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Innovazione europea e territori: una sfida da cogliere anche per i Campi Flegrei

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Aperte le call 2026 dello strumento I3 per sostenere le regioni meno sviluppate e la competitività europea

L’Europa torna a investire con decisione sull’innovazione territoriale e lo fa attraverso uno strumento che potrebbe rappresentare una straordinaria opportunità anche per il Sud Italia e per realtà complesse ma ricche di potenzialità come i Campi Flegrei.

Sono state infatti aperte le nuove call 2026 dello strumento europeo Interregional Innovation Investments Instrument (I3), finanziato dal Fondo Europeo di Sviluppo Regionale (FESR), con una dotazione complessiva superiore ai 58 milioni di euro destinata a progetti innovativi ad alto impatto industriale, tecnologico e sociale.

L’obiettivo dell’iniziativa europea è chiaro: aiutare le regioni meno sviluppate o in transizione a entrare nelle grandi catene del valore europee, favorendo il trasferimento tecnologico, la crescita delle PMI e la commercializzazione di tecnologie mature già pronte per essere immesse sul mercato.

Le call aperte sono due:

Strand 1 – I3-2026-INV1, dedicata allo sviluppo di catene del valore interregionali e transfrontaliere;

Strand 2a – I3-2026-INV2a, specificamente orientata all’integrazione delle regioni meno sviluppate nei processi innovativi europei.

I progetti dovranno concentrarsi su almeno una delle grandi priorità strategiche indicate dall’Unione Europea:

  • transizione digitale;
  • transizione verde;
  • smart manufacturing.

Particolarmente interessante è il fatto che l’Europa non chiede soltanto ricerca teorica, ma interventi concreti, con tecnologie già mature (almeno TRL 6), capaci di produrre sviluppo reale, occupazione, investimenti e competitività.

Le candidature dovranno essere presentate da consorzi internazionali composti da almeno cinque soggetti provenienti da cinque regioni differenti situate in almeno tre Paesi europei. Un requisito che, se da un lato impone capacità organizzativa e rete internazionale, dall’altro apre la strada a collaborazioni strategiche tra territori che condividono problematiche e potenzialità comuni.

Per il Mezzogiorno e per i Campi Flegrei questa potrebbe essere una occasione importante.

Un territorio segnato da criticità storiche, emergenze ambientali e fragilità economiche potrebbe trasformarsi in laboratorio europeo di innovazione sociale, sostenibilità ambientale, rigenerazione urbana intelligente e turismo culturale tecnologicamente avanzato.

Si pensi, ad esempio, a progetti legati:

  • al monitoraggio ambientale e bradisismico tramite tecnologie digitali;
  • alla valorizzazione del patrimonio archeologico sommerso;
  • alla creazione di sistemi intelligenti per la gestione dei flussi turistici;
  • alle comunità energetiche;
  • alla digitalizzazione dei servizi civici e sanitari;

alla formazione tecnologica per giovani e PMI locali.

L’Europa sembra voler premiare proprio quei territori capaci di trasformare le difficoltà in innovazione e le fragilità in nuove economie sostenibili.

È importante sottolineare che i bandi I3 non sono destinati soltanto alle grandi imprese. Possono partecipare infatti enti pubblici, università, centri di ricerca, associazioni, incubatori, startup e PMI, purché inseriti in reti progettuali solide e con una reale prospettiva di sviluppo industriale e occupazionale.

La scadenza per la presentazione delle proposte è fissata al 12 novembre 2026.

A cura dell’Avv. Lelio Mancino


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