Cronaca
Maltratta e minaccia di morte i genitori, 30enne finisce nei guai
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3 anni fail

Maltratta e minaccia di morte i genitori, 30enne di Montesarchio allontanato dalla casa familiare per un trentenne di Montesarchio
Maltratta e minaccia di morte i genitori, 30enne colpito da ordinanza applicativa della misura cautelare personale dell’allontanamento dalla casa familiare. Nel corso della mattinata di ieri, a seguito di indagini coordinate dalla Procura della Repubblica di Benevento, i Carabinieri della Stazione di Montesarchio (BN), hanno eseguito un’ordinanza applicativa della misura cautelare personale dell’allontanamento dalla casa familiare, con divieto di avvicinamento ai luoghi abitualmente frequentati dalle vittime, emessa dall’Ufficio del Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Benevento nei confronti di un trentenne di Montesarchio, allo stato gravemente indiziato per il reato di maltrattamenti in famiglia nei confronti dei propri genitori.
Denuncia dei genitori
La vicenda trae origine dalla denuncia presentata nell’ottobre del 2022 da parte di una coppia che, mossa dalla disperazione, ha trovato il coraggio di riferire ai Carabinieri dei ripetuti maltrattamenti fisici subiti, nel corso del tempo, dal proprio figlio che, spesso, si trovava in alterazione psicofisica causata dall’assunzione abituale di sostanze alcoliche e stupefacenti.
I due genitori hanno riferito in particolare che il figlio li aveva minacciati di morte più volte- in alcune circostanze anche per mezzo di un’arma da taglio – ed assoggettati a condotte violente di diverso genere, non riuscendo di fatto per anni a sfuggire al clima di soggezione cui erano ridotti, vivendo uno stato di sofferenza morale e psichica che gli ha reso la vita impossibile tanto da indurli a non reagire mai alle provocazioni del figlio per timore di danni più gravi.
Indagine condotta dai Carabinieri
L’indagine condotta dai Carabinieri di Montesarchio, improntata sull’acquisizione di elementi testimoniali diretti, ha consentito di acquisire gravi indizi a carico dell’indagato in ordine alla condotta di maltrattamenti in famiglia, connotata da una serialità di fatti che, per quanto inizialmente minimizzati da entrambe le vittime speranzose di un miglioramento positivo nell’atteggiamento del figlio, hanno determinato una vessazione delle persone offese indotte con il passare del tempo a temere per la propria incolumità fisica.
Il provvedimento oggi eseguito è una misura cautelare, disposta in sede di indagini preliminari, avverso cui sono ammessi mezzi di impugnazione, e i destinatari della stessa sono persone sottoposte alle indagini e quindi presunti innocenti fino a sentenza definitiva.

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