Esteri
Libano, 100mila bambini senza scuola: allarme UNICEF sul futuro
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Libano, 340 scuole danneggiate dal conflitto: 100mila bambini rischiano di restare senza istruzione a settembre
UNICEF: 100mila bambini rischiano di non tornare a scuola
Almeno 100.000 bambini in Libano potrebbero non riuscire a tornare in classe all’inizio del prossimo anno scolastico se non verranno adottate misure urgenti per ripristinare le strutture danneggiate dal recente conflitto.
L’allarme arriva dall’UNICEF, sulla base di una valutazione nazionale realizzata dal Ministero dell’Istruzione e dell’Istruzione Superiore nel mese di giugno, che ha evidenziato pesanti conseguenze sul sistema educativo del Paese.
Trecentoquaranta scuole colpite dal conflitto
L’analisi ha accertato che 340 scuole pubbliche, private e destinate alla formazione tecnica e professionale hanno subito danni, mentre 17 strutture risultano completamente distrutte.
Le aree maggiormente interessate sono quelle che hanno subito gli effetti più gravi delle ostilità, tra cui Nabatiyeh, il Libano meridionale, la Bekaa, Baalbek-Hermel, Beirut e il Monte Libano.
Molti edifici scolastici necessitano di interventi di riparazione su larga scala o di una completa ricostruzione prima di poter accogliere nuovamente studenti e insegnanti in condizioni di sicurezza
UNICEF: “Le scuole sono molto più che semplici edifici”
Il rappresentante dell’UNICEF in Libano, Marcoluigi Corsi, ha sottolineato l’importanza della rapida riapertura degli istituti scolastici:
“Le scuole sono molto più che semplici edifici. Sono luoghi in cui i bambini imparano, si sentono al sicuro e iniziano a riprendersi dalla crisi. Questa valutazione fornisce il primo quadro completo dell’entità dei danni subiti dal sistema scolastico libanese. Con l’avvicinarsi del nuovo anno accademico, sono necessari investimenti urgenti per ripristinare le scuole danneggiate e garantire che i bambini possano tornare a studiare senza ritardi”.
I rischi per un’intera generazione
Secondo l’UNICEF, il nuovo allarme arriva dopo anni segnati da crisi economiche, emergenze e conflitti che hanno già compromesso il percorso educativo di migliaia di minori.
Una nuova interruzione prolungata dell’istruzione potrebbe avere conseguenze durature sull’apprendimento, sul benessere psicologico e sulle prospettive future dei bambini.
L’organizzazione evidenzia inoltre che l’assenza di accesso alla scuola aumenta l’esposizione a fenomeni come il lavoro minorile e i matrimoni precoci.
“L’istruzione non può aspettare”
Corsi ha ribadito la necessità di intervenire rapidamente:
“Ogni giorno in cui un bambino rimane fuori dalla scuola, aumenta il rischio di perdita di apprendimento e di abbandono scolastico. L’istruzione non può aspettare che inizi la ricostruzione; è una parte essenziale della ricostruzione stessa. Il ripristino delle scuole va oltre la riparazione dei muri e delle aule: restituisce speranza e offre protezione, dando a ogni bambino la possibilità di imparare e costruire il proprio futuro”.
Servono nuovi investimenti per la ripresa
L’UNICEF sta collaborando con il Ministero dell’Istruzione, donatori internazionali e partner locali per garantire la continuità didattica e il recupero del sistema educativo.
L’organizzazione sottolinea però che l’entità dei danni richiede risorse aggiuntive per garantire ambienti scolastici sicuri prima dell’inizio del prossimo anno accademico.
Un investimento sul futuro del Libano
Per l’UNICEF, garantire il ritorno in classe dei bambini significa investire non solo nell’istruzione, ma anche nella stabilità e nella ricostruzione del Paese.
“Ogni bambino ha il diritto di studiare in un ambiente sicuro, protetto e inclusivo. Investire oggi nella ripresa del sistema scolastico significa investire nei bambini del Libano, nelle sue comunità e nel suo futuro”, conclude l’organizzazione.

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