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Esteri

Le Forze del governo israeliano entrano in Libano. Colpito anche un campo profughi

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Stati uniti

L’IDF ha annunciato di aver iniziato degli attacchi mirati contro Hezbollah. Avvenuti anche dei raid notturni anche in Siria

Nelle ultime ore sono aumentate le escalation di attacchi tra Libano e Israele

Israele emette un’operazione di terra in Libano, le IDF hanno iniziato degli attacchi contro Hezbollah. Attaccata nella notte anche la Siria.

Il portavoce dell’esercito israeliano annuncia: ” Ci sono intensi combattimenti nel Libano meridionale, in cui i miliziani di Hezbollah stanno usando l’ambiente civile e voi come scudo umano per organizzare attacchi” Scrive così, in arabo, su X il colonello Avichay Adraee parlando ai cittadini di non spostare i propri veicoli dal nord al sud del fiume Litani

Tweet PortaVoce E Colonello Avichay Adraee

D’altro canto il ministro Israeliano Itaman Ben Gvir annuncia su X: “Le decisioni che abbiamo preso negli ultimi giorni sono importanti, corrette e necessarie. Allo stesso tempo, è giunto il momento di non fermarsi, di continuare a fare tutto, con tutte le sue forze, e di schiacciare l’organizzazione terroristica Hezbollah, per riportare i residenti del nord nelle loro case in sicurezza.

Prego per il successo dei soldati di IDF che stanno combattendo in questo momento in condizioni difficili nel sud del Libano, con tutto il popolo di Israele alle loro spalle.”

Tweet Ministro Itaman Ben Gvir

Nella zona di Hezbollah invece sono stati presi di mira due volte i soldati appartenenti all’esercito Israeliano a Metula. Sono stati sparati difatti diversi razzi contro “truppe nemiche” al confine del Libano. Dove la situazione si è aggravata

Le truppe dell’IDF nella notte hanno risposto con un operazione di terra nel Libano Meridionale. La 98° divisione, composta da unità d’ élite di paracadutisti e commando, supportati dalla 7° brigata corazzata, ha preso il controllo in diversi villaggi in zona orientale, ritenuta un importante roccaforte di Hezbollah. Queste operazioni mirano a neutralizzare le infrastrutture terroristiche e interrompere attività militari del gruppo.

In parallelo l’aereonautica israeliana ha colpito con precisione diversi obbiettivi in Dahieh, un quartiere di Beirut noto per ospitare famosi centri di produzione di armi di Hezbollah. Questi attacchi fanno parte di una strategia israeliana di eliminare le capacità militari di gruppo, proteggendo al contempo i civili tramite l’uso di munizioni precise e avvertimenti preventivi.

Hezbollah attacchi

Hezbollah ha intensificato i suoi attacchi, lanciando razzi contro il nord di Israele. Nelle prime ore del mattino, sono stati identificati e intercettati vari razzi provenienti dal Libano, causando l’attivazione di allarmi in numerose località israeliane. Tuttavia, sul fronte libanese, il bilancio delle vittime continua a salire: il ministero della Sanità libanese ha comunicato che oltre mille persone hanno perso la vita dall’inizio degli attacchi israeliani, con 95 morti solo nella giornata di ieri.

Nel frattempo, un raid israeliano ha colpito una casa nella città di Daoudiya, nel sud del Libano, provocando la morte di dieci membri della famiglia Diab.

Il conflitto ha anche attirato l’attenzione internazionale. Il Segretario alla Difesa statunitense, Lloyd Austin che ha avvertito: ” Ci saranno gravi conseguenze per l’Iran nel caso in cui decidesse di lanciare un attacco militare diretto contro Israele” in difesa di Hezbollah. Washington ha ribadito il suo impegno a fianco di Israele, mentre il Segretario di Stato Antony Blinken e il ministro degli Esteri britannico David Lammy hanno discusso della necessità di una de-escalation diplomatica, auspicando un cessate il fuoco.

La reazione degli Usa

Le operazioni “limitate per distruggere l’infrastruttura di Hezbollah che potrebbe essere utilizzata per minacciare i cittadini israeliani” sono “in linea con il diritto di Israele di difendere i propri cittadini e di riportare i civili nelle loro case in sicurezza”. Lo ha affermato un portavoce del Consiglio per la Sicurezza Nazionale americano, secondo quanto riportato dai media statunitensi.

Il portavoce ha riconosciuto che “l’espansione della missione può comportare dei rischi” e ha sottolineato che gli Stati Uniti continueranno a discutere con Israele sull’evoluzione della situazione. “In definitiva, una risoluzione diplomatica rimane l’unico modo per raggiungere una stabilità e una sicurezza durature lungo il confine tra Israele e Libano”, ha aggiunto, rimarcando l’importanza di soluzioni negoziali per evitare un conflitto prolungato e devastante nella regione.

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