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Termina la kermesse “Arte e… musica nella terra del mito”: grande successo dell’iniziativa

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Lo spettacolo è stato salutato da una cornice di pubblico disciplinata che ha seguito in maniera corretta tutta la procedura anti covid -19

Termina per quest’anno la kermesse “Arte e …musica nella terra del mito” con il grande successo della prima assoluta di “Sine Sole Sileo”, spettacolo del Maestro Antonio Colandrea, un omaggio in musica, danza e arte alla sua terra con la partecipazione di Art Garage di Emma Cianchi, Clotilde del Vaglio, Osvaldo Di Dio, Raimondo Ponticelli, Eleonora e Francesco Scotto di Perta e i costumi di Leandro Fabbri.

Lo spettacolo è stato salutato da una cornice di pubblico disciplinata che ha seguito in maniera corretta tutta la procedura anti covid -19 grazie all’organizzazione posta in essere per la serata. 

Prenotazione, rilevazione della temperatura, igienizzante e mascherine queste tutte regole seguite ed applicate. 

“Arte e … musica nella terra del mito”, finanziata nell’ambito del POC Turismo della Regione Campania, è giunta al quarto anno perseguendo l’obiettivo di valorizzare le risorse culturali e paesaggistiche di Monte di Procida attraverso l’arte, la storia e i miti. Tanti gli artisti che hanno partecipato ed encomiato la bellezza di Monte di Procida: da Tosca, ad Avitabile, a Barra, al regista D’Alatri, fino al grande Michele Placido. Nell’ultima edizione la direzione artistica è stata curata dalla talentuosa Fiorenza Calogera, impegnata nella promozione della cultura musicale partenopea.

La serata è stata anticipata dalla tavola rotonda sulle prospettive di sviluppo turistico di Monte di Procida con varie personalità: da Rosario Mattera fondatore di Malazè, a Mariangela Scotti imprenditrice del territorio, ad Antonio Ramaglia membro di Vela Latina che ha celebrato il gozzo flegreo, riconosciuto patrimonio immateriale della Regione Campania secondo le linee Unesco.

Nel corso della tavola rotonda l’Assessore Dina Stella ha presentato un opuscolo che racconta in sintesi, con parole ed immagini, storia, tradizioni ed enogastronomia di Monte di Procida, con un cenno al lavoro di marketing territoriale della Dott.ssa Luana Sgueglia. Sono intervenute durante la presentazione Mara Chiocca e per l’associazione Guide Flegree le guide turistiche Daniela Campese e Monica Carannante, che hanno sottolineato l’importanza di promuovere il territorio in sinergia attraverso la valorizzazione delle risorse culturali.

Nel corso della serata è stato consegnato il Premio Eccellenze Flegree 2020, voluto proprio dall’Amministrazione Pugliese, un riconoscimento per chi sul territorio si impegna nei campi del sociale, dell’imprenditoria, della cultura, delle scienze e dell’innovazione.

Premiati dal Sindaco Peppe Pugliese per la Sezione Scienze ed Innovazione Francesco Fascelli, giovane imprenditore e velista under 30 inventore della maniglia winch e di tante opere volte a semplificare la vita di tutti i giorni nel rispetto dell’ambiente; per il sociale le associazioni “La Mano franca di Pippo Coppola”, “La Casetta Onlus” e l’Associazione di Protezione Civile Falco per il meraviglioso supporto fornito nella fase acuta della crisi coronavirus che si è trasformata in una drammatica crisi economica e sociale; per la sezione arte e spettacolo premiati i talentuosi e promettenti ballerini Eleonora e Francesco Scotto di Perta, fratelli che dalla fucina del Maestro Colandrea sono ora nelle più prestigiose scuole di danza e la giovane attrice Lucienne Perreca, nel cast del “Sindaco del Rione Sanità” Flegrea Doc che ha già incontrato il red carpet della Mostra del Cinema di Venezia nel 2019. Per la sezione imprenditoria premiato Francesco Zaccariello, che con il suo ecommerce on line attivo dal 2013 ed encomiato anche dalla rivista Forbes tra le eccellenze imprenditoriali italiane.

