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Tutta l’arte è propaganda? Il rapporto tra arte e potere in un documentario su Rai 5
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“Arte e propaganda” andrà in onda oggi mercoledì 16 aprile 2025 alle 21.15 su Rai 5
All’interno del programma “Art Night”, questa sera alle 21.15 Rai 5 trasmetterà “Arte e propaganda”, il documentario di Eleonora Zamparutti e Piero Muscarà che indaga il rapporto intercorso tra l’arte e le dinamiche del potere politico nel corso della storia, dall’antichità romana al nostro tempo passando per i totalitarismi del Novecento.
Il titolo del lungometraggio riprende una celebre affermazione dello scrittore e giornalista britannico George Orwell, contenuta in un articolo del 1941, “Le frontiere dell’arte e della propaganda”. In questo e in altri scritti, l’autore di “1984” e de “La fattoria degli animali” osserva, con sguardo lucido e distaccato, i mutamenti intervenuti nel panorama politico e culturale del suo tempo, l’asservimento totale dell’arte e della letteratura ai meccanismi di un potere dittatoriale e autarchico.
A partire dagli anni Trenta del secolo scorso, ogni manifestazione estetica diventa propaganda politica, espressione di valori e ideali imposti da un preciso e determinato sistema di potere teso a fare dell’artista uno strumento utile ed efficace per educare le coscienze.
È così che il documentario indaga le motivazioni e il contesto storico in cui arte e potere interagiscono, in un viaggio attraverso la storia e la storia dell’arte scandito nelle tappe principali che hanno visto scrittori e artisti adottare punti di vista e strumenti di espressioni diversi a seconda della loro volontà di sottomettersi o opporsi al potere. Cinque episodi raccontano e approfondiscono aspetti diversi dell’arte concepita per e attraverso il potere, l’arte di propaganda, ma anche contro di esso, la contropropaganda. Documenti, fotografie, cataloghi e interviste di autorevoli esperti compongono il ricco materiale messo insieme dai curatori per la realizzazione del documentario, le cui riprese conducono lo spettatore nei musei e nei luoghi delle vicende e delle opere raccontate.
I Musei Capitolini e il Museo dell’Ara Pacis costituiscono le prime tappe di questo percorso e vedono come protagonista l’imperatore Augusto, che in età romana assunse l’arte come strumento per affermare e legittimare l’autorità del suo nuovo ruolo politico. Successivamente, l’attenzione si sposta sulla figura di Napoleone, raffigurato da Antonio Canova come “Marte Pacificatore” in una scultura che presenta più versioni, da quella originale conservata all’Apsley House di Londra al gesso preparatorio custodito presso il Museo Gypsotheca Antonio Canova di Possagno e al gesso e al bronzo della Pinacoteca di Brera.

Si giunge poi al Novecento, quando Mussolini e Hitler cominciarono a veicolare attraverso l’arte le teorie e le convinzioni ideologiche su cui si fondava il loro potere. Il primo circonfuse la figura di Leonardo da Vinci di un’aura mitica con l’obiettivo di esaltare l’arte e la scienza italiane; il secondo avviò una campagna contro l’arte moderna, considerata come “degenerata”, raccontata nel documentario con le immagini di una mostra in corso a Parigi, presso il Musée National Picasso, “Arte degenerata: il processo all’arte moderna sotto il nazismo”.

La campagna hitleriana fu tenacemente opposta dalla carica eversiva dei fotomontaggi di John Heartfield, la cui opera di contropropaganda è conservata presso l’ archivio della Akademie der Künste di Berlino. L’ultimo episodio del documentario è dedicato alla strumentalizzazione dell’Espressionismo astratto americano attuata dalla Cia nel secondo dopoguerra per mostrare la libertà e la superiorità della cultura americana e occidentale rispetto alla controparte russa.

“Arte e Propaganda” si presenta, insomma, come un’occasione per riflettere su come ogni espressione della creatività umana, in ogni tempo e in ogni luogo, possa essere utilizzata a fini propagandistici e ideologici, ma anche su come essa possa diventare potente mezzo di cambiamento della realtà.

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