Esteri
Attacco USA-Israele all’Iran, morte di Khamenei e risposta iraniana
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Offensiva militare congiunta di Stati Uniti e Israele sull’Iran, conferma della morte di Khamenei, risposta iraniana e impatti economici globali
Esplosioni su vasta scala e conferma della morte della Guida Suprema
Alle sette del mattino del 28 febbraio, ora italiana, una coalizione militare tra Stati Uniti e Israele ha lanciato un massiccio attacco contro l’Iran, colpendo centinaia di obiettivi militari e strategici in diverse città tra cui Teheran, Isfahan e Minab. L’azione — parte di un’operazione congiunta annunciata negli ultimi giorni — ha avuto come primo obiettivo dichiarato la neutralizzazione del programma missilistico e nucleare iraniano e la destituzione delle massime leadership della Repubblica islamica.
Fin da subito fonti governative israeliano annunciavano la morte della guida suprema. La conferma ufficiale è arrivata dalla televisione di Stato iraniana ha confermato la morte della Guida Suprema, Ayatollah Ali Khamenei, in seguito ai bombardamenti USA-israeliani, avvenuta mentre lavorava nel suo ufficio. Le conferme ufficiali sono giunte in piena notte ora italiana, con la proclamazione di un periodo di lutto nazionale di 40 giorni e sette giorni di festività, secondo il governo di Teheran.
Secondo fonti internazionali, oltre alla guida suprema sono state colpite figure chiave dell’apparato militare iraniano e personale di alto profilo, inclusi generali e membri della leadership delle Guardie della Rivoluzione.
Vittime civili e devastazione urbana
L’offensiva ha causato gravi perdite civili. I media statali iraniani e organizzazioni umanitarie riferiscono di oltre 200 morti e centinaia di feriti in tutto il paese, tra cui decine di bambini e studenti in seguito all’attacco a una scuola elementare femminile a Minab.
A Teheran, esplosioni ripetute in aree urbane, inclusi quartieri residenziali e infrastrutture civili, hanno provocato panico tra la popolazione e ulteriori vittime non ancora ufficialmente quantificate.
La risposta militare di Teheran
In risposta agli attacchi, l’Iran ha annunciato e condotto una serie di raid missilistici e con droni contro obiettivi israeliani e basi statunitensi nel Golfo Persico, tra cui la base della Quinta Flotta statunitense in Bahrein, basi in Qatar, Emirati Arabi Uniti e altre località.
Attacchi missilistici iraniani hanno colpito anche aree civili in Israele, compresa Tel Aviv, dove sono state segnalate vittime e numerosi feriti, mentre le sirene anti-aeree hanno risuonato nella metropoli.
Questa escalation ha portato molti paesi della regione a chiudere temporaneamente il proprio spazio aereo, con conseguente disorganizzazione dei voli internazionali e tensioni tra Stati vicini. Molti sono gli italiani rimasti bloccati in medio oriente se ne stimano circa 50mila tra cui il Ministro Crosetto e la cantante BigMama
Reazioni internazionali e diplomazia sotto stress
L’attacco congiunto ha mobilitato la diplomazia internazionale. All’emergenza si è riunito il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, dove il segretario generale dell’ONU ha condannato l’uso della forza da entrambe le parti e ha invitato alla de-escalation.
Paesi come Russia e Cina hanno criticato l’azione militare come un’aggressione ingiustificata contro uno Stato sovrano, mentre altri governi europei hanno espresso preoccupazione per le conseguenze umanitarie e per l’ordine internazionale, pur condannando gli attacchi iraniani contro civili.
Europa colta di sorpresa
L’offensiva congiunta di Stati Uniti e Israele contro l’Iran ha aperto non solo un fronte militare, ma anche una frattura diplomatica significativa con diversi partner europei, che — secondo fonti diplomatiche riportate da agenzie internazionali — non sarebbero stati formalmente preavvisati dell’operazione.
Diversi funzionari europei, parlando in forma anonima, hanno confermato che l’azione militare è stata comunicata solo a operazione in corso o immediatamente dopo l’inizio dei bombardamenti. Un elemento che ha generato irritazione in alcune capitali dell’Unione Europea, già impegnate in delicate trattative diplomatiche sul dossier nucleare iraniano.
Ripercussioni economiche su Europa e mondo
L’offensiva ha avuto immediati impatti sui mercati globali, in particolare nel settore energetico:
- Energia e petrolio: Lo Stretto di Hormuz — attraverso cui transita una quota significativa del petrolio mondiale — è stato dichiarato non sicuro dal corpo delle Guardie della Rivoluzione, aumentando i timori di interruzioni nelle forniture. La prospettiva di blocchi o attacchi alle rotte energetiche ha fatto impennare i prezzi del greggio sui mercati internazionali, con effetti di breve e medio termine sui costi dell’energia in Europa e Asia.
- Mercati finanziari: Gli indici azionari globali hanno reagito con volatilità, mentre gli investitori si sono riversati verso asset considerati rifugi sicuri come l’oro e valute forti. In Europa, la dipendenza dalle importazioni di energia ha accentuato le preoccupazioni per l’inflazione e per l’insicurezza delle forniture. (analisì di mercato basata su trend dei prezzi energetici e reazioni dei mercati dopo escalation geopolitiche analoghe)
- Logistica e commercio: La chiusura del traffico navale nelle acque strategiche del Golfo Persico e le interruzioni dei voli commerciali hanno complicato le catene di approvvigionamento globali, influenzando la distribuzione di merci e materie prime. (trend osservati nei settori del trasporto internazionale in periodi di crisi geopolitica)
L’attacco coordinato di Stati Uniti e Israele contro l’Iran, culminato nella conferma della morte di Ali Khamenei in piena notte ora italiana, ha segnato una svolta drammatica nel contesto mediorientale del 2026. La risposta militare iraniana, le profonde perdite civili e le reazioni globali sottolineano il rischio di una guerra regionale prolungata con impatti politici, umanitari ed economici destinati a influenzare la stabilità internazionale nei prossimi mesi.

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