Un riconoscimento nell’ambito dell’arte e della cultura, settori tanto provati dall’emergenza covid, è stato tributato ai giovani attori teatrali di Monte di Procida, che hanno trasformato la loro passione in un vero e proprio lavoro. Sono stati omaggiati dalla Vicesindaco Teresa Coppola Davide e Simone Mazzella, Salvatore Scotto d’Apollonia, Sara Scotto di Luzio, Stefano Carannante, Gianni Nardone, Sara Guardascione e Mario Cangiano.

Nota Stampa Comune di Monte di Procida 

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La rassegna #Pozzuoliècasamia volge al termine

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Nuova Compagnia di Canto Popolare
Foto da napolivillage.com

Sabato il concerto della Nuova Compagnia di Canto Popolare

Sarà la Nuova Compagnia di Canto Popolare a chiudere la sessione “spettacoli” della rassegna “#Pozzuoliècasamia”, organizzata dall’amministrazione comunale per l’estate puteolana. Il concerto dello storico gruppo napoletano, nato per diffondere i valori e i suoni della tradizione popolare campana, è in programma alle ore 21 di sabato 12 settembre nel Largo Sedile di Porto del Rione Terra (accesso solo con prenotazione al link https://arenaputeolana.18tickets.it/).

La Nuova Compagnia di Canto Popolare proporrà tra l’altro brani dell’ultimo cd “Napoli 1534. Tra moresche e villanelle”, con il quale ha di recente vinto la prestigiosa Targa Tenco per il miglior album in dialetto 2020.

Per la conclusione della rassegna resteranno poi in cartellone il film “Aspromonte”, il corto “Le mosche” e la pellicola “La Dea Fortuna”, previsti rispettivamente il 13, il 14 e il 15 settembre.

A completare il programma ci saranno anche due appuntamenti letterari con la presentazione dei libri “Pozzuoli 1970-2020. A cinquant’anni dallo sgombero del Rione Terra”, curato da Maurizio Erto (domani alle ore 18), e “#ProcidaNonDeveMorire” di Ciro Bruno Linardo (domenica 13 settembre, ore 18).

Nota Stampa Comune di Pozzuoli

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I racconti della villa, dal 3 al 19 settembre 2020

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Foto Nota Stampa

Martedì 1 Settembre ore 11, Conferenza Stampa di presentazione

Prende il via “I racconti della villa”. Degna prosecutio di Sharing art; i racconti della villa, sugella l’operato di questi mesi estivi e con lo stesso intento, ovvero quello di non far fermare l’arte, dà vita ad una rassegna teatrale. 

Luca Varone, Luciano Giugliano e Rosaria Marano, si fanno mecenati d’arte con l’intento di portare il teatro tra la gente. Voluta dall’amministrazione regionale, la kermesse, di concerto con la Klimax Cultura e Spettacolo, intende dare dei forti segnali di rinascita: portare cultura nell’area vesuviana e nello specifico a Poggiomarino (Na) e dare respiro al settore teatrale, devastato dal covid-19.

A fare da cornice sarà la Masseria Boccapianola, meglio conosciuta come “casa Levante” in Gomorra 4.Martedì 1 Settembre, alle ore 11.00 presso la Masseria Boccapianola, sarà presentato il calendario dell’evento. 

Interverranno in conferenza: – Luca Varone, attore e organizzatore de “i racconti della villa”- Solange Corso, organizzatrice evento e Segretario Klimax English Theatre Company- Luciano Giugliano, direttore artistico “I racconti della villa”- Franco Picarone, Consigliere Regionale e Pres. della Commissione Bilancio della Regione Campania- Danilo Gigante, Presidente International Broker Art
Durante le serate sarà possibile visitare la mostra offerta da International Broker Art “Io Sono Italiano – l’arte non si ferma” del M° Alfonso Mangone.

