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Armi esplosive, UNICEF: “Oltre 30mila bambini colpiti in quattro anni”
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7 mesi fail

La denuncia dell’UNICEF: Dal 2020 al 2024 aumentano le vittime infantili nei conflitti armati
Le armi esplosive: la principale minaccia per i bambini nei conflitti
Secondo UNICEF, tra il 2020 e il 2024 le armi esplosive sono state la causa principale di morte e mutilazione dei bambini nei contesti di guerra. In questo periodo quasi 30.000 minori risultano uccisi o feriti, pari al 61% di tutte le vittime infantili verificate.
Il dato cresce di anno in anno: dal 49,1% nel 2020 al 69,2% nel 2024, mentre diminuiscono le vittime causate da armi da fuoco. I conflitti più devastanti per i bambini sono quelli in Israele e Stato di Palestina, Afghanistan, Siria, Myanmar e Somalia.
Il 97% delle vittime colpite da armi esplosive – in tutte le fasce d’età – si registra in aree popolate: città, quartieri residenziali, campi per sfollati.
Operazioni aeree e residuati bellici tra le principali cause
UNICEF evidenzia che le operazioni aeree rappresentano il 23% delle vittime infantili verificate nel quadriennio. L’aumento più significativo si registra tra il 2022 e il 2024, soprattutto nei conflitti di Israele–Palestina, ma anche in Libano, Myanmar, Sudan, Somalia e Ucraina.
La contaminazione da ordigni esplosivi, compresi i residuati bellici, incide nel 15% dei casi. Le tipologie più frequenti sono:
- residuati bellici esplosivi (42%)
- mine, anche improvvisate (13,7%)
- artiglieria e bombardamenti (13%)
I dati mostrano che i ragazzi restano la maggior parte delle vittime, ma la percentuale di bambine colpite è aumentata dal 23% al 33% in quattro anni. Tra le vittime infantili, il 47% risulta mutilato e il 35% ucciso.
Le dichiarazioni dell’UNICEF e l’appello alla comunità internazionale
“Le armi esplosive sono una minaccia mortale per i bambini nelle zone di conflitto”, dichiara Nicola Graziano, presidente di UNICEF Italia. L’organizzazione sottolinea come l’uso di queste armi distrugga infrastrutture essenziali e generi sfollamento, traumi psicologici e un aumento delle vittime civili.
L’UNICEF rivolge inoltre un appello:
- alle parti in conflitto, affinché cessino l’uso di armi esplosive in aree popolate;
- agli Stati membri, perché applichino la Dichiarazione Politica EWIPA e non trasferiscano armi a chi potrebbe usarle contro i civili;
- ai governi intenzionati a lasciare la Convenzione sulle mine antiuomo, affinché rivedano la decisione;
- alla comunità internazionale, per sostenere programmi di protezione e migliorare la raccolta dei dati.
L’allarme dell’UNICEF ribadisce una realtà drammatica: nei conflitti moderni, i bambini continuano a essere le prime e più fragili vittime delle armi esplosive.


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