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Sequestro preventivo a Consulente finanziario

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guardia di finanza frode

Il sequestro preventivo per il Consulente Finanziario ammonterebbe ad oltre 300mila euro, l’indagato si sarebbe appropriato di importi approfittando del rapporto di fiducia con i clienti

Sequestro preventivo Consulente finanziario. I militari della Guardia di Finanza della Compagnia di Ariano irpino, oggi, hanno eseguito un ordinanza cautelare dell’obbligo di dimora nel Comune di Ariano Irpino. Eseguito inoltre un decreto di sequestro preventivo finalizzato alla confisca di oltre 300 mila euro.

Ad emettere i provvedimenti il giudice per le indagini Preliminari del Tribunale di Benevento su richiesta della locale Procura.

Il provvedimento emesso a seguito di una attività di indagine coordinata dalla Procura di Benevento.

Destinatario della misura cautelare un 50enne “gravemente indiziato – nella sua qualità di promotore finanziario al momento dei fatti – di varie ipotesi di truffa aggravata, appropriazione indebita, insolvenza fraudolenta, tentata violenza privata e auto-riciclaggio”.

Le investigazioni sono partite dalle numeroso denunce da parte di persone che avrebbero affidato all’indagato le gestioni dei loro rapporti bancari.

Addirittura, per il rapporto di fiducia instaurato con l’indagato, gli avrebbero affidato i codici di accesso all’home banking. L’uomo avrebbe promesso investimenti remunerativi.

Attraverso indagini bancarie gli inquirenti hanno raccolto “gravi indizi di colpevolezza in ordine alla circostanza”.

Secondo una nota della Procura, il consulente avrebbe trasferito importi dai conti correnti dei clienti di cui gestiva i risparmi a conti correnti nelle sue disponibilità. I fondi dei clienti quindi non erano mai destinati a finalità di investimento.

Il tutto sfruttando il suo mandato di promotore finanziario. Talvolta avrebbe apporfittato della poca dimestichezza con il computer da parte di alcuni clienti più anziani.

L’indagato, si legge nella nota, “facendo leva sul rapporto di profonda amicizia che aveva con altre persone, otteneva da questi ultimi ingenti prestiti dissimulando il proprio stato di insolvenza”. Per traquillilzzarli, infine, dell’adempimento della sua obbligazione, avrebbe fornito una documentazione falsa della restituzione degli importi richiesti.

In base a tutti i reati provvisoriamente addebitati, nei confronti dell’indagato disposto “il se sequestro preventivo di somme di denaro fino alla concorrenza di € 303.126,94, pari alla somma ritenuta allo stato oggetto delle condotte illecite contestate”.

I provvedimenti oggi eseguiti sono misure cautelari disposte in sede di indagini preliminari. Contro tali provvedimenti sono ammessi mezzi di impugnazione. Il destinatario è una persona sottoposta alle indagini e quindi presunta innocente fino a sentenza definitiva.

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