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Esteri

Gaza, strage di bambini: oltre 18.000 morti e 34.000 feriti, il mondo tace e zero sanzioni ad Israele

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Una tragedia senza fine: i bambini di Gaza pagano il prezzo più alto

Gaza – La strage non si ferma. A Gaza, i numeri urlano più delle bombe: 54.271 palestinesi morti dall’ottobre 2023, di cui oltre 18.000 bambini, falciati da un conflitto che non risparmia neanche l’innocenza. Poi ci sono i feriti: 34.000 minori, con corpi mutilati, arti amputati, vite spezzate.

Ogni giorno, 10 bambini perdono una gamba, spesso senza anestesia, in ospedali ridotti a macerie. Il Ministero della Salute di Gaza, supportato da UNICEF e UNRWA, snocciola cifre da brividi: il 70% delle vittime sono donne e bambini, con i piccoli tra i 5 e i 9 anni tra i più colpiti. 

E il mondo? Muto. Nessun pacchetto di sanzioni contro Israele, nonostante la devastazione. La diplomazia tace, i potenti si girano dall’altra parte, mentre a Gaza si contano 4.500 amputazioni tra i minori e 22.500 feriti con lesioni che cambieranno per sempre le loro vite. La ripresa delle ostilità a marzo 2025 ha fatto esplodere il dramma: 100 bambini al giorno, tra morti e feriti, in soli 10 giorni. E non dimentichiamo gli 11.000 dispersi, probabilmente sepolti sotto le macerie. 

Le immagini sono insostenibili: bimbi che piangono accanto ai corpi dei genitori, ospedali senza medicine, medici costretti a operare sotto i bombardamenti. Save the Children parla di 5.230 minori con ferite gravi solo nel 2024, molti con traumi psicologici che li segneranno per sempre. E mentre la fame e le malattie dilagano, con il blocco degli aiuti umanitari, il silenzio internazionale è assordante. 

Nessuno si muove. Nessuna sanzione, nessun freno alla macchina di morte. Gaza è un grido soffocato, e i suoi bambini pagano il prezzo di un’umanità che ha smesso di ascoltare. Eppure, la domanda resta: quanto ancora dovrà sanguinare questa terra prima che il mondo apra gli occhi? 

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