Cronaca
Corruzione a Palermo, indagato il presidente dell’Ars Gaetano Galvagno: fondi in cambio di incarichi a suoi collaboratori
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Secondo la Procura di Palermo avrebbe favorito due imprenditori in cambio di incarichi per i suoi collaboratori. Sentito dai magistrati due settimane fa.
Palermo – Gaetano Galvagno, presidente dell’Assemblea regionale siciliana e figura di spicco di Fratelli d’Italia nell’isola, è indagato dalla Procura di Palermo con l’ipotesi di corruzione. Secondo quanto riportato da la Repubblica, l’indagine ruota attorno all’assegnazione di fondi pubblici nel dicembre 2023 a favore di due imprenditori, i quali – secondo l’ipotesi accusatoria – avrebbero ricambiato garantendo incarichi a persone vicine allo stesso Galvagno.
Il caso è stato avviato nei mesi scorsi, e all’inizio del 2024 al presidente dell’Ars è stato notificato un avviso di proroga delle indagini. Un passaggio che ha spinto Galvagno a chiedere formalmente di essere ascoltato dai magistrati, nella volontà di chiarire la propria posizione. L’interrogatorio si è svolto due settimane fa davanti al pubblico ministero titolare del fascicolo.
Al momento non sono noti i dettagli delle dichiarazioni rese da Galvagno, né l’identità degli imprenditori coinvolti. L’indagine, ancora in fase preliminare, potrebbe subire sviluppi nelle prossime settimane, anche alla luce di ulteriori accertamenti su flussi di denaro e nomine sospette legate a fondi pubblici regionali.
Gaetano Galvagno, 39 anni, è considerato uno degli astri nascenti della politica siciliana. Eletto per la prima volta all’Ars nel 2017, è stato confermato nel 2022 e, con il sostegno di Fratelli d’Italia, ha assunto la guida del Parlamento regionale come presidente, diventando uno dei più giovani a ricoprire quel ruolo.
Dal suo entourage, al momento, non sono arrivate dichiarazioni ufficiali. Fonti vicine al presidente parlano però di “massima fiducia nella magistratura” e ribadiscono “la totale estraneità ai fatti contestati”.
L’inchiesta rischia di avere ripercussioni politiche rilevanti in Sicilia, dove Fratelli d’Italia è il primo partito e il governo regionale è guidato da un’alleanza di centrodestra. Nel frattempo, l’opposizione chiede trasparenza e invoca l’intervento della Commissione Antimafia dell’Ars per fare luce sui fondi assegnati e sull’eventuale rete di favori.

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