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Bonus asilo nido, richieste di rimborso INPS: proteste e ricorsi a Pozzuoli e Marigliano
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8 mesi fail

Bonus asilo nido, raffica di richieste di rimborso INPS: famiglie sotto shock tra Pozzuoli e Marigliano. Gli avvocati: “Provvedimenti spesso illegittimi, si può fare ricorso”
In questi giorni, non solo a Pozzuoli ma anche a Marigliano di Napoli, numerose famiglie stanno ricevendo dall’INPS una comunicazione di accertamento per somme indebitamente percepite relativamente al bonus asilo nido per gli anni 2023 e 2024.
La richiesta, che riguarda importi mediamente pari a 1.040 euro, impone la restituzione entro 30 giorni tramite avviso pagoPA. Molti cittadini si stanno chiedendo: questa richiesta è davvero legittima? E, soprattutto, come ci si può difendere?
I profili di illegittimità
Sebbene si presenti come un semplice avviso, la comunicazione dell’INPS è in realtà un provvedimento amministrativo impositivo, perché pretende il pagamento di una somma sulla base di un accertamento unilaterale.
Tuttavia, questo provvedimento può essere considerato illegittimo per diversi motivi:
1. Mancanza di motivazione specifica
L’INPS si limita ad indicare che il pagamento sarebbe “indebito“, senza chiarire se la causa sia un errore sui requisiti reddituali, problemi documentali o altre circostanze concrete.
2. Violazione del diritto di difesa
Le famiglie si trovano davanti al fatto compiuto, senza essere state informate o ascoltate in via preventiva, in contrasto con l’art. 7 della Legge 241/1990 sul diritto di partecipazione al procedimento amministrativo.
3. Assenza di dolo o colpa grave
La Corte di Cassazione ha più volte ribadito (Cass. civ. sez. lav. n. 17155/2003; n. 24964/2019) che, in mancanza di dolo o colpa grave, non si può pretendere la restituzione delle somme percepite, specie quando l’errore è imputabile all’amministrazione.
4. Mancato contraddittorio preventivo
Prima di procedere al recupero coattivo, l’INPS dovrebbe attivare un confronto con l’interessato. L’assenza di un formale “invito a dedurre” può rendere l’atto annullabile per difetto di procedura.
Cosa fare se si riceve l’avviso
Secondo l’Avv. Lelio Mancino, chi riceve una simile comunicazione non deve pagare immediatamente senza valutare la legittimità della richiesta. È possibile, infatti:
Presentare ricorso al Giudice del Lavoro entro 40 giorni dalla notifica dell’avviso;
notificare il ricorso all’INPS – sede territoriale competente – e depositarlo presso il Tribunale del Lavoro del luogo di residenza.
Sentenze a sostegno del cittadino
Alcuni precedenti giurisprudenziali rafforzano la posizione delle famiglie coinvolte:
Cass. Civ. n. 17155/2003: “La restituzione non è dovuta in assenza di dolo o colpa grave, specie quando l’errore è imputabile all’amministrazione”.
Cass. n. 24964/2019: “Il recupero di somme erogate deve sempre avvenire con piena garanzia del diritto di difesa”.
Cass. n. 26309/2021: “La buona fede del percettore impedisce la ripetizione, in caso di silenzio o comportamento concludente dell’ente”.
👉 L’avvocato Mancino e l’Avvocato Mazzella di Bosco che seguono la vertenza ricordano che ogni cittadino ha diritto a difendersi e che, in assenza di dolo o colpa, il recupero indiscriminato delle somme rischia di costituire una violazione dei principi di buona fede e di correttezza amministrativa

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