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Cronaca

“Riprendiamoci la nostra terra”: convegno alla Don S. Vitale

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Affrontati alla Don Salvatore Vitale di Lago Patria i temi delle bonifiche RESIT e S. Giuseppiello, beni confiscati da restituire alla comunità

Venerdì 31 gennaio 2020, nella sede centrale della Scuola Secondaria di Primo Grado “Don Salvatore Vitale”, si è tenuto un convegno sulle problematiche della cosiddetta “Area Vasta” di Giugliano. Si è discusso soprattutto della RESIT, ex discarica inquinata da rifiuti solidi urbani e da rifiuti speciali, oggi messa in sicurezza dal già Commissario alle Bonifiche Mario De Biase, e del territorio agricolo di SAN GIUSEPPIELLO, confiscato ai Vassallo, che lo avevano inquinato con sostanze tossiche delle industrie toscane, durante il losco traffico dei rifiuti degli anni ’90, oggi affidato alla gestione della Facoltà di Agraria dell’Università di Napoli Federico II. Protagonisti del convegno sono stati proprio quegli “alberelli”, i pioppi capaci dopo quattro anni di ripulire il terreno, tanto che oggi ci si può coltivare, come già sta facendo il professor Massimo Fagnano, coordinatore del progetto di fitobonifica ECOREMED.

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A dicembre del 2019 è terminato l’incarico del commissario De Biase per cui la responsabilità della manutenzione è passata alla Regione Campania, quindi alla SOGESID.

Come primo intervento, la SOGESID ha deciso di “rimuovere” buttando via tutte le opere di Land Art degli studenti del Liceo Artistico di Napoli. Vedendo i pioppi piantati alla RESIT, li hanno definiti “gli alberelli del commissario De Biase” in modo dispregiativo, chiedendo in sostituzione l’erba selvatica, un tipo di erba che cresce velocemente ma che d’estate si secca tanto da prender fuoco facilmente.

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Perché il “capping” del cratere di rifiuti industriali e non lo svuotamento? Il commissario ha spiegato che una bonifica tradizionale in un terreno che continuava ad emanare fumi tossici nell’aria, non sarebbe stata possibile perché troppo dispendiosa e troppo pericolosa.

Invece con la messa in sicurezza, cioè sigillando con teli e materiali naturali come la terra, oggi nel terreno non c’è più traccia di percolato. L’acqua piovana, infatti, viene assorbita dal manto erboso, quindi non produce più percolato. Di conseguenza, neanche di gas se ne formano più.

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VIDEO DEI GIOVANI DEI GIOVANI REPORTER

In fase di dibattito ecco qualche domanda rivolta dai Giovani Reporter ai relatori:

Assessore Del Giudice, quanto il suo contributo all’ambiente è riuscito a dare maggiormente i suoi frutti, quando era attivista di Legambiente all’epoca di BIUTIFUL CAUNTRI o oggi che ricopre l’ incarico di Assessore all’Ambiente nel Comune di Napoli?

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Raffaele Del Giudice: “50% e 50%, diciamo che la prima esperienza mi ha dato la capacità di capire meglio quello che stava accadendo, la seconda esperienza me l’ha fatto capire in modo più lento“.

Prof. Fagnano, quanto fatto a S. Giuseppiello dalla sua equipe per restituire all’agricoltura un terreno agricolo, a costi tra l’altro moderati, potrebbe diventare un protocollo di bonifica a livello italiano, se non europeo?

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Massimo Fagnano: “Ma è già un protocollo, in quanto è legge italiana con il Decreto del Ministero dell’Ambiente 1 marzo 2019, n. 46  Regolamento relativo agli interventi di bonifica, di ripristino ambientale e di messa in sicurezza, d’emergenza, operativa e permanente, delle aree destinate alla produzione agricola e all’allevamento, entrato in vigore dal giugno 2019“.

Su un altro aspetto di fondamentale importanza si è soffermato il prof. Fagnano: se un’autofficina illegale, non legalmente abilitata all’esercizio dell’attività, produce rifiuti come pneumatici, non può smaltirli gratuitamente nella discarica autorizzata dal Comune. Cosa fa allora? Li va ad abbandonare nelle nostre campagne, dove diventano pronti inneschi di roghi.

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E allora il problema è sempre lì: il controllo da parte di Stato, Regione e Comune, un controllo “a monte” della filiera dell’illegalità.

Il Commissario De Biase risponde ad una domanda sul futuro della ex Discarica Industriale RESIT con la sua indomita passione, invitando soprattutto i ragazzi a “punzecchiare” la gestione della discarica per evitare che marcisca: fondare un presidio di controllo costante, al fine di evitare che, quello che lui ha reso “Simbolo di Legalità” , ricada nelle mani della criminalità organizzata.

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Sarebbe importante, secondo quanto suggerisce il dottor ANTONIO DI GENNARO, che ha moderato egregiamente un dibattito non facile, che tutti i giuglianesi ricordassero bene che la Campania Felix non è uno slogan ma è la Campania di Giugliano.

Giovani Reporter di II e III “L”

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