottare lo sciopero proclamato dall’Usigrai – a cui ha aderito la stragrande maggioranza dei giornalisti Rai – i direttori di Tg1 e Tg2 con spirito anti sindacale hanno deciso di mandare in onda le edizioni delle 13.30 e delle 13 con servizi e collegamenti insolitamente lunghi per raggiungere la maggior durata possibile (comunque inferiore a quella consueta)”.

“La verità è che così facendo hanno quasi completamente cancellato interi temi e intere notizie come cronaca e economia. Un inganno ai cittadini per mascherare il fallimento del boicottaggio”.

“Pur di dare l’impressione che lo sciopero fosse fallito i direttori di Tg1 e Tg2 hanno concentrato i pochi al lavoro in una sola edizione facendo saltare le altre. Ad ora, ad esempio, al Tg2 su una programmazione prevista di 135 minuti sono andati in onda appena 26 minuti. Al Tg1 su 186 minuti, solo 28. Non siamo noi, evidentemente, a diffondere fake news”. 

Nel pomeriggio l’Usigrai Coordinamento Usigrai CdR TGR – sempre il sei maggio – diffonde i dati dell’adesione delle Testate Giornalistiche Regionali e si apprende che 589 tra giornaliste e giornalisti delle redazioni regionali. Lo fanno attraverso una comunicazione dal titolo: “Usigrai coordinamento Cdr Tgr: Adesione allo sciopero nella Tgr oltre l’85 percento, da capiredattori di Bari e Campobasso forzatura senza precedenti”.

“L’adesione allo sciopero nella testata giornalistica regionale è stata di oltre l’85 per cento. Nelle 24 redazioni della Tgr, su 598 giornaliste e giornalisti previsti oggi in servizio, hanno scioperato in 509”.

“Un risultato che conferma la compattezza delle giornaliste e dei giornalisti della Tgr nel sostenere le ragioni della protesta”.

“Dobbiamo però denunciare l’atteggiamento di protervia dei capiredattori di Puglia e Molise che, nonostante avessero a disposizione rispettivamente 5 e 9 colleghi, hanno deciso comunque di mandare in onda le edizioni principali, con il via libera del direttore Casarin, il cui piano editoriale è stato bocciato per due volte dalle redazioni ed ora si è candidato al Cda della Rai. Evidentemente la direzione ha valutato che la qualità dei 2 tg fosse garantita”.

“Da oggi siamo certi che i 2 capiredattori non potranno mai più negare riposi, ferie e permessi ai propri giornalisti adducendo motivazioni di carenza di organico”.

“Non solo, i 2 capiredattori hanno certificato che l’organico delle due redazioni è in eccedenza. Un’operazione di facciata e di corto respiro per compiacere direzione e azienda, a discapito delle reali necessità delle redazioni”.

“Tuttavia, se la direzione e i capiredattori di Molise e Puglia sono convinti di poter realizzare i telegiornali rinunciando alla maggior parte del proprio organico, non avranno difficoltà a soddisfare fin da subito, senza sostituzione, tutte le richieste di trasferimento e distacco delle colleghe e dei colleghi delle due redazioni”.

A fine serata giungono i numeri effettivi delle adesioni allo sciopero. L’Esecutivo Usigrai lo comunica con una nota dal titolo “Usigrai: ha scioperato oltre il 75% delle giornaliste e dei giornalisti Rai”

Uno sciopero con il 75,50% di adesione certifica la condivisione tra colleghe e colleghi dei temi della protesta.”

“Per effetto dello sciopero è stata cancellata la maggior parte delle edizioni dei Tg mentre al Giornale Radio, dopo un’adesione del 96% dello sciopero del 27 aprile scorso, oggi circa il 95% dei giornalisti non ha firmato i pezzi in onda, le edizioni e i programmi, per sostenere lo sciopero Usigrai”.

“Nonostante la protesta i cdr hanno garantito l’informazione sull’ennesima strage sul lavoro nel rispetto degli accordi sullo sciopero siglati con l’azienda”.

“Ma l’azienda invece di intervenire sulle questioni poste dall’Usigrai, continua, sorda, a non chiarire quale progetto ha per l’informazione della Rai. Così come non spende una parola per difendere il lavoro delle redazioni e dei colleghi dai continui attacchi della politica.”

“La mobilitazione dell’Usigrai ha avuto il sostegno di gran parte delle testate giornalistiche italiane e delle associazioni regionali di stampa. E nella conferenza di oggi l’attenzione di tutta la stampa estera.”

“Il tema della Rai e dello stato dell’informazione in Italia, grazie alla mobilitazione di tutti i giornalisti, è tornato al centro del dibattito nel Paese. La mobilitazione non si ferma qui.”

Un importante contributo chiarificatore è fornito da un “Incontro con i giornalisti Rai e le ragioni dello sciopero dopo il caso Scurati”, organizzato dall’Associazione Stampa Estera presso la loro sede. In un video infatti raccontate le esperienze delle giornaliste e dei giornalisti della Rai che poi hanno portato allo sciopero. Esperienze fatto di denunce, censure, convocazioni in commissione di vigilanza.

Dall’incontro emerge quadro molto preoccupante che non riguarda soltanto l’ambito giornalistica, ma tutti i settori di equibri di potere.

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