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Caso Ilaria Salis: Meloni interviene e chiama Orban

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Giorgia Meloni Presidente del Consiglio
foto da redazione

Caso Ilaria Salis: Meloni interviene e chiama Orban. Incertezze dopo un pomeriggio trascorso in aula per la maestra italiana attivista in Ungheria

Caso Ilaria Salis: Giorgia Meloni, Presidente del Consiglio dei Ministri e leader di Fratelli D’Italia, ha deciso di intervenire al caso dopo che la donna – accusata di aver aggredito due estremisti di destra – è giunta all’udienza nell’aula del tribunale con le catene alle mani, ai piedi e alla vita.

Dopo che le immagini della maestra hanno fatto il giro del mondo, è intervenuto per primo il ministro degli Esteri Tajani, attivando canali diplomatici. Già in passasto il padre della maestra, Roberto Salis, aveva denuciato maltrattamenti subiti dalla figlia già durante l’anno di carcerazione in attesa del prcesso.

Davanti a quanto accaduto nell’aula del tribunale ungherese, l’opposizione ha iniziato una polemica politica e la Premier ha deciso di telefonare al suo omologo Viktor Orban, esprimendo tutto il suo rammarico per la situazione e chiedendo inoltre una garanzia per i diritti di Ilaria Salis.

Tra le richieste – in linea con le iniziative già avviate al Ministero degli Esteri da Antonio Tajani – il regime di custodia cautelare, forse ai domicilliari, in conformità alle normative europee.

La Farnesina, seguendo da vicino il dossier, sottolinea l’importanza di garantire i diritti di Salis non solo nel contesto di un processo equo ma anche nella rapidità dell’azione giudiziaria. Il titolare del dicastero aveva già chiarito è difficile ottenerre l’estradizione perché il reato sarebbe avvenuto in Ungheria.

L’incontro imminente tra Meloni e Orbán a Bruxelles per il Consiglio europeo straordinario che si terrà il primo febbraio, sarà di certo una occasione utile per discutere del caso Salis e, allo stesso tempo, non minare i rapporti che la Presidente del Consiglio dei Ministri ha con il suo collega ungherese.

Ilaria Salis
Ilaria Salis rischia 11 anni di carcere a Budapest

Diverse sono le posizioni politiche. Il ministro Lollobrigida non si è espresso perché non avrebbe visto foto e video. La Lega che chiede la radiazione dalla scuola della maestra se condannata. L’oppsizione, invece, ha chiesto una informativa urgente in Aula. L’UE, invece ha evitato di commetare l’accaduto, ma ha sottolineato che vengano rispettati gli standard minimi dei diritti dei detenuti

Le autorità ungheresi, accusati di non rispettare i diritti, respingono le accuse.

Dopo l’intervento della Premier, Roberto Salis ha così commentato in collegamento con “Prima di domani”, trasmissione televisiva in onda su Rete 4: “Mi sento un pochino meglio perché inizio a vedere un piano, ma il piano va attuato”.

In questo contesto, la cautela del governo italiano è evidente: bisogna rispettare l’indipendenza della magistratura ungherese. Nel frattempo si svolgono le interlocuzioni da parte del Ministro della Giustizia Carlo Nordio con l’avvocato e il padre di Salis.

Resta da vedere come evolverà la situazione nei prossimi giorni. Certo è che sarà necessario bilanciare la diplomazia con le crescenti pressioni interne e internazionali.

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