Esteri
Trump: “Annientati i siti nucleari in Iran” – Escalation militare e tensioni globali
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10 mesi fail

Massiccio attacco USA contro Teheran: colpiti tre siti sotterranei. L’Iran risponde con un missile verso Israele e chiude lo Stretto di Hormuz.
Washington – Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha annunciato la distruzione completa dei principali siti nucleari iraniani, in un’operazione militare lampo che segna una nuova fase di grave tensione in Medio Oriente. “I siti nucleari in Iran sono stati completamente e totalmente annientati”, ha scritto Trump su Truth Social, affermando che le installazioni sotterranee sono state colpite con “danni monumentali”.
L’attacco
L’operazione, condotta nel fine settimana, ha visto l’impiego di bombardieri B-2 dell’aeronautica e missili Tomahawk lanciati da unità navali americane. I raid hanno colpito tre siti chiave, presumibilmente quelli legati all’arricchimento dell’uranio, in profondità sotto terra e protetti da pesanti fortificazioni.
Il Segretario alla Difesa, Pete Hegseth, e il capo di Stato Maggiore congiunto, Dan Caine, hanno parlato di “gravi danni e distruzione”, pur evitando di confermare in pieno le affermazioni del presidente. Esperti e fonti militari americane hanno avvertito che ci vorranno settimane per determinare con precisione l’efficacia dell’operazione.
Dubbi sull’uranio iraniano
Nonostante la portata dell’attacco, permangono forti incertezze sul destino delle riserve di uranio arricchito accumulate dall’Iran. Secondo quanto riportato dal vicepresidente J.D. Vance, parte di questo materiale – sufficiente a produrre fino a dieci testate nucleari – potrebbe essere stata spostata prima dell’attacco.
“Lavoreremo con gli iraniani per assicurarci che quel combustibile non venga usato per fini militari”, ha dichiarato Vance, pur ammettendo che la capacità di Teheran di trasformarlo in armi operative è stata fortemente ridotta.
Reazione iraniana e crisi globale
La risposta di Teheran non si è fatta attendere. L’Iran ha lanciato un missile balistico Kheibar Shekan contro obiettivi israeliani e il Parlamento ha votato la chiusura dello Stretto di Hormuz, una delle rotte marittime più strategiche al mondo, da cui transita circa il 20% del commercio globale di petrolio.
La mossa rischia di innescare gravi turbolenze nei mercati energetici e creare una crisi logistica senza precedenti per il trasporto marittimo globale. La Borsa del petrolio ha già registrato impennate superiori al 12%.
Condanna internazionale
Dura la reazione della Cina. In un editoriale del Global Times, portavoce del Partito comunista, l’attacco americano è stato definito una “flagrante violazione del diritto internazionale” e un “colpo alla sicurezza globale”. Si teme inoltre il rischio di contaminazioni radioattive, ricordando i disastri di Chernobyl e Fukushima.
Secondo Pechino, gli Stati Uniti hanno deliberatamente usato armi pesanti per “ottenere ciò che Israele non era riuscito a fare”, aggravando un conflitto già pericolosamente vicino al punto di rottura.
Allerta globale per i cittadini USA
Il Dipartimento di Stato americano ha emesso un avviso urgente a tutti i cittadini statunitensi nel mondo, invitandoli a una maggiore cautela. Le tensioni in Medio Oriente hanno causato la chiusura temporanea dello spazio aereo in diversi Paesi, e si teme un’ondata di proteste e attacchi contro obiettivi americani.
Secondo il New York Times, milizie filoiraniane in Iraq e Siria starebbero pianificando attacchi contro basi statunitensi, mentre le autorità irachene tentano di contenerne l’escalation.
Trump e il cambio di regime
In un altro post, Trump ha anche aperto per la prima volta alla possibilità di un cambio di regime in Iran. “Se il regime attuale non è in grado di rendere l’Iran di nuovo grande, perché non dovrebbe esserci un cambio di regime?”, ha scritto, concludendo con un provocatorio “MIGA” – “Make Iran Great Again”.
La partenza del presidente per il vertice NATO ad Amsterdam, inizialmente prevista per oggi, è stata posticipata a martedì. Fonti della Casa Bianca riferiscono che Trump parteciperà a un briefing d’emergenza con il Consiglio per la Sicurezza Nazionale.

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