Esteri
Escalation in Medio Oriente: Iran attacca basi Usa e Israele risponde con raid su Beirut
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3 mesi fail

Medio Oriente, nuova escalation: missili iraniani intercettati e raid su più fronti
Le forze di difesa aerea dell’Arabia Saudita hanno distrutto sei missili iraniani lanciati in direzione della base aerea di Prince Sultan. Lo ha comunicato il ministero della Difesa degli Emirati Arabi Uniti, aggiungendo che un altro missile è stato intercettato nella regione orientale del Paese.
Gli Emirati stanno rispondendo all’attacco iraniano e le autorità hanno invitato la popolazione a restare nelle proprie abitazioni. Nel mirino sarebbero finite anche diverse installazioni militari statunitensi nella regione, tra cui la base americana di Erbil in Iraq e la base della Quinta Flotta della Marina statunitense in Bahrein, oltre ad alcune aree nei pressi di Tel Aviv.
Proprio nel cielo della città israeliana si sono udite forti esplosioni mentre l’allarme missilistico è risuonato in gran parte del Paese. Milioni di persone si sono precipitate nei rifugi. Nel frattempo l’esercito israeliano ha lanciato nuovi raid contro la periferia sud di Beirut, mentre un attacco mirato ha colpito anche un edificio residenziale nel centro della capitale libanese.
In Iran, intanto, la tensione resta altissima anche sul fronte interno. La polizia ha avvertito che qualsiasi manifestazione contro le autorità verrà trattata come un atto ostile e che i partecipanti saranno considerati “nemici”.
Nel frattempo circolano notizie non ufficiali sulle condizioni del nuovo leader iraniano Mojtaba Khamenei. Il figlio del presidente Masoud Pezeshkian, Yousef Pezeshkian, ha scritto sul proprio canale Telegram di aver ricevuto rassicurazioni sul fatto che Khamenei sia salvo nonostante alcune ferite riportate durante i raid congiunti statunitensi e israeliani delle scorse settimane. Secondo indiscrezioni diffuse sui social media, il leader sarebbe stato ricoverato al Sina Hospital dopo essere stato colpito durante l’attacco del 28 febbraio, nel quale sarebbero rimasti uccisi anche suo padre, l’ex guida suprema Ali Khamenei, e altri membri della famiglia. Le autorità iraniane non hanno però confermato queste informazioni.
A rendere ancora più instabile lo scenario è arrivata anche una segnalazione dal Golfo Persico. Un proiettile di origine sconosciuta avrebbe colpito una nave cargo nello Stretto di Hormuz, uno dei passaggi marittimi più strategici per il commercio mondiale di petrolio. L’impatto ha provocato un incendio a bordo e costretto l’equipaggio ad abbandonare l’imbarcazione. L’episodio è stato riferito dalla United Kingdom Maritime Trade Operations, agenzia britannica per la sicurezza marittima.
Il quadro complessivo resta estremamente fluido e segnato da una rapida escalation militare che coinvolge direttamente o indirettamente diversi attori regionali e internazionali, alimentando il timore di un allargamento del conflitto in tutto il Medio Oriente.

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