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“Gli occhi sono abbagliati, l’anima rapita”: succede al Teatro San Carlo!

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Foto: Maria Rosa Palma

Il San Carlo, sito nei pressi di Piazza Plebiscito a Napoli, è il teatro lirico più antico al mondo ancora in attività.

“Non c’è nulla in tutta Europa, che non dico si avvicini a questo teatro, ma ne dia la più pallida idea. Gli occhi sono abbagliati, l’anima rapita…”, così Stendhal definì il teatro San Carlo quando per la prima volta ne vide, una sera del 1817, la sala principale.

Il San Carlo, sito nei pressi di Piazza Plebiscito a Napoli, è il teatro lirico più antico al mondo ancora in attività.

Piazza del Plebiscito – Foto Maria Rosa Palma

Forma d’arte antichissima apprezzata ovunque sia dai tempi più remoti, il teatro è sinonimo di spettacolo che nasce grazie ad una storia interpretata da artisti e a un pubblico che prova emozioni.

Questo incontro di relazioni e di sentimenti avviene in un posto ben definito, a teatro, inteso come luogo fisico dove la bellezza e l’eleganza si fondono creando un’atmosfera che lascia presagire che qui, da lì a poco, qualcosa di coinvolgente, stravolgente, entusiasmante avverrà.

Grazie alla dinastia dei Borbone, Napoli ebbe l’onore di ospitare quello che è ritenuto ancora oggi uno dei teatri più belli al mondo tanto da essere dichiarato Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO.

Particolare del palchi – Foto Maria Rosa Palma

Fu il re Carlo III di Borbone, da cui prese il nome, a volerlo nel 1737 e, infatti, non è un caso che l’edificio sorga proprio accanto al palazzo reale col quale comunica con una porta presente alle spalle del palco reale e che consentiva, all’epoca, al sovrano di andare a teatro senza uscire dal palazzo.

Il progetto, affidato agli architetti toscani Giovanni Antonio Medrano e Angelo Carasale, fu realizzato velocemente tanto che in il maestoso edificio fu costruito in solo otto mesi. Per la prima volta fu introdotta, per una costruzione di questo tipo, la pianta a ferro di cavallo, idea che fu molto apprezzata tanto da diventare un modello per i futuri teatri europei.

Particolare accortezza fu riservata nella realizzazione dell’impianto acustico che subito si distinse, e fino ai giorni nostri, per la sua eccellente qualità e resa dei suoni.

Dopo neanche un secolo dalla sua nascita, purtroppo, nel 1816 il teatro fu devastato da un grave incendio che lo distrusse quasi completamente. Ma come avviene per l’araba fenice, anche il San Carlo seppe rinascere dalle proprie ceneri.

Teatro San Carlo – Volta – Foto Maria Rosa Palma

I lavori di ricostruzione, stavolta, furono affidati all’architetto Antonio Niccolini il quale ripristinò quasi totalmente lo stato precedente apportando alcuni miglioramenti: fu sollevato ulteriormente il soffitto che rese l’acustica praticamente perfetta, fu ampliato il palcoscenico con l’aggiunta del proscenio, fu inserita una tela di 500 metri quadrati realizzata da Antonio, Giovanni e Giuseppe Cammarano. Ancora oggi, entrando in sala e alzando gli occhi al soffitto, si può godere di questo immenso capolavoro d’ispirazione mitologica che rappresenta Apollo mentre presenta a Minerva i più grandi poeti del mondo.

Sempre a Niccolini si deve la realizzazione della facciata dell’entrata principale (su via San Carlo e di fronte alla galleria Umberto I) che fu realizzata in stile neoclassico e che, restaurata recentemente nel 2009, conserva ancora il suo splendore “nonostante l’età”.

Oltre al più antico, il San Carlo è anche uno dei teatri più capienti d’Italia arrivando ad ospitare fino a 1386 spettatori tra platea e i cinque ordini di palchi disposti a ferro di cavallo con al centro un più ampio palco reale dove il sovrano sedeva e da cui doveva partire il primo applauso. Infatti, affinché questa “buona abitudine” fosse rispettata, si ricorse ad un escamotage tecnico con l’installazione di specchi sulle pareti laterali dei palchi. Tali specchi, leggermente inclinati, riflettevano il palco reale cosicché ogni spettatore potesse vedere il re in modo tale da non anticiparlo nell’applaudire evitando, così, di fare una brutta figura.

Precedendo di ben 55 anni la Fenice di Venezia e di 41 la Scala di Milano, il sipario del San Carlo, che si alzò il 4 novembre del 1737, si è abbassato temporaneamente nel 2020 a causa della pandemia ma non ha lasciato gli spettatori totalmente orfani di questa forma d’arte.

Particolare dei Palchi e della Platea – Foto Maria Rosa Palma

Sfruttando la tecnologia, sul sito ufficiale https://www.teatrosancarlo.it/, si possono acquistare e noleggiare a prezzi molto ridotti degli spettacoli da poter vedere dal proprio device consentendo così, all’inconfondibile “telone rosso”, seppur virtualmente, di alzarsi svolgendo il suo compito di sempre.

Sono passati ben 284 anni dall’inaugurazione di questo tempio della cultura e … sarà il fascino dell’età, sarà la sua maestosità o semplicemente la voglia di normalità … ma cresce l’attesa affinché il sipario si ri-alzi e lo spettacolo abbia inizio perché, malgrado tutto e tutti … “The Show Must Go On!”.

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