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Vaccinazione antinfluenzale a rilento, Verde: no limiti territoriali per più copertura

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Vaccinazione antinfluenzale

Vaccinazione antinfluenzale procede a rilento, Verde: L’obiettivo di copertura vaccinale non può coesistere con i limiti geografici

La vaccinazione antinfluenzale va a rilento. Colpa il gran caldo che forse ha deciso di lasciare il passo all’inverno. Colpa forse dei troppi vaccini covid – che probabilmente hanno stancato la popolazione – o forse l’offerta oltre che la domanda.

È importante, tuttavia, soprattutto per le persone fragili vaccinarsi contro l’influenza stagionale. Due anni di isolamento e uso delle mascherine ci hanno fatto dimenticare anche l’influenza, ma essa c’è come tutti gli anni. Adesso che le restrizioni sono di fatto finite, ci ritroviamo ad affrontare i malanni di stagione senza protezione.

A spiegarlo bene è il dottor Gianni Verde Consigliere FIMMG ASL Napoli2 Nord.

“Per più di due anni siamo stati isolati e con le mascherine, che ancora abbiamo, il nostro Sistema Immunitario ha dimenticato – uso un eufemismo – le affezioni delle vie aeree superiori comuni e tra queste il virus influenzale. Come i bimbi che vanno a scuola per la prima volta raccogliamo, indifesi l’insulto virale. Riscontriamo, infatti, contagi famigliari maggiori del previsto”. Così il dottor Verde ha spiegato in una breve nota inviata in redazione.

 Il dottor Verde affronta anche un’altra questione spronata dalla decisione dell’ASL di dare anche alle farmacie la possibilità di somministrare l’antinfluenzale al fine di aumentare la copertura vaccinale.

“Per incentivare la vaccinazione antinfluenzale l’ASL ha pensato di dare i vaccini alle farmacie. Nulla osta. Mai rifiutare una implementazione, se porta vantaggi. Il problema è sempre il rapporto di fiducia per cui il paziente si vaccina se gli si fa comprendere l’importanza della vaccinazione alla luce della conoscenza di tutte le sue problematiche anamnestiche, etc. Per questo avevo proposto in questa transizione, una sorta di accordo ad personam con la possibilità di aprire le vaccinazioni a tutta l’ASL”. Ha spiegato il Consigliere FIMMG.

“Semplificando il concetto, il medico può vaccinare oltre che la sua AFT anche altri pazienti purché nell’ASL, purtroppo però non è possibile. Anche se lo si facesse non avrebbe alcuna valenza e non risulterebbe la vaccinazione alla ASL. Questo perché la condivisione della raccolta dei dati anamnestici non c’è. Con App Medici è possibile registrare un vaccino antinfluenzale di un paziente ‘non nostro’. Esiste una piattaforma regionale Sinfonia che non è paritetica peer-to-peer (P2P). Il punto della questione è l’accessibilità, condivisione e in ultima analisi il Fascicolo sanitario”. Ha aggiunto il dottor Verde

“In un territorio con una densità di popolazione simile ad Hong Kong, la condivisione dei dati sarebbe un enorme aiuto per la struttura territoriale dell’ASL. L’obiettivo di copertura vaccinale non può coesistere con i limiti geografici. Un paziente che intende vaccinarsi dovrebbe potersi rivolgere a qualsiasi medico che ritiene di fiducia che sia esso ad Ischia o ad Acerra. Il medico, in base ai trascorsi del paziente, può consigliare o meno la somministrazione”. Ha rimarcato fortemente Verde.

“Ovviamente le condivisioni e la visione dei dati anamnestici sarebbero a disposizione solo su autorizzazione. Sta di fatto che in un mondo globalizzato e fortemente interconnesso riscontrare limiti geografici è anacronistico. Evidentemente la pandemia covid non ha insegnato nulla”. Ha concluso il Consigliere FIMMG ASL Napoli2 Nord.

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