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Il Teatro Romano nascosto di Napoli: il tesoro sotto i Decumani

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Sotto il centro storico di Napoli riaffiora il Teatro Romano dove si esibì Nerone: un viaggio tra archeologia, storia e misteri sotterranei

Immaginate di vivere in un tipico basso napoletano, uno di quei terranei tanto famosi nel centro storico della città, e di avere una cantina proprio sotto il letto, per accedere alla quale basta far scorrere il giaciglio su dei binari per fare spazio all’apertura della botola. Niente di strano, se non fosse per il fatto che la cantina in oggetto altro non è che il teatro romano di Nerone e scusate se è poco.

Risalente al I secolo a.C., il teatro, che poteva ospitare circa cinquemila persone, fu costruito al di sopra di un precedente edificio greco, probabilmente anch’esso un teatro. L’imperatore Claudio, ci dice Svetonio, vi fece rappresentare delle commedie in onore del fratello Germanico, ma è senz’altro la presenza di Nerone e delle sue esibizioni canore la parte più conosciuta. Il teatro si trova nel sottosuolo tra via Anticaglia, via San Paolo ai Tribunali e vico Giganti, ma vi si accede dal basso in vico Cinquesanti. Realizzato in opus reticulatum e opus latericium, ha ancora una parte esterna di gradinate tra i palazzi che si trovano in quella zona.

Il teatro mostra la tipica forma semicircolare del teatro greco e presenta tre ingressi, due laterali, a est e a ovest, per gli attori ed uno a nord per il pubblico. L’accesso dal basso di vico Cinquesanti ci introduce direttamente sul lato orientale, corrispondente al proscenio, mentre da via Anticaglia si può accedere alla summa cavea, cioè l’anello superiore delle gradinate. Da via San Paolo, infine, si può accedere alla cavea da una bottega che si trova in un palazzo del Quattrocento.

Il teatro fu abbandonato intorno a V secolo d.C., quando cambiò la destinazione d’uso della zona: alcune parti si trasformarono in siti sepolcrali, altre divennero campi coltivabili. Il Medioevo non fece altro che sancire ancora di più l’oblio della struttura, facendo spazio a necropoli e discariche. Infine, tra il XV ed il XVII secolo comparvero i primi palazzi costruiti in quell’area al di sopra del teatro, come si usava allora, quando non veniva demolito nulla, insieme all’apertura di vico Cinquesanti ad opera dei Padri Teatini tra il 1569 ed il 1574. I primi ritrovamenti casuali risalgono a metà del XIX secolo, più precisamente al 1859, quando vennero alla luce dei reperti durante gli scavi per una fognatura, ma gli scavi sistematici cominciarono soltanto alla fine del secolo.

Un primo interesse archeologico si ebbe durante il Ventennio fascista, ma fu soltanto alla fine del XX secolo e all’inizio del XXI che il Comune di Napoli è intervenuto per un recupero del sito archeologico. Sono quindi riaffiorati alcune parti dell’ambulacro interno ed esterno, con le nicchie, la canalizzazione idrica, i cunei di sostegno, gli accessi alla media cavea e parte della scena. Inoltre sono stati ritrovati gli intonaci, i pavimenti, le iscrizioni e i rivestimenti di marmo. Tra le strade resta, invece, visibile parte delle gradinate che mostrano la forma tipica del teatro e fanno intuire solo in parte quale grande meraviglia sia nascosta al di sotto del manto stradale.

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