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Sanità, Giuliano (UGL): “Follia in Pronto Soccorso, uomo sottrae arma e tenta di sparare. Basta Far West o sarà tragedia”
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3 mesi fail

Sicurezza negli ospedali, UGL Salute denuncia: “Serve un intervento immediato dopo l’episodio di Livorno”
Il drammatico episodio avvenuto a Livorno, dove un uomo ha tentato di fare fuoco con la pistola sottratta a una guardia giurata all’interno del pronto soccorso, rappresenta l’ennesimo segnale di un sistema ormai fuori controllo. La UGL Salute, per voce del suo Segretario Nazionale Gianluca esprime profondo sgomento per una vicenda che solo per pura fatalità, e per la freddezza dimostrata dagli operatori sanitari in servizio, non si è trasformata in una strage.
“Siamo stanchi di commentare scene da Far West nei nostri ospedali che non possono essere zone franche o saloon dove la sicurezza di professionisti e pazienti è costantemente appesa a un filo” dichiara il Segretario Nazionale Gianluca Giuliano. “Il fatto che un individuo sia riuscito a impossessarsi di un’arma e abbia tentato di sparare all’interno di una struttura sanitaria è di una gravità inaudita.
Bisogna alzare immediatamente la soglia di guardia e agire con misure drastiche prima di trovarci a commentare una nuova tragedia, come purtroppo già accaduto in passato in altre strutture del Paese”. Le scene di terrore vissute sono la testimonianza di una deriva che va fermata subito.
Per queste ragioni la UGL Salute torna a sollecitare con forza il rafforzamento di misure specifiche e non più rimandabili per garantire l’incolumità di chi lavora in prima linea. “Chiediamo innanzitutto che il Ministero dell’Interno garantisca il ripristino e il potenziamento dei posti di pubblica sicurezza fissi in tutti i presidi ospedalieri italiani, attivi h24 e dotati di personale sufficiente a garantire un reale deterrente” prosegue il sindacalista.
“È inoltre fondamentale procedere in ogni struttura della Nazione con l’installazione di sistemi di videosorveglianza a circuito chiuso collegati direttamente con le centrali operative delle forze dell’ordine e l’implementazione di protocolli di sicurezza che prevedano, dove necessario, il filtraggio degli accessi alle aree sensibili.
Non permetteremo che il sacrificio quotidiano di medici e infermieri venga calpestato: la sicurezza non è un optional ma il presupposto essenziale per garantire il diritto costituzionale alla salute” conclude Giuliano.
Il drammatico episodio avvenuto a Livorno, dove un uomo ha tentato di fare fuoco con la pistola sottratta a una guardia giurata all’interno del pronto soccorso, rappresenta l’ennesimo segnale di un sistema ormai fuori controllo. La UGL Salute, per voce del suo Segretario Nazionale Gianluca esprime profondo sgomento per una vicenda che solo per pura fatalità, e per la freddezza dimostrata dagli operatori sanitari in servizio, non si è trasformata in una strage.
“Siamo stanchi di commentare scene da Far West nei nostri ospedali che non possono essere zone franche o saloon dove la sicurezza di professionisti e pazienti è costantemente appesa a un filo” dichiara il Segretario Nazionale Gianluca Giuliano. “Il fatto che un individuo sia riuscito a impossessarsi di un’arma e abbia tentato di sparare all’interno di una struttura sanitaria è di una gravità inaudita.
Bisogna alzare immediatamente la soglia di guardia e agire con misure drastiche prima di trovarci a commentare una nuova tragedia, come purtroppo già accaduto in passato in altre strutture del Paese”. Le scene di terrore vissute sono la testimonianza di una deriva che va fermata subito.
Per queste ragioni la UGL Salute torna a sollecitare con forza il rafforzamento di misure specifiche e non più rimandabili per garantire l’incolumità di chi lavora in prima linea. “Chiediamo innanzitutto che il Ministero dell’Interno garantisca il ripristino e il potenziamento dei posti di pubblica sicurezza fissi in tutti i presidi ospedalieri italiani, attivi h24 e dotati di personale sufficiente a garantire un reale deterrente” prosegue il sindacalista.
“È inoltre fondamentale procedere in ogni struttura della Nazione con l’installazione di sistemi di videosorveglianza a circuito chiuso collegati direttamente con le centrali operative delle forze dell’ordine e l’implementazione di protocolli di sicurezza che prevedano, dove necessario, il filtraggio degli accessi alle aree sensibili.
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