In scena dal 3 al 5 settembre: 
3 settembre Ciro Villani e Gianni Parisi in da Ponente a levante; 
4 settembre Sensibile con Luciano Melchionna e Luciano Giugliano, 
5 settembre, il Baciamano di Manlio Santanelli con Susy del Giudice, Giusy Cancelli e la regia di Giovanni Esposito.

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TeneT, il nuovo film di Christopher Nolan

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tenet

Incentrato su un tacito riferimento al quadrato di Sator, Nolan gioca con palindromi spazio-temporali e le leggi della fisica.

“Sator arepo tenet opera rotas”, è un’iscrizione latina, la cui giustapposizione forma un palindromo.

L’iscrizione è stata oggetto di frequenti ritrovamenti archeologici, una dei quali nella casa dei coniugi Proculo a Pompei, ma il significato rimane ancora ignoto, nonostante le tante ipotesi.

Letteralmente “il contadino mantiene con fatica le ruote (del carro)”, con astuzia e senza mai usarla come referente implicito, Nolan usa la frase enigmatica per costruire la sceneggiatura di Tenet.

Inspiegabile il significato della parola arepo, di fatto un apax legomenon (cioè parola o espressione che compare una sola volta nell’ambito di un testo o addirittura di tutto il sistema letterario) e che in Tenet diventa nome di persona.

Un agente della CIA, interpretato da John David Washington, si ritrova immischiato in una intricata storia tramite cui apprende dell’esistenza di una tecnologia che inverte l’entropia degli oggetti rendendoli capaci di spostarsi indietro nel tempo.

Il protagonista – che resta evocativamente senza nome – recluta il fisico e agente segreto Neil, interpretato da Robert Pattinson, insieme al quale arriva a un uomo di nome Andrei Sator, che può comunicare con il futuro e giocare con le linee tempoerali.

Qui avviene il gioco dei tre intrecci, passato presente e futuro, che sembra tenere conto del costruttivismo logico di Gödel, secondo cui  la coerenza di un sistema è tale proprio perché non può essere dimostrata e qualsiasi sia la polarizzazione, cioè lo sforzo per regolare la realtà, l’ordine del sistema non cambia.

Secondo la teoria delle stringhe e le dimensioni extra-arrotolate di Calabi-Yau,

«in ogni punto dello spazio visibile esistono sei dimensioni inaspettate, strettamente avvolte»

(Brian Green, L’universo elegante. Superstringhe, dimensioni nascoste e la ricerca della teoria ultima, Einaudi, Torino 2000, p.182.)

in cui, in presenza di uno strappo o di una lacerazione,

«questa degenerazione geometrica non produce alcun effetto particolare»

(ivi, p.255)

se non una costante fluttuazione quantica che i fisici chiamano one-loop process in cui le fluttuazioni

«possono generare un’intera sequenza di coppie di stringhe virtuali […] con un numero sempre maggiori di buchi»

(ivi. p. 266).

In Tenet il mondo, così come la trama stessa del film, non può venire meno a questa regola di equilibrio.

Quale sia la causa della crisi e se arrivi dal futuro o dal passato, l’effetto di questa sul presente – a prescindere dal destino o dal libero arbitrio – risulta nulla.

Un palindromo gravitazionale, in cui il sistema Io-protagonista, che alla fine di Tenet ammetterà di essere l’unico artefice dell’intreccio, diventa allegoria delle discussioni narratologiche sull’Io.

Che riemerge sempre dalla «torbida e straripante conluvie» di «teorie fisiche, cioè fisico-matematiche, biofisiche, psicologiche, psichiatriche recenti» proferite contro «questo palo» (Carlo Emilio Gadda, Come lavoro, in Id., I Viaggi della morte, Saggi giornali favole e altri scritti volume I, Garzanti, Milano, 1977 p. 496);

Un film come al solito non banale quello di Nolan e che andrebbe visto e rivisto per la curiosità di scoprire se in qualche punto la maglia viene meno all’ordito.

Il cui senso è nelle torsioni della trama, prima di una immedesimazione coi protagonisti.

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