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Esteri

UNICEF: “A Gaza City l’infanzia non può sopravvivere”

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Gaza - Palestina

L’allarme di Tess Ingram, Communication Manager dell’Unicef per il Medio Oriente e il Nord Africa: ospedali al collasso e bambini senza cibo

Gaza City, 5 settembre 2025 – L’UNICEF lancia un nuovo, drammatico allarme sulla situazione umanitaria a Gaza City, definita ormai una città “di paura, fuga e funerali”.

Secondo l’organizzazione, il collasso dei servizi essenziali sta privando i bambini di cure, cibo e protezione. Dei 92 centri nutrizionali ambulatoriali, soltanto 44 sono ancora attivi, mentre su 11 ospedali parzialmente funzionanti, solo 5 dispongono di terapie intensive neonatali. Le 40 incubatrici operative stanno lavorando al 200%, con 80 neonati costretti a condividere macchinari sovraffollati e dipendenti da forniture mediche sempre più scarse.

La dichiarazione UNICEF

Tess Ingram, Communication Manager dell’Ufficio Regionale UNICEF per il Medio Oriente e il Nord Africa, in missione a Gaza, ha dichiarato:

“Gaza City sta velocemente diventando un luogo dove l’infanzia non può sopravvivere. È una città di paura, fuga e funerali. Un’intensificazione dell’offensiva militare significherebbe una catastrofe per circa un milione di persone che ancora vi risiedono. Sarebbe una tragedia inimmaginabile, e dobbiamo fare tutto il possibile per impedirla. L’inimmaginabile non è imminente: è già iniziato”.

Malnutrizione e carestia

Secondo l’UNICEF, la malnutrizione sta aggravando le condizioni dei bambini: cliniche affollate, genitori in lacrime, neonati che perdono peso e forza, famiglie costrette a dividere una sola ciotola di riso o lenticchie al giorno.

Nonostante le difficoltà, l’organizzazione continua a fornire alimenti terapeutici, acqua potabile, aiuti medici e supporto psicologico, chiedendo al contempo accesso umanitario sicuro e finanziamenti adeguati.

L’appello

L’UNICEF ribadisce l’appello a Israele, Hamas e agli altri gruppi armati per la protezione dei civili, la salvaguardia delle infrastrutture essenziali e il ripristino di un cessate il fuoco.

“La vita dei bambini a Gaza è sotto attacco da ogni angolazione, ogni giorno – conclude Ingram –. Il costo dell’inazione si misurerà in vite spezzate troppo presto”.

Nel frattempo nessuna sanzione al Governo israeliano. L’occidente resta a guardare, muta, senza muovere un dito, una tragedia intollerabile da qualsiasi punto di vista.

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