Quantcast
Connettiti con noi

News

Emergenza suicidi nelle carceri italiane: un problema senza soluzione

Pubblicato

il

Carcere

Un’analisi dei dati e delle nuove misure del decreto “Carcere Sicuro”. Prevenzione tra i carcerati e i dipendenti

L’emergenza suicidi nelle carceri italiane continua a crescere senza trovare una soluzione adeguata. I dati aggiornati al 5 luglio e resi noti dal Garante Nazionale dei Diritti delle persone private della libertà personale rivelano un aumento significativo rispetto agli anni precedenti. Nel 2023, i suicidi registrati nelle carceri italiane sono stati 34 a luglio, mentre nel 2024 sono già 50, un incremento di 16 decessi.

Dati demografici e giudiziari

Delle 50 persone che si sono tolte la vita in carcere dall’inizio dell’anno, 27 erano italiani e 23 stranieri, provenienti da 14 diversi Paesi. Il 38% (19 persone) era in attesa di giudizio, mentre il 40% (20 persone) erano stati giudicati in via definitiva e condannati. Inoltre, 6 detenuti avevano una posizione “mista con definitivo“, avendo almeno una condanna definitiva e altri procedimenti penali in corso. I restanti erano 2 ricorrenti, 2 appellanti e 1 internato provvisorio.

Pubblicità

Analizzando i reati ascritti alle persone coinvolte, la maggior parte era accusata o condannata per reati contro la persona (27 su 50, pari al 52%). Tra questi, 10 per omicidio (tentato o consumato), 8 per maltrattamenti in famiglia e 4 per violenza sessuale. Seguono i reati contro il patrimonio (16) e quelli legati alla droga (4).

Distribuzione geografica e condizioni carcerarie

I suicidi si sono verificati in 37 istituti penitenziari, pari al 19,48% del totale delle strutture penitenziarie italiane: 31 Case circondariali e 6 Case di reclusione. Poggioreale e Pavia hanno registrato il maggior numero di suicidi con tre casi ciascuno dall’inizio dell’anno, seguiti da Cagliari, Genova, Roma, Sassari, Teramo, Torino, Verona e Parma, con due eventi ciascuno.

Un caso emblematico riguarda un giovane tunisino ventenne che si è suicidato nel carcere fiorentino di Sollicciano. Nel febbraio scorso, il giovane aveva presentato un reclamo al tribunale di sorveglianza per chiedere il ripristino delle condizioni di salubrità, lamentando la presenza di cimici, muffa e topi, e la mancanza di acqua in cella.

Pubblicità

Il Decreto “Carcere Sicuro” e le critiche

Il decreto “Carcere sicuro”, promosso dal ministro della Giustizia Carlo Nordio, mira a semplificare le procedure burocratiche nelle carceri e a umanizzare gli istituti penitenziari, offrendo anche l’alternatività della pena in comunità per categorie specifiche di detenuti, come minori, tossicodipendenti e persone con disagio psichico. Tuttavia, l’Associazione Nazionale Magistrati (Anm) ha criticato il provvedimento, affermando che non affronta adeguatamente l’emergenza del sovraffollamento nelle carceri.

Giuseppe Santalucia, presidente dell’Anm, ha dichiarato: “Se oggi l’emergenza è il sovraffollamento nelle carceri, non trovo nessun tipo di risposta nel decreto. Il carcere deve privare soltanto della libertà, non degli altri diritti. Deve essere il luogo della rieducazione e risocializzazione, non il luogo della sofferenza.”

La situazione nelle carceri italiane rimane critica, con un numero crescente di suicidi che mette in luce le condizioni difficili e spesso degradanti in cui i detenuti sono costretti a vivere. Le misure adottate dal governo, sebbene rappresentino un tentativo di migliorare la situazione, sembrano insufficienti a fronteggiare l’emergenza. La necessità di soluzioni più efficaci e strutturali appare sempre più urgente per garantire i diritti umani e la dignità dei detenuti.

Pubblicità

Se ti va lascia un like su Facebook, seguici su X e Instagram